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Tassazione indennizzo assicurativo a copertura del mancato guadagno





Rimborso assicurativo per danno causato da commercialista relativo ad un accertamento non impugnato nei termini. Ai soci (società di persone) viene riconosciuto indennizzo su parte di importo pagato relativo a cartelle esattoriali per imposte irpef.
L'Agenzia delle Entrate ritiene che detto indennizzo è soggetto a tassazione.
Si ritiene invece che trattasi di danno emergente perchè l'oggetto del rimborso non è un reddito. Corretto? Se sì, vi sono sentenze, risoluzioni, ecc. a sostegno? Grazie.

 

RISPOSTA



Facciamo un passo indietro …
L'assicurazione versa un indennizzo a copertura del danno subito.
Per danno subito, si intende il DANNO EMERGENTE, ossia il decremento patrimoniale, ed il LUCRO CESSANTE, ossia il mancato guadagno: si tratta della perdita di quel reddito che, verosimilmente (e con un certo margine di certezza) si sarebbe conseguito se non ci fosse stato il danno.
L'indennizzo versato a copertura del danno emergente, non deve essere tassato, al contrario dell'indennizzo versato a copertura del lucro cessante che viene invece tassato, ai sensi del Dpr 917/86, articolo 6 comma 2.

2.”I proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennita’ conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidita’ permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. Gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati.
3.I redditi delle societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice, da qualsiasi fonte provengano e quale che sia l’oggetto sociale, sono considerati redditi di impresa e sono determinati unitariamente secondo le norme relative a tali redditi”.


Se si fosse trattato di una società di capitali, avrei dato pienamente ragione all'agenzia delle entrate, ai sensi dell'articolo 88 testo unico imposte sui redditi, in materia di sopravvenienze attive societarie.
In materia di indennizzo assicurativo in favore di una società di capitali, salvo il risarcimento in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni, tutti gli altri indennizzi assicurativi devono essere considerati assoggettati a tassazione.

ARTICOLO 88 TUIR Dpr 917/86

3. Sono inoltre considerati sopravvenienze attive:
a) le indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, di danni diversi da quelli considerati alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 85 e alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 86;

ARTICOLO 86 TUIR Dpr 917/86
1. Le plusvalenze dei beni relativi all'impresa, diversi da quelli indicati nel comma 1 dell'articolo 85, concorrono a formare il reddito:
a) se sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso;
b) se sono realizzate mediante il risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni;

Nel caso "de quo", si tratta invece di una società di persone!

Perché in questo caso trattasi di danno emergente e non di lucro cessante?
In “cosa” consiste il sinistro?

Se il commercialista fosse stato diligente avrebbe impugnato l'avviso di accertamento nei termini di legge.
Se avesse impugnato l'avviso di accertamento, il contribuente avrebbe avuto delle chance di reintegrare il proprio patrimonio; considera che quando si presenta ricorso in commissione tributaria, il legislatore prevede la riscossione frazionata in pendenza di giudizio.
La funzione di reintegrazione del proprio patrimonio ovvero di salvaguardia dello stesso, tipica del ricorso in commissione tributaria, appare quindi di evidenza adamantina!
Poiché non assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie erogate al fine di reintegrare il patrimonio del soggetto, le argomentazioni dell'agenzia delle entrate sono assolutamente infondate.

Non abbiamo giurisprudenza in materia, non foss'altro perché nessuno ha mai scomodato la Cassazione per capire qual è la differenza tra la funzione di reintegrazione del proprio patrimonio e quella di ristoro per mancato incremento reddituale.

Se il ricorso fosse stato presentato entro i termini, se la commissione avesse annullato l'avviso di accertamento, il patrimonio della società sarebbe stato reintegrato (considerata la riscossione frazionata in pendenza di giudizio) ovvero salvaguardato (considerato la perdita che avrebbe subito anche in termini di condanna alle spese processuali).
La commissione tributaria non avrebbe certamente attribuito un reddito alla società di persone ! Tutto questo non è stato posto in essere per colpa del commercialista, quindi l'assicurazione interviene per reintegrare il patrimonio societario, danneggiato dalla scarsa diligenza del professionista!

Res ipsa loquitur!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: