Questo sito utilizza i cookies per gestire la navigazione ed altre funzioni

L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Abrogazione per incostituzionalità legge Fini Giovanardi: Effetti su sentenze di condanna





Buonasera, innanzi tutto grazie per la disponibilità, è di oggi la notizia della sopraggiunta incotistuzionalità della legge FINI-GIOVANARDI. Io nel 2011 sono stato condannato in appello con rito abbreviato, con sentenza passata in giudicato, a 2 anni (pena sospesa) e 10.000 euro di multa (non ancora pagate). Ho letto su molte testate giornalistiche che questa legge ora avrà ripercussioni anche per le condanne passate in giudicato in quanto gli interessati potranno chiedere un incidente di esecuzione per la rideterminazione della pena. Io sarei stato accusato e condannato di spaccio di marijuana. La mia pena è stata ridotta a 2 anni in appello perchè è stata rilevata la "lieve entità". L'avvocato a cui mi ero rivolto non mi da sicurezza, per questo pongo a Lei questo primo quesisto fondamentale: è possibile allo stato attuale chiedere che la pena venga ridotta e magari anche la multa? Cordiali saluti.



RISPOSTA



Abbiamo appreso dai giornali la notizia della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale l'impianto normativo e sanzionatorio della legge Fini – Giovanardi.

Quali sono gli effetti della sudetta sentenza della Corte Costituzionale ???

Innanzitutto il ritorno in vigore della normativa precedente e cioè la legge Craxi-Jervolino-Vassalli del 1990.
Attenzione … parliamo di una legge che nel 1993, fu abrogata in parte da un referendum, alleggerendo le pene per i consumatori di droghe leggere. Ci sarà quindi il ritorno al referendum del 1993 e quindi ad un trattamento penale differenziato tra droghe pesanti e leggere e i condannati per queste ultime non rischieranno pene superiori ai sei anni.

La Fini-Giovanardi equiparava, in violazione del principio di proporzionalità della pena, le droghe pesanti con quelle leggere, introducendo come spartiacque fra detenzione e spaccio la dose massima consentita, un quid di illecito oltre il quale per la legge si diventava automaticamente dei pusher anche se semplici consumatori.

Dobbiamo quindi fare riferimento all'articolo 673 del codice di procedura penale, ai sensi del quale “nel caso di abrogazione o di dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma incriminatrice, il giudice dell'esecuzione revoca la sentenza di condanna o il decreto penale dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti”, quali, ad esempio l’annotazione del provvedimento in margine alla sentenza di condanna ex art. 193 disp. att. C.p.p..

Attenzione al quarto comma però …
Il comma quarto della norma suddetta prende in considerazione il caso in cui sopravvengano norme penali più favorevoli rispetto a quelle vigenti al momento del fatto, dovendosi ritenere tali non solo le norme che disciplinano la determinazione e la quantificazione della pena ma, in forza dell’interpretazione estensiva della giurisprudenza, anche quelle che intervengano su aspetti ulteriori quali, ad esempio, le modalità di esecuzione della stessa, la durata del periodo di prescrizione o i presupposti di punibilità del reato. Il comma quarto dispone che in tale evenienza debbano trovare applicazione le norme più favorevoli per il reo, purché non sia intervenuta sentenza di condanna definitiva.

Risulta quindi applicabile alla tua fattispecie, il quarto comma dell'articolo 673 del c.p.p..

In sostanza, la Corte costituzionale ha dato un colpo di spugna alla legge Fini – Giovanardi.
In base alle norme antecedenti alla legge Fini – Giovanardi (referendum del 1993), la tua condotta sarebbe stata comunque punita, anche se con pene più leggere. In questi casi, ai sensi della norma suddetta del codice di procedura penale, la dichiarazione di incostituzionalità non travolge le sentenze passate nel frattempo in giudicato, proprio come nel tuo caso.
La dichiarazione d'incostituzionalità di una norma di legge invece, travolge il giudicato laddove in ragione della precedente normativa (che torna in vigore a seguito della dichiarazione d'incostituzionalità), il condannato non sarebbe stato condannato, ma sarebbe stato invece assolto.
In base alla normativa precedente invece, tu saresti stato comunque condannato (anche se ad una pena più lieve); nel tuo caso, il giudicato è intangibile dagli effetti della sentenza della Corte costituzionale di abrogazione della legge Fini - Giovanardi.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale