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Eredità - Termine per la presentazione del testamento olografo dal notaio, per la sua pubblicazione





Sottopongo il mio quesito:
La famiglia del de cuius è così composta : Padre (de cuius) – Madre (erede) – Figlia (erede) – Figlio il sottoscritto (erede).
Mio padre (defunto il 02/06/2008) era proprietario di un immobile al 100% (abitazione della famiglia ed attualmente della mamma) , inoltre, in comunione con mia madre, era proprietario del 50% di un ufficio che era stato acquistato nel 1985 ed intestato a mio padre e mia madre ma che era destinato a sede di un attività che in quell’anno il sottoscritto(Figlio) iniziava.
Benché mio padre disponesse della liquidità sufficiente per l’acquisto dell’ufficio in contanti, fu pagato, nei tre anni successivi all’acquisto, mediante cambiali, utilizzando tutte le risorse del mio lavoro (abitavo ancora in famiglia).
Le cambiali erano state emesse a nome di mio padre. (tutta questa operazione fu fatta in questo modo da mio padre, per una forma di prudenza, in quanto se non mi fossi rivelato sufficientemente affidabile, avrebbe potuto dismettere il tutto e chiudere il debito).
Prove, del pagamento da parte mia delle cambiali intestate a mio padre, non ne ho, salvo la sola testimonianza di mia madre perfettamente a conoscenza del fatto.
In data 11/02/2008, pochi mesi prima della morte di mio padre, per sistemare la cosa, fu fatta una donazione da mio padre e mia madre dell’ufficio in questione, a mio favore ma purtroppo, per ignoranza, senza la precisazione di escluderlo da collazione.
Il 09/10/2009 mia sorella (che era anch’essa a conoscenza del fatto dell’ufficio) mi notifica atto di citazione per collazione dell’ufficio.
Si instaura così il processo nel quale oltre all’ufficio mia sorella rivendica altro sia a me che a mia madre.
A quel punto viene fuori che mia madre è in possesso di un testamento olografo redatto in data 30/05/2002 (6 anni prima del decesso) ne quale mia madre viene nominata erede universale di tutti gli averi di mio padre.
Il testamento viene pubblicato dal notaio in data 10/01/2011 quando il processo intentato da mia sorella è già in corso.
La mia domanda è : come è possibile far dare corso e riconoscere la validità del testamento da parte del giudice che ha in carico il procedimento intentato da mia sorella ?
Il processo in corso, è iniziato come se fossimo in presenza di successione legale (e così è stata fatta la dichiarazione di successione ecc..)
Il testamento pubblicato il 10/01/2011 è valido anche rispetto al processo già in corso?
Naturalmente se venisse ritenuto valido il testamento, sia mia sorella che io dovremmo impugnarlo per far riconoscere le sole nostre quote di legittima.
Ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti.



RISPOSTA



Come è possibile far dare corso e riconoscere la validità del testamento da parte del giudice che ha in carico il procedimento intentato da mia sorella ?

E’ possibile, per due motivi molto semplici:

1) il legislatore ha dato prevalenza alla volontà del testatore, quindi l’ultimo testamento redatto dal “de cuius” regola la successione, indipendentemente dal processo in corso ovvero dalla data di pubblicazione. Le ragioni di economia processuale non possono prevalere sulla volontà definitiva del deceduto, riguardo il suo patrimonio ereditario.

2) La legge non prevede un termine preciso per la presentazione del testamento olografo dal notaio, per la sua pubblicazione.
L’articolo 620, I comma del codice civile prevede quanto segue.

Art. 620. Pubblicazione del testamento olografo.

Chiunque è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione, appena ha notizia della morte del testatore.
Chiunque crede di avervi interesse può chiedere, con ricorso al tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, che sia fissato un termine per la presentazione. Il notaio procede alla pubblicazione del testamento in presenza di due testimoni, redigendo nella forma degli atti pubblici un verbale nel quale descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura, se è stato presentato chiuso con sigillo. Il verbale è sottoscritto dalla persona che presenta il testamento, dai testimoni e dal notaio. Ad esso sono uniti la carta in cui è scritto il testamento, vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni, e l'estratto dell'atto di morte del testatore o copia del provvedimento che ordina l'apertura degli atti di ultima volontà dell'assente o della sentenza che dichiara la morte presunta. Nel caso in cui il testamento è stato depositato dal testatore presso un notaio, la pubblicazione è eseguita dal notaio depositario.
Avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo ha esecuzione.
Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodi o frasi di carattere non patrimoniale siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste, salvo che l'autorità giudiziaria ordini il rilascio di copia integrale.

“Chiunque è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione, appena ha notizia della morte del testatore”.


Il codice civile non prevede una tempistica determinata per la pubblicazione del testamento olografo, né prevede espressamente l’inefficacia del testamento presentato oltre un determinato termine ovvero successivamente all’instaurazione del processo ereditario.

… e se il possessore del testamento olografo, consapevole della morte del testatore, occulta il testamento ovvero lo presenta al notaio, a distanza di anni dalla morte del “de cuius” ???

Premesso che il testamento non perde la sua validità ed efficacia, il legislatore ha previsto delle sanzioni penali a carico di colui che ha ritardato la pubblicazione del testamento ???

Leggiamo l’articolo 490 del codice penale.

Art. 490 del codice penale. Soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Chiunque, in tutto o in parte, distrugge, sopprime od occulta un atto pubblico, o una scrittura privata veri soggiace rispettivamente alle pene stabilite negli articoli 476, 477, 482 e 485 (reclusione da sei mesi a tre anni), secondo le distinzioni in essi contenute. Si applica la disposizione del capoverso dell'articolo precedente.

La madre, laddove avesse volontariamente, presentato il testamento al notaio per la pubblicazione, con notevole ritardo, potrebbe essere denunciata e perseguita per occultamento di scrittura privata.

I figli potrebbero chiedere alla madre il risarcimento dei danni subiti, ossia le spese processuali sostenute per un processo assolutamente privo di un’utilità concreta.  

Il testamento è valido, nonostante il processo intrapreso.
I figli dovranno impugnare il testamento per ottenere la quota di legittima spettante ai sensi dell’articolo 542, II comma del codice civile.

Ai sensi della suddetta norma, l’asse ereditario di vostro padre, deve essere suddiviso come segue:

¼ quota di legittima della moglie
¼ quota di legittima della figlia
¼ quota di legittima del figlio
¼ quota disponibile

I figli hanno diritto di agire giudizialmente, per ottenere la quota di legittima pari a 1/4.

Articolo 542 del codice civile - Concorso di coniuge e figli.

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, legittimo o naturale, a quest'ultimo e' riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge. Quando i figli, legittimi o naturali, sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, e' effettuata in parti uguali.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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