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Contratti - Società cooperativa, responsabilità dell'amministratore e nomina del liquidatore





BUONGIORNO,
IL MIO QUESITO E' IL SEGUENTE NEL CASO DI SOC COOP ARL COSTITUITA NEL 2005 LA QUALE HA OPERATO PER DUE ANNI FINO AL 12/2006,ULTIMA DATA IN CUI E' STATO PRESENTATO IL BILANCIO. DOPO TALE DATA NON SONO STATE PIU' EMESSSE FATTURE NE PRESENTATI BILANCI PERO' LA COOP NON è STATA CHIUSA PERCHE' VI ERANO DEBITI A QUEL TEMPO PARI A CIRCA 27000EUR MA A OGGI AMMONTANTI A CIRCA 116000EUR PER SANZIONI VARIE E PER INAIL CHE NON SAREBBE DOVUTO MA GIà ISCRITTO A RUOLO.
SE SI NOMINA UN LIQUIDATORE SU CHI RICADE LA RESPONSABILITA'SUL LIQUIDATORE O SULL'AMMINISTRATORE?
IL FATTO CHE SI NOMINI UN LIQUIDATORE ESULA L'AMMINISTRATORE DA EVENTUALI RESPONSABILITA'?
PER L'AMMINISTRATORE E' PIU' CONVENIENTE LASCIARLA COSI' ED ATTENDERE CHE VENGA CHIUSA D'UFFICIO O NOMINARE UN LIQUIDATORE?
VI RINGRAZIO SE POTETE RISPONDERE CELERMENTE AL MIO QUESITO.
CORDIALI SALUTI



RISPOSTA



L'amministratore è obbligato per legge a nominare il liquidatore, ai sensi dell'articolo 2485 del codice civile. La nomina del liquidatore non rientra nella sua discrezionalità.

Art. 2485. Obblighi degli amministratori.

Gli amministratori devono senza indugio accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e procedere agli adempimenti previsti dal terzo comma dell'articolo 2484. Essi, in caso di ritardo od omissione, sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi. Quando gli amministratori omettono gli adempimenti di cui al precedente comma, il tribunale, su istanza di singoli soci o amministratori ovvero dei sindaci, accerta il verificarsi della causa di scioglimento, con decreto che deve essere iscritto a norma del terzo comma dell'articolo 2484.

Si è verificata infatti, nella fattispecie “de quo”, una causa di scioglimento della società cooperativa, ai sensi dell'articolo 2484, I comma, numero 3, ossia l'inattività della società e dell'assemblea dei soci.

Art. 2484. Cause di scioglimento.

Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono:
1) per il decorso del termine;
2) per il conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l'assemblea, all'uopo convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;
3) per l'impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'assemblea;
4) per la riduzione del capitale al disotto del minimo legale, salvo quanto è disposto dagli articoli 2447 e 2482 ter;
5) nelle ipotesi previste dagli articoli 2437 quater e 2473;
6) per deliberazione dell'assemblea;
7) per le altre cause previste dall'atto costitutivo o dallo statuto.
La società inoltre si scioglie per le altre cause previste dalla legge; in queste ipotesi le disposizioni dei seguenti articoli si applicano in quanto compatibili. Gli effetti dello scioglimento si determinano, nelle ipotesi previste dai numeri 1), 2), 3), 4) e 5) del primo comma, alla data dell'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese della dichiarazione con cui gli amministratori ne accertano la causa e, nell'ipotesi prevista dal numero 6) del medesimo comma, alla data dell'iscrizione della relativa deliberazione.
Quando l'atto costitutivo o lo statuto prevedono altre cause di scioglimento, essi devono determinare la competenza a deciderle od accertarle, e ad effettuare gli adempimenti pubblicitari di cui al precedente comma.


Gli articoli di legge a cui abbiamo fatto riferimento, sebbene siano stati previsti dal legislatore per la società per azioni, ai sensi dell'articolo 2519 del codice civile, si applicano altresì alle società cooperative.

Art. 2519. Norme applicabili.

Alle società cooperative, per quanto non previsto dal presente titolo, si applicano in quanto compatibili le disposizioni sulla società per azioni.
L'atto costitutivo può prevedere che trovino applicazione, in quanto compatibili, le norme sulla società a responsabilità limitata nelle cooperative con un numero di soci cooperatori inferiore a venti ovvero con un attivo dello stato patrimoniale non superiore ad un milione di euro.


Se non dovessi provvedere alla procedura di nomina del liquidatore, sarai responsabile nei confronti della società, ai sensi dell'articolo 2392 del codice civile.

Art. 2392. Responsabilità verso la società.

Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze. Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni in concreto attribuite ad uno o più amministratori. In ogni caso gli amministratori, fermo quanto disposto dal comma terzo dell'articolo 2381, sono solidalmente responsabili se, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.
La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.


L'assemblea societaria potrebbe quindi, ai sensi dell'articolo 2393 del codice civile, esperire contro di te, dinanzi al tribunale, l'azione sociale di responsabilità, laddove non dovessi provvedere, circa la nomina del liquidatore.

Art. 2393. Azione sociale di responsabilità.

L'azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa in seguito a deliberazione dell'assemblea, anche se la società è in liquidazione.
La deliberazione concernente la responsabilità degli amministratori può essere presa in occasione della discussione del bilancio, anche se non è indicata nell'elenco delle materie da trattare, quando si tratta di fatti di competenza dell'esercizio cui si riferisce il bilancio.


In estrema sintesi, è un tuo preciso dovere di amministratore societario, nominare il liquidatore, laddove la società dovesse risultare inattiva.

Per quanto riguarda le responsabilità dell'amministratore, relative alla precedente gestione della società, la nomina del liquidatore non avrà alcuna rilevanza giuridica. L'amministratore continuerà ad essere considerato responsabile dell'eventuale cattiva gestione della società e delle operazioni amministrative poste in essere.
Il liquidatore sarà responsabile della correttezza e della regolarità delle operazioni di liquidazione.

Ai sensi degli articoli 2486 e 2487 del codice civile, l'amministratore non avrà più poteri attivi di gestione societaria, dal momento della nomina del liquidatore.

Art. 2486. Poteri degli amministratori.

Al verificarsi di una causa di scioglimento e fino al momento della consegna di cui all'articolo 2487 bis, gli amministratori conservano il potere di gestire la società, ai soli fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale.
Gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni compiuti in violazione del precedente comma.


Art. 2487. Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di svolgimento della liquidazione.

Salvo che nei casi previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo comma dell'articolo 2484 non abbia già provveduto l'assemblea e salvo che l'atto costitutivo o lo statuto non dispongano in materia, gli amministratori, contestualmente all'accertamento della causa di scioglimento, debbono convocare l'assemblea dei soci perché deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, su:
a) il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento del collegio in caso di pluralità di liquidatori;
b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società;
c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione; i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell'azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi; gli atti necessari per la conservazione del valore dell'impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo.
Se gli amministratori omettono la convocazione di cui al comma precedente, il tribunale vi provvede su istanza di singoli soci o amministratori, ovvero dei sindaci, e, nel caso in cui l'assemblea non si costituisca o non deliberi, adotta con decreto le decisioni ivi previste.
L'assemblea può sempre modificare, con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, le deliberazioni di cui al primo comma.
I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea o, quando sussiste una giusta causa, dal tribunale su istanza di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.


I poteri e le responsabilità del liquidatore sono disciplinati dagli articoli 2489 e seguenti del codice civile.

Art. 2489. Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori.

Salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società. I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell'incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori.

Art. 2491. Poteri e doveri particolari dei liquidatori.

Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti. I liquidatori non possono ripartire tra i soci acconti sul risultato della liquidazione, salvo che dai bilanci risulti che la ripartizione non incide sulla disponibilità di somme idonee alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali; i liquidatori possono condizionare la ripartizione alla prestazione da parte del socio di idonee garanzie.
I liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni cagionati ai creditori sociali con la violazione delle disposizioni del comma precedente.


Art. 2492. Bilancio finale di liquidazione.

Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale , indicando la parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo.
Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori e accompagnato dalla relazione dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione contabile, è depositato presso l'ufficio del registro delle imprese.
Nei novanta giorni successivi all'iscrizione dell'avvenuto deposito, ogni socio può proporre reclamo davanti al tribunale in contraddittorio dei liquidatori.
I reclami devono essere riuniti e decisi in unico giudizio, nel quale tutti i soci possono intervenire. La trattazione della causa ha inizio quando sia decorso il termine suddetto. La sentenza fa stato anche riguardo ai non intervenuti.


Art. 2493. Approvazione tacita del bilancio.

Decorso il termine di novanta giorni senza che siano stati proposti reclami, il bilancio finale di liquidazione s'intende approvato, e i liquidatori, salvi i loro obblighi relativi alla distribuzione dell'attivo risultante dal bilancio, sono liberati di fronte ai soci.
Indipendentemente dalla decorrenza del termine, la quietanza, rilasciata senza riserve all'atto del pagamento dell'ultima quota di riparto, importa approvazione del bilancio.


Art. 2494. Deposito delle somme non riscosse.

Le somme spettanti ai soci, non riscosse entro novanta giorni dall'iscrizione dell'avvenuto deposito del bilancio a norma dell'articolo 2492, devono essere depositate presso una banca con l'indicazione del cognome e del nome del socio o dei numeri delle azioni, se queste sono al portatore .

Art. 2495. Cancellazione della società.

Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese.
Ferma restando l'estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi. La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l'ultima sede della società.

In estrema sintesi, i poteri e le competenze dell'amministratore e del liquidatore sono differenti; la nomina del liquidatore non solleva l'amministratore dalle sue responsabilità. Ciascuno è responsabile per le sue attività di competenza. Il liquidatore è responsabile per le operazioni di liquidazione, mentre l'amministratore per le operazioni di gestione, antecedenti alla nomina del liquidatore.

L'amministratore deve obbligatoriamente nominare il liquidatore, in caso d'inattività della società e dell'assemblea e laddove non lo facesse, risponderebbe dinanzi al tribunale, a seguito dell'esercizio dell'azione sociale di responsabilità di cui all'articolo 2393.
Nomina quindi il liquidatore e non aspettare che sia il tribunale a farlo d'ufficio, ai sensi dell'articolo 2487, II comma del codice civile. In caso di nomina d'ufficio del liquidatore, potresti essere considerato dal giudice, responsabile del ritardo con cui si è provveduto alla liquidazione societaria.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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