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Eredità - Redazione del testamento, diritto di abitazione della compagna sull'abitazione familiare, usufrutto vitalizio.





Spett.le staff, vi porgo il mio quesito.
Sono celibe ma da 18 anni con una compagna con la quale però non dividiamo la residenza. Lei ha la sua io la mia.   Allo stato attuale ho un fratello e papà. Posseggo la casa in cui vivo, due conti bancari e l'auto.  Vorrei redigere un testamento in cui lasciare la proprietà della casa alla mia compagna (praticamente una estranea per la legge). So che con il testamento posso estromettere mio fratello dalla legittima ma non mio padre. E' così ? Se non fosse la proprietà lasciata in eredità, ma solo il diritto di abitazione, sarebbe diverso?
Ultimo quesito: Sarebbe semmai possibile lasciare la proprietà alla mia compagna ed alla sua morte far tornare la proprietà nella mia famiglia? So che questo sarebbe possibile con il diritto di abitazione, giusto? Con la piena proprità non c'è modo?
Grazie mille e resto in attesa.



RISPOSTA



Ai sensi dell’articolo 536 del codice civile, il genitore è soggetto legittimario, ossia ha diritto alla quota di legittima, laddove dovesse sopravvivere a suo figlio.

Art. 536 del codice civile. Legittimari.

Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.

Ai sensi dell’articolo 538 del codice civile inoltre, la quota di legittima spettante a tuo padre è pari a 1/3 del tuo intero asse ereditario.

Art. 538 del codice civile. Riserva a favore degli ascendenti legittimi.

Se chi muore non lascia figli legittimi né naturali, ma ascendenti legittimi, a favore di questi è riservato un terzo del patrimonio, salvo quanto disposto dall'articolo 544.

Ti consiglio pertanto, di redigere un testamento olografo, con cui attribuire la quota di legittima di 1/3 a tuo padre e la quota disponibile di 2/3 alla tua compagna. Alla morte di tuo padre (statisticamente un genitore non sopravvive al proprio figlio), redigerai un nuovo testamento, al fine di revocare il precedente ed attribuire l’intero asse ereditario alla tua compagna.
I fratelli del “de cuius”, non essendo indicati tra i soggetti legittimari, dall’articolo 536 del codice civile, non hanno diritto alla quota di legittima.

Non è possibile attribuire la proprietà dell’abitazione alla tua compagna, nominandola erede universale, sotto l’espressa condizione che, alla sua morte, il bene immobile tornerà alla tua famiglia. Alla morte della tua compagna, il bene immobile in questione sarà ereditato dai parenti della signora e non dai tuoi parenti.

E’ possibile invece, attribuire l’usufrutto vitalizio sulla casa (diritto di abitazione, per intenderci …) alla tua compagna e la nuda proprietà a tuo padre ovvero ai tuoi fratelli.

Così facendo, la tua compagna potrà beneficiare per il resto della sua vita, del tuo fabbricato, mentre alla sua morte, il bene tornerà “in toto”, nella disponibilità dei tuoi familiari.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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