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Diritto privato - Opposizione agli atti esecutivi, opposizione all'esecuzione





Tizio e Caia si sono separati consensualmente. Nell'accordo omologato è previsto che Caia versi il 50% delle spese straordinarie per il minore Tizietto. Caia si rifiuta di pagare EUR1.200,00 che tizio ha affrontato per le spese mediche e scolastiche di Tizietto (spese straordinarie) al precetto notificato da Tizio Caia fa opposizione dinanzi al Giudice di Pace. La particolarità sta nel fatto che Caia con citazione in opposizione innanzi  al G.D.P. fa sia un opposizione all'esecuzione (sostiene che il verbale di separazione non costituisce titolo esecutivo e che le spese rientrano nell'assegno di mantenimento) sia opposzione agli atti esecutivi (affernma che la procura è apposta solo sull'originale del precetto e che manca la relata di notifica del verbale di omologa). Tizio deve eccepire la incompetenza per materia del GDP in quanto Caia ha proposto anche un opposizione agli atti esecutivi? e se sì come si articolerà il procedimento? oppure il GDP può dichiararsi incompetente d'ufficio? grazie.



RISPOSTA



Procediamo con ordine.

Non possono sorgere dubbi relativamente ai seguenti assunti.

1)Nella fattispecie “de quo”, è stato notificato il precetto, quindi l'esecuzione forzata “non è ancora iniziata”, ai sensi degli articoli 615 e 617 del codice di procedura civile.

2)Per quanto riguarda l'opposizione all'esecuzione, con citazione in opposizione al precetto, di cui all'articolo 615, I comma, c.p.c., è competente, nella fattispecie “de quo”, il giudice di pace del luogo dell'esecuzione, ai sensi del combinato predisposto dagli articoli 615 e 27 del codice di procedura civile.

3)Per quanto riguarda, l'opposizione agli atti esecutivi, di cui all'articolo 617, I comma, c.p.c., nella fattispecie “de quo”, ai sensi del combinato normativo di cui agli articoli 617, I comma, c.p.c. e 480 III comma c.p.c., la stessa deve essere proposta dinanzi al giudice competente per l'esecuzione, quindi non dinanzi al giudice di pace.

4)L’art. 38 c.p.c., in materia di incompetenza del giudice civile, è stato interamente riformulato dalla riforma del 2009, anticipando il termine ultimo per la proposizione dell’eccezione di incompetenza del giudice adito dalla “prima udienza di trattazione” al momento del deposito della “comparsa di risposta”, ossia il primo atto costitutivo della parte convenuta in giudizio. In pratica, se, in tale primo atto difensivo, il convenuto non eccepisce alcunchè in merito alla competenza del giudice individuato dall’attore, sia che si tratti di incompetenza per materia o per valore, sia che si tratti di incompetenza per territorio, questi decade dalla possibilità di presentare l’eccezione successivamente nel corso del processo. Peraltro, rimane la possibilità del rilievo d’ufficio, da parte del giudice adito, dell’incompetenza per materia, per valore e anche, seppure in limitati casi, anche per territorio: il giudice infatti, ma esclusivamente all’udienza di prima comparizione delle parti, può dichiarare d’ufficio la sua incompetenza, con ogni ulteriore conseguenza sullo svolgimento successivo del processo.

Se siamo d'accordo su tutti questi teoremi, non possiamo essere in disaccordo sui relativi corollari.

Tizio deve eccepire l'incompetenza per materia del GDP, per quanto riguarda l'opposizione agli atti esecutivi, nei termini e con le modalità del novellato articolo 38 c.p.c.
Sempre ai sensi del novellato art. 38 c.p.c., a prescindere dall'eccezione di Tizio, nella fattispecie “de quo”, rimane comunque la possibilità del rilievo d'ufficio da parte del GDP, sempre nei termini della suddetta norma (nuovo art. 38 c.p.c.). E' comunque opportuno, per l'avvocato di Tizio, sollevare l'eccezione di incompetenza per materia, nel suo primo atto difensivo.
Il giudice di pace quindi, si dichiarerà incompetente per l'opposizione agli atti esecutivi, con ordinanza emessa entro i termini di cui all'articolo 38 del c.p.c.

Il giudice di pace invece, si pronuncerà nel merito dell'opposizione all'esecuzione di cui all'articolo 615, I comma c.p.c. (il procedimento quindi continuerà per quanto riguarda l'opposizione all'esecuzione) Per quanto riguarda il merito dell'opposizione all'esecuzione, anche se il quesito non è pertinente a questo aspetto giuridico, ti segnalo la sentenza della Cassazione Sez. civ. III n.11316 del 2011.

Cosa avrei fatto nei panni dell'avvocato di Caia ???

1)Opposizione agli atti esecutivi dinanzi al giudice dell'esecuzione.

2)Opposizione all'esecuzione dinanzi al giudice di pace, con richiesta di sospensione dell'efficacia del titolo esecutivo.
“Il giudice, concorrendo gravi motivi, sospende su istanza di parte l'efficacia esecutiva del titolo”.

Si tratta di due procedimenti giurisdizionali autonomi. Non si tratta certamente delle ipotesi di modificazione della competenza per ragioni di connessione, di cui agli articoli dal 31 al 36 c.p.c.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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A mio parere, la prima eccezione da sollevare, è quella di incompetenza per materia, per quanto riguarda gli atti esecutivi (617 c.p.c.).

Per quanto riguarda l'opposizione all'esecuzione, è necessario eccepire che le spese straordinarie non sono immediatamente precettabili, per giurisprudenza costante della cassazione (a parte la sentenza che 11316/2011 che è la classica rondine che non fa primavera !!!).

Quindi prima l'eccezione di incompetenza per materia e poi nel merito, affermare che il verbale di separazione/divorzio non è da considerare titolo esecutivo, per quanto riguarda il rimborso della spese straordinarie, a carico al 50% dei genitori.

Cordiali saluti.

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