Questo sito utilizza i cookies per gestire la navigazione ed altre funzioni

L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Diritto del lavoro - Richiesta di modifica del reparto operativo ai sensi della legge 626



Massimo da Brescia:



Spett. Avvocato Mia moglie che lavora come infermiera presso la chirurgia toracica di Brescia ha avuto lo scorso anno una ischemia cerebrale, e alla RNM sono riportate 7 lesioni di tipo cicatriziale a livello cerebrale.

La causa è forse cardiaca, per questo le è stato impiantato un reville (una specie di holter) sottocutaneo che registra l'attività cardiaca e che porterà per i prossimi 3 anni. A seguito di questa malattia si stanca con facilità (lavora in un reparto sicuramente pesante) per cui ha chiesto il trasferimento in un reparto più leggero, tramite legge 626.

Alla prima visita le hanno dato l'idoneità per il reparto in cui lavora, in quanto non era presente un foglio di specialista che indicasse che necessitava di un reparto più leggero (nonostante ha presentato i problemi che aveva e non è stata effettuata nessuna visita) Ci siamo così recati a M., per una visita privata al XXXXX dal Primario per questo genere di patologie, sia per completare gli accertamenti, sia per avere il foglio richiesto.

Ma nonostante abbiamo presentato il foglio, in cui il primario dichiarava che mia moglie necessitava, per la patologia, di un reparto più leggero, è stata ri-confermata l'idoneità, senza neanche una visita, ma solo tramite contatto telefonico. E' questo un comportamento corretto ? Grazie



RISPOSTA



Non solo è un comportamento scorretto, ma ha anche rilievo penale (abuso di ufficio).
La salute di un lavoratore dipendente è soggetta a continue variazioni e pertanto, è un suo diritto presentare una nuova istanza ai sensi della legge 626, in caso di peggioramento delle condizioni fisiche o nell'eventualità che sia stata rinvenuta della documentazione idonea a modificare la valutazione medica, espressa nelle visite precedenti.
Il diritto di chiedere ulteriori accertamenti medici non è soggetto a limitazioni e, pertanto, non riesco a comprendere come possa essere rifiutata un'istanza amministrativa, a mezzo telefono.
Il mio consiglio è il seguente: è opportuno affidare l'intera pratica ad un sindacato e presentare, mediante lo stesso, una nuova istanza per iscritto. L'eventuale rifiuto deve essere ugualmente per iscritto e, soprattutto, deve essere congruamente motivato. La motivazione è necessaria per permettere al lavoratore di impugnare il rifiuto dinanzi al giudice del lavoro e per conoscere il nome del funzionario responsabile del procedimento, ai fini di una sua eventuale responsabilità penale o civile.
E' inamissibile rifiutare un diritto soggettivo per telefono, non è degno del nostro ordinamento giuridico.
Nell'eventualità in cui il datore di lavoro di tua moglie rifiuti una risposta motivata e per iscritto, circa la sua richiesta, dovrai denunciare, presso la Procura della Repubblica, la struttura ospedaliera ed i suoi responsabili per abuso d'ufficio. Siamo a tua completa disposizione. Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale