Adempimenti ai fini IMU TASI IRPEF del coniuge superstite





Abito nella mia unica casa, acquistata in comproprietà con mio marito.
In data 16.08.2015 è venuto a mancare mio padre.
A seguito di questo triste evento in data 11.03.2016 è intervenuta la successione e sono quindi diventata proprietaria, pro-quota insieme ai miei fratelli e alla moglie di mio padre (mia mamma è mancata anni fa e mio padre si è risposato), di un'abitazione cat. A/2 e di due box cat. C/6, uno solo dei quali pertinenza dell'abitazione principale (per la vedova di mio padre), tutti ubicati in altro comune rispetto a quello di mia residenza.
La moglie di mio padre è rimasta nella casa coniugale, dove già risiedeva, facendo valere il diritto di abitazione del coniuge superstite e ciò sino al 23 settembre 2016 – da tale data ha trasferito la residenza in un terzo comune, andando ad abitare in un altro immobile di sua proprietà esclusiva.
Chiedo di poter conoscere, in dettaglio, quali erano (anni 2015/2016) e quali sono (corrente anno) i miei adempimenti riguardo a dichiarazioni (730/Dichiarazione IMU) ed imposte da pagare, sia ai fini IRPEF, sia ai fini IMU/TASI.

RISPOSTA



Per quanto riguarda l'immobile A/2 e la relativa pertinenza (soltanto uno dei due box è pertinenziale; una pertinenza per ciascuna categoria ... è quanto prevede la legge), non ti spetta alcun adempimento, né prima né dopo il trasferimento di residenza del coniuge superstite.
Nel momento in cui il coniuge superstite si recherà da un notaio per rinunciare al diritto di abitazione, consegnando le chiavi di casa agli altri comproprietari (chiavi di casa e del box adibito a pertinenza), dovrai presentare all'ufficio tributi comunale:
-dichiarazione iniziale IMU
-dichiarazione iniziale TASI
-dichiarazione iniziale TARI (l'imposta TARI, l'imposta sull'immondizia tanto per capirci, è un'obbligazione configurata in solido con gli altri comproprietari, quindi la bolletta arriverà soltanto ad uno di essi che poi agirà in rivalsa nei confronti degli altri)

Per quanto riguarda l'IRPEF è prevista:
-l'indicazione della rendita catastale nel quadro B della dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF.

Il coniuge superstite, titolare del diritto di abitazione nell’ex casa coniugale è, al pari dell’usufruttuario, l’unico soggetto passivo ai fini delle imposte Imu-Tasi-Tari, a prescindere non solo dalle reali quote di possesso in cui è suddiviso l’immobile, ma anche a prescindere dall’effettiva fruizione dello stesso diritto di abitazione; il reddito derivante dal diritto di abitazione è qualificato come reddito fondiario, ai sensi dell’art. 6 del Testo unico imposte sui redditi, per quanto riguarda l'IRPEF.

Ai sensi dell'articolo 1022 del codice civile, il diritto di abitazione ha la stessa natura dell'usufrutto e come l'usufrutto hanno le stesse cause di estinzione. Mi riferisco all'articolo 1014 del codice civile, oltre che all'articolo 979 del codice civile:

1) per prescrizione per effetto del non uso durato per venti anni;
2) per la riunione dell'usufrutto e della proprietà nella stessa persona;
3) per il totale perimento della cosa su cui è costituito.

Art. 979 del codice civile. Durata.

La durata dell'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario.
L'usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può durare più di trent'anni.

Il diritto di abitazione come il diritto di usufrutto, non si estinguono per trasferimento di residenza altrove ! Non esiste una sola norma che faccia dipendere l'estinzione del diritto di abitazione o di usufrutto da questioni relative alla residenza.
Sfido chiunque a trovare una norma di legge che prescriva l'estinzione del diritto di abitazione in caso di trasferimento di residenza !
Attenzione però !!!
Non confondiamo le vertenze attinenti alla casa familiare attribuita al coniuge separato-divorziato, con il diritto di abitazione del coniuge superstite ! Sono questioni poste su due piani assolutamente differenti !



Chiedo altresì di citare i riferimenti normativi (art. C.C., pareri, risoluzioni) a sostegno della risposta, dovendo farmi carico di partecipare la risposta anche ai coeredi. Ho letto pareri discordanti circa gli obblighi tributari (IRPEF-IMU/TAS) (specie per ciò che riguarda l'abitazione A/2 e il box pertinenziale).
Qualcuno sostiene che rimarrebbero in capo al coniuge superstite, anche nel caso di cambio della residenza, salvo che quest'ultima non formalizzasse la rinuncia al diritto con atto notarile registrato.
Ringrazio.

RISPOSTA



Una domanda molto semplice: in questo momento, gli altri coeredi avrebbero diritto di utilizzare l'immobile ?
NO
Hanno le chiavi dell'immobile ?
NO
Hanno diritto di ottenere la chiavi dell'immobile ?
NO

Il diritto di abitazione non si è estinto e sarà efficace fino ad atto pubblico di rinuncia !
la signora, essendosi trasferita, pagherà l'IMU sull'immobile, come IMU per abitazione diversa dalla principale, ma il diritto di abitazione sarà sempre sussistente !

L’articolo 9, comma 1, del D. Lgs. n. 23 del 2011, cui fa rinvio l’articolo 13, comma 1, del D.L. n. 201 del 2011, stabilisce che sono soggetti passivi ai fini IMU “………il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione………………. .“.
Al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione nell’immobile adibita a residenza familiare. Il principio è sancito dal codice civile, articolo 540.

Per quanto riguarda il secondo BOX, sorgono in capo a tutti i coeredi, pro quota, gli obblighi in materia di IMU, TASI, TARI. Secondo il regolamento comunale (in genere tutti i regolamenti comunali sono redatti con un generalizzato copia ed incolla da parte dei vari consigli comunali) la dichiarazione IMU, TASI TARI doveva essere effettuata entro novembre 2016. E' possibile avvalersi del ravvedimento operoso entro un anno dalla scadenza dell'obbligo dichiarativo.
Consiglio di rivolgervi ad un commercialista per il ravvedimento operoso relativo al box non pertinenziale, ai fini IMU, TASI, TARI. Il box non pertinenziale doveva essere indicato anche nella dichiarazione modello 730 ai fini Irpef.

Norma di riferimento in materia di pertinenze IMU ?
Articolo 13 comma 2 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201:

“Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unita' pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unita' ad uso abitativo”.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: