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Diritto penale - Stalking, atti persecutori, rimborso del prestito dell'ex fidanzato





Buongiorno, una vicenda triste che sta accadendo alla mia compagna dal suo ex-ragazzo.
Dopo varie insistenze da parte di lui, stressandola emotivamente per farla ritornare, ora vuole indietro 4.000 euro datole in prestito per l'acquisto di un'auto; soldi che, durante la loro convivenza, non ha più voluti "lasciandoglieli". In questa vicenda lei non ha firmato e/o scritto nulla che attesti questo "prestito" ed ora lui insiste che lei rilasci una sua dichiarazione scritta impegnandosi nel restituirli subito o in tempi brevi. Lei non vuole restituirli in quanto ritiene di averli avuti in regalo ora però è preoccupata che lui possa avanzare delle pretese legali nei suoi riguardi. A cosa andrebbe incontro? E come dovrebbe comportarsi per non ricevere più questo tipo di molestie, telefonate, email e sms a volte minacciosi?
Grazie per una pronta risposta. Raffaele



RISPOSTA



Vorrei innanzitutto tranquillizzare la tua compagna; in assenza di una prova scritta, il suo ex fidanzato non avrà mai il rimborso dei 4.000 euro regalati/prestati.
Il processo civile è un processo basato sulle prove scritte e sui documenti quindi, in mancanza di una dichiarazione da parte della tua compagna, le pretese dell'ex fidanzato saranno considerate irrilevanti dal giudice.
Tutto ciò a prescindere dalla circostanza per cui le somme di denaro siano state regalate ovvero soltanto prestate; "verba volant, scripta manent", quindi tutte le chiacchiere dell'ex fidanzato non hanno nessuna importanza.
Consiglio alla tua compagna di non rilasciare alcuna dichiarazione per iscritto al suo ex fidanzato (di nessun genere), in quanto non è obbligata a farlo, e di sporgere querela per molestie telefoniche, nei suoi confronti, presso la Polizia o i Carabinieri. Il reato di molestie è previsto dall'articolo 660 del codice penale.

Art. 660: Molestia o disturbo alle persone.

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516.

Se le molestie dell'ex fidanzato dovessero essere continuative e sistematiche, la signora dovrà sporgere invece, querela per il reato di stalking.
Lo stalking, definito anche “sindrome del molestatore assillante”, consiste in un insieme di comportamenti anomali e fastidiosi verso una persona, costituiti o da comunicazioni intrusive (quali per esempio: telefonate e lettere anonime, sms ed e-mail) oppure da comportamenti volti a controllare la propria vittima (per esempio: pedinamenti, appostamenti, sorveglianza sotto casa, violazione di domicilio, minacce di violenza, aggressioni). Si tratta di una sistematica violazione delle libertà individuali di una persona.
Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento penale, con il decreto legge del 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito in Legge 23 aprile 2009, n. 38), che ha introdotto all’art. 612 bis c.p. il reato di “atti persecutori”, espressione con cui si è tradotto il termine di origine anglosassone to stalk, (letteralmente “fare la posta”), con il quale si vuol far riferimento a quelle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona.

Art. 612-bis: Atti persecutori.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena e’ aumentata fino alla metà se il fatto e’ commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto e’ punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi.

La polizia, a seguito della querela, interverrà per far cessare la condotta illegittima dell'ex fidanzato della tua compagna.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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