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Contratti - Opposizione al decreto ingiuntivo e contratto d'opera





Buongiorno, a causa di un furto con scasso ho dovuto cambiare la porta blindata della mia abitazione, il fabbro che è intervenuto (carissimo amico del mio compagno) non è riuscito ad aprire la serratura ed ha dovuto spaccare la porta. La nuova porta blindata è arrivata dopo circa 45 gg dall'accaduto , io per tutto quel periodo non sono potuta entrare in casa in quanto la vecchia porta era stata bloccata con sigillatura. Il preventivo della nuova porta era di 900 euro , ho richiesto anche la sostituzione della porta della cantina adiacente all'appartamento ,costo euro 400. Quando il fabbro ha finito i lavori ho contestato immediatamente il lavoro (a mezzo mail), in quanto mettendo la porta della cantina il muro intorno è stato completamente spaccato e lui non l'ha sistemato, si è giustificato dicendo che il mio vicino si era offerto di sistemarlo in futuro e quindi l'ha lasciato così,il mio vicino per sistemarlo voleva essere pagato !!! Ho inoltre contestato che per la prima uscita mi avesse addebitato , 350 euro .l'ho scoperto solo al momento del ricevimento della fattura Il totale della fattura è di euro 1.950, io gli ho pagato euro 1.500 e non intendo pagare altro visto che ritengo che i lavori siano stati fatti male e soprattutto visto il danno causato dal non poter entrare nel mio appartamento. Il fabbro si è rivolto ad un legale che minaccia un decreto ingiuntivo se non pago. Cosa posso fare?? Grazie per l'attenzione e nell'attesa di vs cortese riscontro porgo cordiali saluti



RISPOSTA



Dovrai difenderti dal decreto ingiuntivo, con un atto di citazione in opposizione (sarà necessaria l'assistenza di un avvocato); così facendo, inizierà un vero e proprio processo civile ordinario, dinanzi al giudice di pace, dove far valere tutte le tue legittime ragioni di fatto e di diritto.
Il decreto ingiuntivo sarà emesso dal giudice di pace "inaudita altera parte", ossia senza ascoltare le tue eccezioni, basandosi esclusivamente sul ricorso presentato dal fabbro e sulla fattura emessa per la prestazione di servizi che ti ha reso.
E' possibile ottenere il decreto ingiuntivo quando vi sia una prova scritta del diritto che si vuol far valere: per giurisprudenza consolidata, la fattura è un'idonea prova scritta, al fine di ottenere l'emissione del decreto.
L'emissione del decreto ingiuntivo non equivale al disconoscimento delle tue ragioni; si tratta della normale prassi giudiziaria, perchè il giudice emette il decreto ingiuntivo, in base alla documentazione presentata (fattura, ricorso) e poi, eventualmente, il soggetto condannato presenta opposizione. Vorrei che fosse chiaro questo concetto: non avrai nulla da temere quando ti sarà notificato il decreto ingiuntivo, perchè avrai 40 giorni di tempo dalla notifica per opporti con atto di citazione, ai sensi dell'articolo 645 del codice di procedura civile.

Mi spiego meglio, anche a costo di ripetermi: l'opposizione deve essere fatta presso lo stesso ufficio da cui proviene il decreto (nel tuo caso, il Giudice di pace di XXX), presentando atto di citazione da notificare al domicilio della controparte, tramite ufficiale giudiziario che, a sua volta, deve notificare l'avviso dell'opposizione al cancelliere, affinché lo annoti sull'originale del decreto.
Questi adempimenti devono essere posti in essere entro il termine fissato nel decreto, che è pari a 40 giorni dalla notifica. Ci si puo' opporre per motivazioni di merito (debito gia' pagato o inesistente, prestazione di servizi viziata dalla negligenza del fabbro, prestazione incompleta ovvero inidonea a soddisfare il cliente, come nel tuo caso, etc.).
In conseguenza dell'opposizione, si svolgerà, secondo il procedimento ordinario, un processo civile davanti al giudice a cui ci si è rivolti (che poi è lo stesso ufficio che ha emesso il decreto ingiuntivo, ossia il Giudice di Pace di XXX).
Se l'opposizione sarà accolta, il titolo esecutivo sarà costituito esclusivamente dalla sentenza civile e non dal decreto; il decreto ingiuntivo infatti, perderà ogni effetto giuridico e tu non dovrai versare il conguaglio in denaro richiesto dal fabbro.
Il fabbro inoltre, sarà condannato a pagare tutte le spese processuali che hai dovuto sopportare per difenderti in giudizio.

Passiamo ad esaminare la tua fattispecie da un punto di vista sostanziale:
Il fabbro non ha diritto di pretendere l'importo ti ha chiesto (quello indicato nella fattura), ai sensi dell'articolo 2226 del codice civile, in materia di contratto d'opera

Art. 2226 Difformità e vizi dell'opera

L'accettazione espressa o tacita dell'opera libera il prestatore d'opera dalla responsabilità per difformità o per vizi della medesima, se all'atto dell'accettazione questi erano noti al committente o facilmente riconoscibili, purché in questo caso non siano stati dolosamente occultati.
Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare le difformità e i vizi occulti al prestatore d'opera entro otto giorni dalla scoperta. L'azione si prescrive entro un anno dalla consegna.
I diritti del committente nel caso di difformità o di vizi dell'opera sono regolati dall'art.1668.


L'opera del fabbro non è stata accettata dal cliente che ha provveduto immediatamente a notiziare della circostanza l'artigiano, con una mail (esiste una prova scritta della mancanza di accettazione).
La mancata accettazione dell'opera è pienamente legittima, essendo giustificata dalla difformità di ciò che è stato realizzato dal fabbro, con quanto è stato pattuito dalle parti. Il fabbro non ha agito con l'ordinaria diligenza dell'artigiano medio, danneggiando il muro adiacente alla porta della cantina. In fattura inoltre, sono state addebitate somme di denaro che non sono state né pattuite, né sono giustificabili in alcun modo.

Ai sensi dell'articolo 2224 del codice civile, inoltre

"Se il prestatore d'opera non procede all'esecuzione dell'opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d'arte, il committente può fissare un congruo termine, entro il quale il prestatore d'opera deve conformarsi a tali condizioni. Trascorso inutilmente il termine fissato, il committente può recedere dal contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni."

Durante il processo di opposizione al decreto, chiederai al giudice la fissazione di un congruo termine, entro il quale il fabbro dovrà conformarsi alla condizioni pattuite dalle parti contrattuali (in concreto, dovrà porre rimedio ai disastri che ha combinato ...).
In mancanza di adempimento da parte del fabbro, chiedrai la risoluzione del contratto ed il risarcimento di tutti i danni che hai subito, in conseguenza dell'inadempimento contrattuale dell'artigiano.
Cordiali saluti.

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