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Limiti al pignoramento dello stipendio del debitore da parte dell'agenzia entrate riscossione





Salve, L'Agenzia delle Entrare Riscossione, per un debito fiscale non saldato all'Agenzia delle Entrare, mi ha applicato il pignoramento pari a 1/5 del mio stipendio mensile, stipendio che non supera i 2500€, precisamente netto in busta 1500€.
E' giusto così ? Perché mi pareva di ricordare che per debiti fiscali, il pignoramento doveva essere al massimo di 1/10 per retribuzioni che non superavano i 2500€, o mi sbaglio ?
Grazie

 

RISPOSTA



Leggiamo insieme le norme del testo unico riscossione imposte dirette, ossia il D.P.R. n. 602 del 1972, in particolare l'articolo 72 ter, in materia di limiti di pignorabilità applicabili al pignoramento presso terzi posto in essere dall'agenzia delle entrate – riscossione (ex Equitalia). L'articolo 72 ter è stato inserito nel testo unico riscossione, dall'articolo 3, comma 5, lettera b), del decreto legge 2 marzo 2012, n, 16

Agenzia entrate riscossione può pignorare lo stipendio del debitore, in misura pari a 1/10, in caso di importi a debito fino a 2.500 euro.

Agenzia entrate riscossione può pignorare lo stipendio del debitore, in misura pari a 1/7, in caso di importi a debito superiori a 2.500 euro ma non superiori a 5000 euro.

Agenzia entrate riscossione può pignorare lo stipendio del debitore, in misura pari a 1/5, in caso di importi a debito superiori superiori a 5000 euro.

Nel caso di cui alla presente consulenza, poiché l'importo a debito per tributi non versati all'agenzia delle entrate, è pari a 12.000 euro, il limite applicabile al pignoramento dello stipendio del debitore, è quello di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, ossia il limite del quinto:

“Tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito”.

Art.72 ter (Limiti di pignorabilita')
1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.


Nel caso “de quo”, pertanto, agenzia entrate – riscossione ha rispettato le norme in materia di limite al pignoramento presso terzi, in particolare di limiti al pignoramento dello stipendio del debitore.

L'atto di pignoramento è stato notificato anche al tuo datore di lavoro, in ragione del rapporto negoziale che intercorre con il debitore principale. Il datore di lavoro, da un punto di vista giuridico, non deve essere considerato un debitore dell'agente per la riscossione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: