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Accertamenti agenzia entrate per verificare la congruità dell’importo di avviamento dichiarato





La mia azienda,che si occupa di commercio, di cui sono amministratore, ha comprato nel gennaio 2010 una piccola lavanderia in difficoltà economiche ad un prezzo di Euro 13.000, che è stata inserita come piccolo ramo di azienda. La mia azienda fattura circa 1.600.000 Euro, la lavanderia circa 20.000. Adesso, avrei trovato una persona interessata all'acquisto della lavanderia ed avrei trattato un prezzo di Euro 20.000.E' per me un guadagno accettabile.
Il mio commercialista però mi dice che andrò sicuramente incontro ad un accertamento sulla vendita e che praticamente possono valutarla quanto credono con criteri abbastanza indefiniti e che potrei trovarmi una ingente cartella di tasse tra capo e collo. Ma la cosa che più mi preoccupa e che mi dice che la cartella diventa praticamente esecutiva e che quindi anche se uno decide di fare ricorso prima si paga e poi si vedrà.
Ovvero, facendo un esempio, si potrebbe verificare un caso tipo questo:

1 vendita a Euro 20.000
2 Accertamento a 70.000
Plus valore di 50.000
Cartella tasse di circa 25.000

Vorrei sapere cosa ne pensa? Se possibile vorrei una risposta urgente.



RISPOSTA



Confermo al 100% quanto affermato dal tuo commercialista e riportato nella tua mail; inoltre, l’esempio numerico che hai fatto, mi sembra molto veritiero, in quanto non si discosta dal possibile scenario che potrebbe profilarsi per te, da qui a breve. Ti invito pertanto, a prendere in seria considerazione i consigli ricevuti dal professionista che segue le vicende contabili della tua azienda.

Quando si effettua una cessione d’azienda o di ramo di azienda pende sempre, sul cedente “in primis” e sul cessionario poi, la spada di Damocle dei probabili, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate volti a verificare la congruità dell’importo di avviamento dichiarato, sia ai fini dell’imposta di registro sia ai fini delle imposte sul reddito.
I due accertamenti sono assolutamente indipendenti l’uno dall’altro, ma solitamente l’Agenzia li effettua entrambi. Tuttavia, se nel caso dell’imposta di registro l’aliquota è irrisoria e si tende a raggiungere sempre un accordo con l’Agenzia delle entrate, quando si tratta delle imposte sul reddito, i contribuenti devono confrontarsi con importi da pagare ben più elevati.

Nella tua mail tuttavia sono riportate alcune imprecisioni.
L’Agenzia delle Entrate provvederà a notificarti innanzitutto un avviso di liquidazione per chiederti la maggiore imposta di registro, oltre ad un avviso di accertamento per chiederti le maggiori imposte sul reddito dovute (IRES/IRPEF).
Dopo la notifica dei suddetti avvisi, l’Agenzia delle Entrate ti inviterà a trovare un accordo sull’importo delle maggiori imposte da versare (registro e I.I.D.D.); inizierà il procedimento di accertamento con adesione. Se nei 120 giorni successivi all’invito all’adesione, non troverai un accordo con l’Agenzia delle Entrate, dovrai presentare ricorso in Commissione tributaria, contro l’avviso di liquidazione e l’avviso di accertamento.

A seguito del tuo ricorso in Commissione, l’Agenzia delle Entrate formerà un ruolo provvisorio e ti sarà notificata una cartella esattoriale, con cui ti sarà richiesto di pagare un importo pari all’intera imposta di registro, liquidata nell’avviso di liquidazione impugnato, e la quota del 50% delle imposte sul reddito, accertate nell’avviso di accertamento, contro cui avrai presentato ricorso. A norma di legge, per presentare ricorso in Commissione tributaria contro gli atti dell’Agenzia delle Entrate, dovrai “provvisoriamente” pagare l’imposta di registro dovuta, nella misura del 100% e l’imposta sul reddito (IRPEF/IRES) accertata, nella misura del 50%.

Se la commissione tributaria dovesse in seguito riconoscere le tue ragioni, annullando l’avviso di liquidazione e l’avviso di accertamento, gli importi pagati in via provvisoria, ti saranno restituiti, con gli interessi maturati, al tasso di interesse legale attualmente in vigore (1%).
Per esperienza posso dirti che, nella maggior parte delle situazioni simili alla fattispecie “de quo”, il contribuente e l’Agenzia delle Entrate riescono a trovare un accordo, incontrandosi “a metà strada”, con la procedura dell’accertamento con adesione.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.