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Donazione indiretta imputabile all'asse ereditario per collazione





Buonasera, vorrei porre un quesito in materia di eredita' familiare riguardo ad un appartamento tra due sorelle. Detto appartamento e' stato acquistato dai genitori circa 10 anni fa per un importo di euro 140.000,00 e intestato ad una delle sorelle che tuttora ci abita, il valore attuale della casa e' stato stimato in circa euro 280.000,00. Ora la seconda sorella in fase di divisione dell'eredita' reclama la sua quota dell'appartamento, cioe' la meta' del suo valore ad oggi. In piu' pretende degli ipotetici affitti, per questi 13 anni, che avrebbe incassato se avesse avuto un analogo appartamento.

Secondo voi questa ipotesi e' corretta?

Cioe' la prima sorella deve corrispondere alla seconda, la meta' del valore attuale dell'immobile piu' gli affitti calcolati ad un prezzo medio? O gli affitti non dovrebbero essere pretesi da momento che gia' usufruisce della meta' della rivalutazione immobiliare? Grazie infinite anticipatamente.



RISPOSTA



La sorella non ha diritto alla metà dell'appartamento, ma ad una percentuale pari alla sua quota di legittima.
Ai sensi dell'articolo 537 II comma del codice civile, tua sorella ha diritto alla quota di legittima pari a 1/3 dell'intero asse ereditario. La sorella ha quindi diritto al terzo dell'appartamento, considerando il valore di mercato dello stesso, al momento dell'apertura della successione, ossia alla morte del genitore (non ad oggi, come pretende la sorella).
Questo … secondo il codice civile.

Art. 537 del codice civile. Riserva a favore dei figli legittimi e naturali.

Salvo quanto disposto dall'articolo 542, se il genitore lascia un figlio solo, legittimo o naturale, a questi è riservata la metà del patrimonio.
Se i figli sono più, è loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli, legittimi e naturali.

Adesso ti dirò come stanno le cose per davvero !!!
La sorella deve dimostrare, nel corso del processo ereditario, che in realtà non si è trattata di una vendita, ma di una donazione indiretta a favore di sua sorella, imputabile all'asse ereditario per collazione, ai sensi degli articoli 737 e seguenti del codice civile.
La donazione indiretta o simulata è avvenuta 13 anni addietro. Le banche conservano la documentazione relativa ai movimenti finanziari degli ultimi 10 anni. In sintesi … il tribunale ordinerà delle indagini bancarie, per verificare se si è trattato di donazione indiretta a favore della sorella Tizia, ma la banca risponderà al giudice che, essendo passati oltre dieci anni dall'atto, non è in possesso della relativa documentazione bancaria.
In assenza di prove, la sorella Caia non riuscirà a dimostrare la donazione indiretta a favore di Tizia, quindi non avrà diritto assolutamente a nulla. L'appartamento è … e resterà di Tizia !!!

La sorella Caia non ha diritto a questi ipotetici canoni di locazione; ai sensi dell'articolo 745 del codice civile, se Tizia avesse locato l'immobile, Caia avrebbe avuto diritto alla quota di 1/3 dei canoni di locazione, a partire dalla morte del secondo genitore, ossia dall'apertura della successione.

Art. 745 del codice civile. Frutti e interessi.

I frutti delle cose e gli interessi sulle somme soggette a collazione non sono dovuti che dal giorno in cui si è aperta la successione.

L'articolo 745 del codice civile si riferisce a canoni di locazione realmente percepiti, non a canoni ipotetici. Tanto premesso, consiglio di non prendere nemmeno in considerazione le richieste ereditarie della sorella Caia.
In considerazione di quanto sopra accennato, la sorella Caia non riuscirà mai ad ottenere assolutamente nulla, relativamente all'appartamento, oggetto della presente consulenza.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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