Questo sito utilizza i cookies per gestire la navigazione ed altre funzioni

L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Decorrenza termine per rettifica liquidazione imposta di successione





L'art. 27 del DLgs 346/90 al terzo comma afferma che per L'Ufficio del Registro il termine di prescrizione di due anni delle eventuali rettifiche dell'imposta liquidata nell'ambito di una successione decorre non più dalla data di notifica della liquidazione come previsto nella precedente normativa, ma dalla data del pagamento dell'imposta principale.
Nel caso che il contribuente abbia accettato a suo tempo quanto liquidato dall'Ufficio ed abbia ottenuto una rateizzazione nel pagamento, secondo voi da quando decorre il termine di prescrizione? Decorre dalla prima rata pagata o dall'ultima? E se fosse dall'ultima, non comporterebbe questo una assurda penalizzazione del contribuente che invece di avere un vantaggio dalla rateizzazione, ne avrebbe invece un grave pregiudizio tenendolo esposto a rettifiche per 5 anni (3 + 2) dalla data della liquidazione?

Se lo spirito della nuova normativa è stato: se mi paghi l'imposta vuol dire che l'hai accettata e quindi da quel momento si fa decorrere il termine di prescrizione, nel caso della rateizzazione non dovrebbe il termine decorrere dalla data del primo pagamento che è un analogo segno di accettazione dell'imposta liquidata?



RISPOSTA



Leggiamo con attenzione la norma di legge in questione (comma 3) così come recentemente modificata.

3. Successivamente l'ufficio, se ritiene che la dichiarazione, o la dichiarazione sostitutiva o integrativa, sia incompleta o infedele ai sensi dell'art. 32, commi 2 e 3, procede alla rettifica e alla liquidazione della maggiore imposta a norma dell'art. 34. ((La rettifica deve essere notificata, mediante avviso, entro il termine di decadenza di due anni dal pagamento dell'imposta principale)).

Il legislatore ha utilizzato l'espressione “pagamento dell'imposta principale” e non l'espressione “totale assolvimento dell'obbligo di pagamento dell'imposta principale”. Confermo pertanto la tua interpretazione della norma, anche perché, ragionando diversamente, si creerebbe una situazione di diseguaglianza tra cittadini, tale da penalizzare i ceti meno abbienti che, dovendo ricorrere alla rateizzazione, potrebbero essere colpiti più facilmente dai controlli dell'agenzia delle entrate (termine per la rettifica dell'imposta di successione irragionevolmente più lungo). Tutto ciò, non sarebbe nemmeno conforme al principio di uguaglianza sostanziale tra cittadini (articolo 3 della costituzione) e di capacità contributiva (articolo 53 I comma della costituzione).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale