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Rateizzazione debiti Equitalia facoltà per già decaduti dal beneficio della dilazione nel 2014





Egregio Avvocato,le invio la presente mail a richiedere un consulto sulla mia posizione economica della quale le specifico nel dettaglio: nel maggio del 2013, a seguito dei debiti accumulati con la ditta XXX snc di cui sono socio al 50, ho ricevuto da parte di Equitalia una raccomandata che mi avvisava che se non avessi provveduto a sanare la mia posizione debitoria nei 30 giorni successivi, l'auto di cui sono proprietario sarebbe stata sottoposta a fermo amministrativo. Non essendo nella condizione di poter sanare interamente il debito ho fatto istanza di rateazione che mi è stata poi accettata nel settembre del 2013. Di questa rateazione ho pagato le prime sette rate dopodiché, a causa di una perdita di lavoro, non sono più stato in grado di versare la quota mensile stabilita; pertanto nel settembre del 2015 la mia auto è stata sottoposta a fermo amministrativo e questa situazione è rimasta stazionaria fino al 22 ottobre 2015 giorno in cui sono venuto a conoscenza di un nuovo decreto legge appena approvato da Equitalia che mi avrebbe permesso, nonostante il decadimento dalla rateazione, di reimpastare il mio debito e di far ripartire quindi una nuova rateazione.

Il problema però che mi si è presentato non appena mi è stata accettata la nuova rateazione è che, a differenza delle disposizioni attuate finora da Equitalia, nelle quali a seguito della accettazione dell'istanza di rateazione e con il pagamento della prima rata si poteva togliere qualunque fermo amministrativo posto sui veicoli, insieme a questo nuovo decreto legge è stata presentata anche una circolare interna (così mi è stato detto da un funzionario di Equitalia dello sportello di competenza del mio comune) secondo la quale nonostante possano essere accettate nuove rateazioni e quindi la posizione debitoria del contribuente, fintanto che questi paghi regolarmente le rate, sia appunto in regola non mi è concesso togliere il fermo amministrativo dal mio veicolo fino a quando l'intero debito non sia coperto.

Il quesito che ora le sottopongo è se questa disposizione sia lecita dal momento che a cosa serve che mi è concesso rimettermi in pari accettando una rateazione che mi mette in regola la posizione debitoria se poi non mi è possibile togliere il fermo amministrativo che non mi consente di poter utilizzare il veicolo? È possibile presentare un qualunque tipo di ricorso a questo provvedimento che mi consenta, qualora io sia in regola con le rate, di togliere il fermo amministrativo prima della copertura dell'intero debito?

Le chiedo pertanto con la presente se ci sia una qualche soluzione che mi consenta di togliere il fermo amministrativo senza necessariamente pagare prima l'intero debito? Nel ringraziarLa anticipatamente per la disponibilità che vorrà accordarmi e restando in attesa di Suo cortese riscontro con l'occasione porgo cordiali saluti



RISPOSTA



Hanno ragione i funzionari di Equitalia SPA.

Il decreto Milleproroghe (D.L. n. 192/2014), in vigore dal 1° marzo, riapre la possibilità di rateizzare i debiti Equitalia per i contribuenti già decaduti dal beneficio della dilazione nel 2014. La norma di riferimento è l'articolo 11 bis del Decreto Legge n. 66/2014 (così come modificato dalla Legge del 27 febbraio 2015 , n. 11 - conversione del Decreto Legge del 31 dicembre 2014 , n. 192), che prevede quanto sg. Leggiamo con attenzione tale norma.

"1. I contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione previsto dall’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, possono richiedere la concessione di un nuovo piano di rateazione, fino a un massimo di settantadue rate mensili, a condizione che:

a) la decadenza sia intervenuta entro e non oltre il 31 dicembre 2014 ;

b) la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2015 .

2. Il piano di rateazione concesso ai sensi del comma 1 non è prorogabile e il debitore decade dallo stesso in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. A seguito della presentazione della richiesta del piano di rateazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive. Se la rateazione è richiesta dopo una segnalazione effettuata ai sensi dell'articolo 48 - bis del decreto del Presidente della Repubblic a 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, la stessa non pu ò essere concessa limitatamente agli importi che ne costituiscono oggetto .


In sintesi

La concessione della rateizzazione produce i seguenti benefici:

-non potranno essere avviate nuove azioni esecutive sin dalla presentazione della domanda;

-sebbene la norma non lo dica espressamente, può ritenersi ragionevolmente che la concessione del nuovo piano di rateizzazione impedisca anche l'attivazione di nuove misure cautelari (fermo amministrativo e ipoteca), così come avviene per la normale rateizzazione;

-il contribuente non è più considerato inadempiente e può ottenere il Durc e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le Pubbliche Amministrazioni.

Premesso che non dobbiamo fare confusione tra le misure cautelari come il fermo del veicolo e le azioni esecutive come il pignoramento o la vendita all'incanto del bene ipotecato, dobbiamo evidenziare quanto segue.

La norma fa riferimento al divieto per Equitalia di attivare NUOVE misure cautelari come il fermo amministrativo, senza obbligare l'ufficiale della riscossione all'annullamento delle misure cautelari già poste in essere.
L’ammissione al nuovo piano di dilazione impedirà all’ente di riscossione l’iscrizione di ipoteca sugli immobili del debitore (art. 77 del D.P.R. n. 602/73) nonché l’iscrizione del fermo amministrativo sui veicoli (art. 86 del D.P.R. n. 602/73).

Laddove, invece, Equitalia avesse già iscritto in precedenza l’ipoteca e/o il fermo, la misura cautelare manterrà i suoi effetti sino al pagamento dell’ultima rata del nuovo piano di dilazione.
In caso di procedure esecutive in corso, la concessione della dilazione deve immediatamente bloccare la procedura esecutiva, eccezion fatta per le ipotesi in cui, ad esempio, il bene immobile pignorato sia già stato venduto all’asta o, più in generale, i procedimenti espropriativi siano oramai terminati.

Del resto è esattamente quello che è avvenuto in passato in casi simili a quello oggetto della presente consulenza.
Non c'è da meravigliarsi … il nostro legislatore si comporta da anni sempre nello stesso modo !!!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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