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Diritto di famiglia - Separazione di fatto dei coniugi





Buongiorno siamo M. L. e M. M., io e mia moglie avremmo bisogno di una consulenza, vogliamo separarci ma non legalmente per il momento, non abbiamo figli e ci separiamo amichevolmente, nonostante cio´ vogliamo chiederVi un parere. Siamo sposati in comune dal 1996 con la comunione dei beni,lavoriamo entrambi,io con un tempo pieno lei con tempo part time , un mese prima del matrimonio mia moglie ha avuto in donazione dal papa´ l´appartamento in cui viviamo pagando 9 milioni delle vecchie lire al notaio. e per sistemarlo tra lavori e arredamento circa 50 milioni sempre delle vecchie lire, il quesito e´ questo:
premettendo che se anche ne ho il diritto dell´appartamento io non voglio e pretendo niente visto che e´ stato regalato a mia moglie da mio suocero, delle spese sostenute ho diritto a qualche risarcimento da mia moglie? Poi come possiamo tutelarci entrambi se nel periodo in cui siamo separati diciamo illegalmente, uno dei due dovesse morire? E´ legale e valido fare uno scritto privato in cui dichiariamo i beneficiari degli averi?



RISPOSTA



La separazione di fatto dei coniugi è una situazione non contemplata dalla legge e quindi, giuridicamente irrilevante.
In considerazione di quanto premesso, rispondo alle tue domande:

1) ai sensi dell'articolo 179 del codice civile, sono esclusi dalla comunione i seguenti beni:

* beni di cui il coniuge era titolare prima del matrimonio;
* beni acquistati da un coniuge per successione o donazione (salvo non sia espressamente dichiarato che sono attribuiti alla comunione);
* beni di uso strettamente personale;
* beni che servono all'esercizio della professione;
* beni ottenuti a titolo di risarcimento danni;
* pensione per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa;
* beni acquistati con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o con il loro scambio, purché espressamente dichiarato.

L'appartamento donato a tua moglie quindi, è di sua esclusiva proprietà e pertanto, in ogni caso, non potrai avanzare diritti su di esso.
Relativamente ai 50.000.000 di lire, investiti per la ristrutturazione dell'immobile, avrai diritto ad un rimborso spese, soltanto se riuscirai a dimostrare, nel corso di un processo, di avere sopportato personalmente tali costi (ad esempio, con una dichiarazione scritta di tua moglie ovvero con una copia degli assegni utilizzati per il pagamento).
In mancanza di prove, non sorgerà nessun diritto al rimborso.

2) Il coniuge ha diritto alla quota di legittima e pertanto, è qualificato dalla legge come soggetto legittimario.
In mancanza di separazione e di divorzio, dovrete redigere un testamento olografo, al fine di disporre delle vostre sostanze, a favore degli eredi designati.
Se nel testamento non sarà prevista la quota di legittima a favore del coniuge, il documento olografo sarà impugnabile, dinanzi all'autorità giudiziaria, dal coniuge pretermesso e dai suoi eredi.
Le norme sul diritto alla quota di legittima sono inderogabili; in caso di mancata impugnazione del testamento olografo, da parte del coniuge pretermesso ovvero dei suoi eredi, i suoi effetti non saranno rimossi e continueranno ad essere in vigore.
In caso di divorzio, l'ex coniuge non avrà più diritto alla quota di legittima.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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