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Diritto di famiglia - Diritto all'assegno degli alimenti





Salve, ho 70 anni e vorrei un consiglio riguardo la possibilita' di citare per assegno di mantenimento due sorelle e un nipote,affiliato dai miei genitori e coerede. Sono stata in causa con loro molti anni fa perche' approfittando dell'eta' anziana di mia madre si sono fatti lasciare tutto l'ingentissimo patrimonio di famiglia. Solo di immobili sono stata defraudata di un ammontare di circa tre miliardi di vecchie lire. Purtroppo l'avvocato che aveva in mano la causa era alcolizzato e l'ha iniziata in maniera disastrosa, poi proseguita peggio da altri. Conclusione causa persa. Non considerando i beni mobili, tutti gli immobili sono stati ceduti da mia madre quando era ancora in vita a prezzo irrisorio (900 mila lire l'uno immobili nel centro di Milano e Genova e Roma che valevano miliardi di vecchie lire affermando di avere gia' ricevuto l'assegno) e con atto privato. C'erano tutti i requisiti per una richiesta di collazione, ma come vi ho accennato tutto e' stato condotto in maniera pessima. Io ero inesperta e mi sono fidata degli avvocati. Allora lavoravo e mi sono rassegnata. Adesso non sono piu' in grado di lavorare data l'eta' e la salute e le forze mi mancano. Ho solo la pensione sociale americana avendo doppia cittadinanza, circa 700 euro al mese. Pago 300 euro di affitto e il resto della pensione va a ripagare la finanziaria che ho dovuto utilizzare per prestiti nei periodi in cui non lavoravo. Ho fatto tutti i tipi di lavoro pesante, pulizie e altro per sopravvivere anche quando non avrei potuto (ho artrosi in tutto il corpo che ultimamente si e' acutizzata), e adesso non riesco a trovare lavoro perche' nessuno offre lavoro a chi ha la mia eta'. Ovviamente non ho piu' rapporti con questi miei parenti da almeno trent'anni e vi e' grande inimicizia e vero e proprio odio reciproco per quanto vi ho detto e per altre loro malefatte che non sto a raccontarvi per brevita'. La causa persa e' ormai in prescrizione. A questo punto sono costretta a chiedere il mantenimento. Ho le copie di tutti questi atti di cessione degli immobili che vorrei il giudice vedesse. Vorrei sapere che possibilita' ci sono di ottenere almeno il mantenimento e in che misura dato che loro sono multiproprietari e vivono nell'agiatezza. E sopratutto se il giudice mi potrebbe obbligare ad andare a vivere assieme a loro, cosa che non posso accettare assolutamente, dato che quando abitavamo vicini ho dovuto subire ogni sorta di angherie. Grata per un vostro consiglio.



RISPOSTA



Le possibilità che il giudice riconosca il tuo diritto all'assegno di mantenimento (diritto agli alimenti), ai sensi dell'articolo 433 del codice civile, e che condanni i tuoi parenti più prossimi, sono vicine al 100%, per le stesse circostanze di fatto che hai elencato nella tua mail:

1) l'agiatezza economica in cui vivono i tuoi parenti ed i numerosi beni immobili intestati.
2) la tua età e le tue condizioni di salute che ti impediscono di svolgere un lavoro e di percepire un reddito adeguato a mantenere un livello di vita dignitoso (con una pensione di 700 euro e con un canone di affitto di 300 da versare mensilmente, non si può vivere dignitosamente ...)
3) le cessioni degli immobili ad un prezzo stracciato che hanno "gratificato" i tuoi parenti (dovrai allegare le copie degli atti di vendita all'atto di citazione).

Riporto in seguito l'articolo 433 del codice civile:

Art. 433 Codice Civile: Persone obbligate.

All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.


Ad essere obbligate all'assegno degli alimenti, saranno quindi, le due sorelle in proporzione alle loro capacità reddituali, economico-finanziarie, ai sensi dell'articolo 441, I comma, c.c.:

Art. 441. Concorso di obbligati.

Se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.

Dal contenuto dell'articolo 433 c.c., è possibile affermare che l'obbligo degli alimenti non sorge invece per il nipote, a cui fai riferimento nella mail. Tale rapporto di parentela non è compreso nel relativo elenco, contenuto nella norma suddetta. L'art. 433 del codice civile stabilisce infatti l'ordine gerarchico delle persone tenute all'obbligazione degli alimenti (mantenimento).
Fondamento dell'obbligazione alimentare di cui all'art. 433 del codice civile è il diritto all'assistenza materiale della persona priva di mezzi.
Il diritto agli alimenti di cui all'art. 433 del codice civile è personalissimo: non può essere oggetto di cessione, nè di compensazione, non può essere sottoposto ad esecuzione forzata, è intrasmissibile, irrinunciabile e imprescrittibile.
I presupposti dell'obbligazione degli alimenti sono:
a) un rapporto di parentela, affinità, adozione o una intervenuta donazione;
b) lo stato di bisogno dell'avente diritto accompagnato dall'impossibilità di provvedere al proprio mantenimento;
c) la capacità economica dell'obbligato.

Affinché le due sorelle siano condannate agli alimenti è però necessario che tu non abbia parenti più stretti, in grado di mantenerti.
Hai un marito in grado di mantenerti, dei figli, dei genitori, generi, nuore, suoceri??? Se non hai questi parenti o se tali parenti non sono in grado di mantenerti economicamente, le tue sorelle saranno sicuramente condannate dal giudice.

L'articolo 438 del codice civile indica la misura dell'assegno di mantenimento:

Art. 438. Misura degli alimenti.

Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in istato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.
Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.

Attenzione però all'articolo 443 del codice civile:

Art. 443. Modo di somministrazione degli alimenti.

Chi deve somministrare gli alimenti ha la scelta di adempiere questa obbligazione o mediante un assegno alimentare corrisposto in periodi anticipati, o accogliendo e mantenendo nella propria casa colui che vi ha diritto.
L'autorità giudiziaria può però, secondo le circostanze, determinare il modo di somministrazione.
In caso di urgente necessità l'autorità giudiziaria può altresì porre temporaneamente l'obbligazione degli alimenti a carico di uno solo tra quelli che vi sono obbligati, salvo il regresso verso gli altri.

In considerazione della norma suddetta, le sorelle, nell'eventualità di una condanna agli alimenti, potrebbero scegliere di adempiere la loro obbligazione, ospitandoti a casa loro.
Non spetta al giudice decidere, ma al soggetto condannato agli alimenti e tu non potresti opporti alla loro scelta senza perdere, così facendo, il diritto al mantenimento. Mi sembra di capire che, visti i rapporti con le sorelle, in caso di loro condanna agli alimenti, le stesse non sceglierebbero mai di ospitarti a casa loro. Immagino che si tratti di un vero odio reciproco.
Ad ogni modo, nessuno ti obbligherà ad andare a vivere da loro. Se le sorelle dovessero scegliere di ospitarti a casa loro, onde evitare di corrispondere l'assegno degli alimenti a cui saranno condannate, tu rifiuterai l'offerta di essere ospitata dai tuoi parenti, perdendo però ogni diritto al mantenimento.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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