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Contratti - Mandato, avvocato, parcella, onorario, obbligazione di mezzi e di risultato





Senta,
mi sono rivolto ad un avvocato in questo modo:
L' Avv. xxx, il quale ho contattato per tel, mi ha detto per tel di lasciarli la documentazione in ufficio per valutare se sporgere o meno denuncia penale. Io, ho consegnato, di persona, alla segretaria la documentazione in oggetto, senza dare alcuna disposizione, senza dare nessun mandato esplicito ne' verbale ne' tantomeno scritto di procedere ad una consulenza, restando in attesa di un incontro faccia a faccia con l'Avv. da programmare a breve tempo.
A distanza di quasi 3 sett.,ho ricontatto telefonicamente l'Avv xxx perchè ancora non si era fatto sentire e non mi aveva ricontattato per programmare un appuntamento. Mi risponde dicendomi che mi aveva già inviato una raccomandata col suo parere(tra l'altro la racc. è stata spedita il giorno succ. alla telefonata). Un breve inciso, poichè la mia denuncia verteva contro il medico del Pronto Soccorso, dell' Osp.Y, che mi ha dimesso con peritonite acuta alle 22.00 e ad una distanza di 300 km dalla mia abitazione, e mi sono operato il giorno successivo con int chirurgico di 3 ore documentato + referto dell'operazione che evidenziava una lesione dell'intestino cieco, il parere dell'Avv., nella lettera, citava "ha consentito di risolvere con un intervento in laparoscopia presso l'Ospedale Z". Dopo questo inciso mi domando: Ma ha letto la documentazione, intervento di Chirurgia è opposto all'intervento di laparoscopia!!! Mi chiede il saldo di un parere fasullo del quale, cosa non meno grave, non l'ho incaricato nè oralmente nè in forma scritta ad esaminare alcunchè. Sono ovviamente, andato nel suo studio a riprendere la mia documentazione, dalla segretaria che mi fatto firmare il ritiro dei documenti, poichè mi stava scadendo il termine per una possibile denuncia e con l'Avv. non avevo ancora parlato. Vorrei sapere se ho valide giustificazioni a non voler pagare la tariffa del "parere" e come posso fare a far valere le mie ragioni.
Confido in un vostro parere obiettivo
Distinti Saluti



RISPOSTA



Il mandato può essere conferito all’avvocato, formalmente, con un atto per iscritto, ovvero per fatti concludenti, da cui sia possibile evincere la volontà del cliente di chiedere la particolare prestazione professionale.

Nella mail hai scritto:

“ho contattato per telefono (l’avvocato), mi ha detto per telefono di lasciare la documentazione in ufficio per valutare se sporgere o meno denuncia penale. Io, ho consegnato, di persona, alla segretaria la documentazione in oggetto …”

Si tratta di un comportamento concludente che evidenzia la volontà di conferire mandato all’avvocato, per ottenere una consulenza specifica, sull’opportunità di sporgere una denuncia penale.
L’avvocato ti ha detto di lasciare la documentazione presso il suo studio legale, perché egli stesso la esaminasse e tu hai eseguito la sua disposizione, conferendo l’incarico.

L’obbligazione dell’avvocato, da un punto di vista giuridico, si configura come un’obbligazione di mezzi e non di risultato.
L’onorario dell’avvocato quindi, deve essere corrisposto anche in caso di consulenza giuridica incompleta ovvero completamente errata. La prestazione dell’avvocato deve essere comunque ricompensata, a prescindere dal risultato concreto ottenuto ovvero dalla qualità del lavoro svolto.
In parole povere, la prestazione di un artigiano, ad esempio, deve essere ricompensata soltanto nel caso in cui l’artigiano abbia effettivamente costruito il bene, richiesto dal cliente, a regola d’arte (si tratta di un’obbligazione di risultato); l’obbligazione dell’avvocato deve essere ricompensata in ogni caso.
Nel caso in cui l’importo della consulenza dovesse risultare esagerato, in considerazione delle tabelle relative agli onorari degli avvocati, puoi chiedere al tuo legale di allegare alla fattura, il parere di congruità dell’onorario richiesto, alle tabelle degli onorari determinate con decreto ministeriale, rilasciato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati competente.
Cordiali saluti.

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