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Annullamento accertamento parziale per mancata presentazione dichiarazione, naspi erogata e poi restituita





Buongiorno, avrei bisogno di una consulenza su una richiesta da parte di agenzia delle entrate che mi chiede di pagare una dichiarazione dei redditi che non ho presentato nell'anno 2013: nell'anno 2013 comunico all'inps di chiudere la pratica aperta di naspi precedentemente sospesa per aver trovato un lavoro a tempo determinato; dopo un anno l'azienda lo conferma a tempo indeterminato, io comunico a Inps il cambio di contratto da determinato a indeterminato per chiudere la pratica naspi aperta, ma invece di chiudere , l'inps inizia a corrispondere la naspi.

Io mi rivolgo all'inps ogni mese per sospendere i pagamenti e restituire quello avuto, ricevendo in totale sei mensilità che io volli restituire in quanto non avevo bisogno di ulteriore reddito; l'inps mi comunica che ho ricevuto un importo non dovuto e mi manda i bollettini per la restituzione nell'anno 2015. Essendo tornato in naspi ho azzerato il debito con i pagamenti mensili; naturalmente io nell'anno 2014 non ho inserito l'importo ricevuto in quanto non l'ho considerato reddito l'importo ricevuto nel 2013 a titolo di napsi, in quanto restituito completamente.

In effetti l'inps emette CUD 2014 relativo ad un reddito del 2013 ma poi nell'estratto conto contributivo nella voce redditi del 2013 non compare tale reddito, in quanto completamente restituito, quindi non puo essere considerato reddito! Naturalmente l'agenzia delle entrate dice che essendo stato emesso cud dovevo inserirlo nei redditi; posso avere un aiuto e capire se ci sono le condizioni per fare ricorso e non pagare quello che agenzia delle entrate mi chiede.

grazie per una vostra risposta

RISPOSTA



Diciamo che la ragione, anche in questo caso, si trova a metà strada tra i due contendenti!
Vediamo se ho capito bene come stanno le cose, visto che il tuo quesito non è molto chiaro.

Ti è stato notificato un avviso di accertamento parziale ai sensi dell'articolo 41 bis del DPR n. 600 del 1973, ai fini delle imposte dirette (IRPEF e addizionali comunali e regionali), dall'agenzia delle entrate, per l'annualità 2013. Motivo dell'accertamento: omessa dichiarazione dei redditi.
La dichiarazione dei redditi per l'anno 2013, si presentava a luglio 2014.
Nel mese di luglio 2014, il contribuente non aveva ancora restituito le somme erogate dall'INPS, visto che hai scritto di averle restituite soltanto nel 2015!
Nel mese di luglio 2014 quindi, avendo tu incassato delle somme dall'INPS, avendo inoltre ricevuto il CUD, avresti dovuto presentare la dichiarazione dei redditi per l'anno 2013. Considera che per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente e assimilati (la naspi – indennità di disoccupazione) vige il principio di cassa, ossia si dichiara quanto si è percepito nel corso dell'anno di imposta precedente.

Se tu avessi presentato correttamente la dichiarazione dei redditi per l'anno 2013, nel mese di luglio 2014, avresti pagato una somma a titolo di imposte dirette che poi avresti richiesto a rimborso all'agenzia delle entrate! Nel momento in cui hai rimborsato quanto percepito dall'INPS, a titolo di INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE - NASPI, sarebbe sorto il diritto al rimborso delle relative imposte versate.

Tanto premesso e considerato, l'agenzia delle entrate avrebbe dovuto notificarti un avviso di irrogazione di sanzioni, per mancata presentazione della dichiarazione dei redditi senza alcuna imposta dovuta!
Una sanzione amministrativa-pecuniaria da 250 a 1000 euro.
In questo caso, la sanzione sarebbe stata pari al minimo edittale di 250 euro, giacché si è trattato di un equivoco in assoluta buona fede da parte del contribuente. Secondo quanto previsto dall’art. 1, D.Lgs. n. 471/1997, nella versione modificata dal D.Lgs. n. 158/2015 e vigente dal 1° gennaio 2016, la sanzione applicabile varia a seconda che sia o meno dovuta l’imposta:

- dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro;
- da 250 a 1.000 euro se non sono dovute imposte.

Se tu adesso pagassi l'accertamento per l'intero importo, comprensivo di maggiori imposte e sanzioni, pagheresti un'imposta che non è più dovuta in ragione del rimborso effettuato nel 2015, a favore dell'INPS!
Se l'imposta non è dovuta, la commissione tributaria, in caso di ricorso, in maniera molto equa, ti condannerebbe a pagare soltanto la sanzione pecuniaria prevista per la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, senza alcuna imposta dovuta.

Sussistono i presupposti per fare ricorso in commissione tributaria.

Cordiali saluti.

Art. 41-bis DPR n. 600 del 1973 - (Accertamento parziale)
Senza pregiudizio dell’ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti dall’art. 43, i competenti uffici dell’Agenzia delle entrate, qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche nonché dalle segnalazioni effettuati dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale ovvero da un ufficio della medesima Agenzia ovvero di altre Agenzie fiscali, dalla Guardia di finanza o da pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai dati in possesso dell’anagrafe tributaria, risultino elementi che consentono di stabilire l’esistenza di un reddito non dichiarato o il maggiore ammontare di un reddito parzialmente dichiarato, che avrebbe dovuto concorrere a formare il reddito imponibile, compresi i redditi da partecipazioni in società, associazioni ed imprese di cui all’art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, o l’esistenza di deduzioni, esenzioni ed agevolazioni in tutto o in parte non spettanti, nonché l’esistenza di imposte o di maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli articoli 36-bis e 36-ter, possono limitarsi ad accertare, in base agli elementi predetti, il reddito o il maggior reddito imponibili, ovvero la maggiore imposta da versare, anche avvalendosi delle procedure previste dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.

Fonti: