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Eredità - Libretto a deposito di risparmio cointestato, a firma congiunta degli eredi





In caso di successione senza testamento olografo, uno degli eredi risulta irreperibile e quindi la banca non liquida agli altri eredi la relativa quota giustificando che la quietanza d'incasso della liquidazione deve essere congiunta e deve esprimere la volontà di tutti gli eredi.
L'erede non rintracciabile non risulta ne' deceduto ne' disperso.......semplicemente non si trova! Ha un indirizzo di residenza che non utilizza e di lui si sono perse le tracce.
Ora la domanda chiave è: cosa possono fare gli eredi per bypassare il problema di questo erede?
ringraziando anticipatamente porgo cordilai saluti



RISPOSTA



Evidentemente i bancari che lavorano presso la banca in questione, non conoscono la recente giurisprudenza in materia di firme congiunte degli eredi e di svincolo delle somme che fanno parte dell'asse ereditario (oppure fanno finta di non conoscerla ...). La Corte di Cassazione, Prima sezione civile, con sentenza n. 19997 del 14/10/2005, ha affrontato il problema di un libretto a deposito di risparmio cointestato a firma congiunta ed in particolare la questione dello svincolo delle somme riposte in esso.
Le previsioni contenute nelle Norme Bancarie Uniformi richiedono il consenso di tutti gli eredi/cointestatari del libretto, per compiere operazioni bancarie.
Si ricorda infatti come l'articolo 13 delle Norme Bancarie Uniformi prevede che la facoltà di compiere operazioni bancarie o di dare disposizioni relative al conto, possa essere esercitata soltanto su conformi istruzioni scritte di tutti i cointestatari/eredi (quindi con la firma di tutti gli eredi).
Le Norme Bancarie Uniformi, pur essendo generalmente delle condizioni generali di contratto relative alle principali operazioni bancarie ed integranti la disciplina legale dei singoli modelli contrattuali, pur non avendo forza normativa autonoma, possono essere prese in considerazione, in quanto sono sicuramente dotate di un valore negoziale per i contraenti (ossia per la banca e per gli eredi).

Pur partendo da tali considerazioni, però, la Corte evidenzia come, nel caso della mancanza dell'assenso di tutti i cointestatari/eredi di un libretto di risparmio, non può certo venirsi a creare una situazione che impedisca all'infinito alla banca, la possibilità di rimborsare agli eredi le somme versate nel suddetto libretto.

L'articolo 1772 del codice civile infatti statuisce che "se più sono i depositanti di una cosa ed essi non si accordano circa la restituzione, questa deve farsi secondo le modalità stabilite dall'autorità giudiziaria".
La stessa norma si applica quando a un solo depositante succedono più eredi, se la cosa non è divisibile.

Pertanto, la Suprema Corte afferma non risultare necessario il consenso di tutti gli eredi, per ottenere lo svincolo delle somme stesse.

Lo stesso principio giurisprudenziale è applicabile, a maggior ragione, alla tua fattispecie; se un erede è da mesi irreperibile, cosa dovrebbero fare gli altri eredi per avere i soldi depositati in banca dal "de cuius", una domanda di dichiarazione di morte presunta ??? Sto scherzando ovviamente ...
Quale sarebbe inoltre, la soluzione da adottare, secondo la banca: si impossessano di fatto dei vostri soldi, a tempo indeterminato, per non restituirli mai più ???

Se la banca non vuole sentire ragioni, nonostante l'articolo 1772 del codice civile e la giurisprudenza della Cassazione, ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato per citarla in giudizio.
Cordiali saluti.

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