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Diritto penale - Interferenze illecite nella vita privata. Violazione di domicilio. Diffamazione





Ho un problema al quale all'inizio non davo peso ma ora è divenuto un'incubo.
Due famiglie del condominio (al piano di sotto) spiano in casa mia, ora ne sono certa. Rumori di trapano, picchiettii sul muro, passi e chiacchiericci nell'appartamento di sopra (che è sfitto).
Una sera ho sentito (dato che ho pochi mobili e c'è in casa praticamente l'eco) commenti sui miei mobili, sulle mie abitudini e per farla breve , su cose che potevano solo essere viste.
Il problema è che ora non riesco ad avere un comportamento normale, ho problemi a fare la doccia,ad andare in bagno, ad avere un rapporto normale con il mio compagno, ecc ecc perchè mi sento spiata.
Per non parlare poi che tutto viene ben "condito" ed ingigantito e raccontato nel paese dove ora abito.
Sono dunque a porVi un quesito:
come posso difendermi? come posso dimostrare quanto mi accade?

Secondo quesito:
qualsiasi cosa vera o fantasticata, giusta o sbagliata avvenuta in casa mia può giustificare un comportamento del genere? Come posso difendere il mio privato? Vi ringrazio sin d'ora se vorrete rispondermi.



RISPOSTA



Come avviene tecnicamente la spiata. Laddove i tuoi vicini dovessero spiare la tue abitudini con mezzi elettronici (microspie, telecamere nascoste), commetterebbero il reato di cui all'articolo 615 bis del codice penale, ossia interferenze illecite nella vita privata.

Art. 615 bis del codice penale. Interferenze illecite nella vita privata.

Chiunque mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo. I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d'ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

Laddove i mezzi per spiare la tua vita privata fossero diversi da quelli di natura tecnologica, i tuoi vicini commetterebbero comunque il reato di cui all'articolo 614 del codice penale, ossia violazione di domicilio. Spiare nell'abitazione di un vicino o di un condomino, comporta necessariamente l'introduzione in un luogo di privata dimora altrui, contro l'espressa volontà di colui che tale introduzione ha diritto di escludere.

Art. 614 del codice civile. Violazione di domicilio.

Chiunque s'introduce nell'abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s'introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione fino a tre anni.
Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l'espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
La pena è da uno a cinque anni , e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato.


Nella tua mail non è indicato il modo con cui i vicini riescono a spiare la tua vita privata; ad ogni modo, ti consiglio di presentare un esposto presso i carabinieri o presso la questura, ai sensi dell'uno o dell'altro reato, a seconda del mezzo utilizzato per introdursi nella tua vita privata.

Come dimostrare quanto accade ??!! Devi entrare più nel dettaglio, non mi hai detto come avvengono le spiate, quando, con quali mezzi e strumenti ???

Hai inoltre scritto: “il tutto viene ben "condito" ed ingigantito e raccontato nel paese dove ora abito”.

Trattasi del reato di diffamazione di cui all'articolo 595 del codice penale.

Art. 595. Diffamazione.

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.


Passiamo al tuo secondo quesito: ai sensi dell'articolo 14, I comma, della Costituzione, il domicilio è inviolabile. Tanto premesso, in nessun caso, la condotta dei tuoi vicini potrebbe essere giustificabile … qualunque cosa tu abbia commesso.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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