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Grave infermità, permessi. Documentazione richiesta.





Buongiorno,
il giorno 2 giugno (ore 12) ho dovuto accompagnare mio padre con  urgenza all'ospedale, avrebbe dovuto essere operato (per la seconda  volta per l'ostruzione di un'arteria), ma l'hanno dimesso dopo la  visita, riservandosi una settimana per vedere l'evoluzione.
Potrebbero chiamarmi da un momento all'altro.

Ho chiesto alla mia azienda di poter usufruire della legge 53 per 3  giorni/anno (frazionati) per gravi motivi familiari.
L'ufficio del personale mi ha risposto come sotto, mentre io credo  di aver letto che il permesso non serve nel caso il parente sia  ricoverato.

Come documentazione ho la dichiarazione del medico di famiglia che dichiara l'urgenza della visita.
Vorrei un vostro parere.
Grazie

Lettera dell’ufficio del personale

Gentile signora, grazie per averci contattati.
La informiamo che per poter usufruire dei permessi da Lei richiesti ci occorre avere un certificato dell'ospedale che attesti la degenza del familiare indicandone nome e cognome e che si trovi in situazione di grave infermità, inoltre dovrà essere specificato che necessità di assistenza continuativa da parte sua. Nel caso in cui questa documentazione non ci sia o non sia corretta dovrà utilizzare tempo suo per giustificare l'assenza.
Cordiali saluti



RISPOSTA



Dobbiamo fare riferimento all'articolo 4 della legge 53 del 2000.

Permessi per grave infermità

I tre giorni di permesso sono concessi in ragione della grave infermità del familiare. Tale infermità deve essere certificata: questo è il motivo per cui le chiedono il certificato dell'ospedale, non per attestare la degenza del familiare presso la struttura ospedaliera, ma per attestare la gravità della sua patologia.
Il permesso non è concesso in ragione dell'urgenza della visita, ecco il motivo per cui la dichiarazione del medico curante non potrebbe andare bene al suo datore di lavoro.
Poiché il familiare risulta ricoverato (anche se per poche ore), chi potrebbe certificare la sua infermità (grave infermità) se non un medico della struttura ospedaliera ?!
Non potrebbe farlo certamente il medico curante, ma il medico che ha seguito il familiare durante il suo breve ricovero.

Il certificato medico deve attestare la GRAVITA' della malattia, quindi esso è necessario anche in caso di ricovero del familiare (potrebbe essere ricoverato per accertamenti di routine e non per grave infermità).

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Art. 4. (Congedi per eventi e cause particolari)

1. La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge od un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione anagrafica. In alternativa, nei casi di documentata grave infermità, il lavoratore e la lavoratrice possono concordare con il datore di lavoro diverse modalità di espletamento dell'attività lavorativa.
2. I dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati possono richiedere, per gravi e documentati motivi familiari, fra i quali le patologie individuate ai sensi del comma 4, un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni. Durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. Il congedo non è computato nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali; il lavoratore può procedere al riscatto, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria.
3. I contratti collettivi disciplinano le modalità di partecipazione agli eventuali corsi di formazione del personale che riprende l'attività lavorativa dopo la sospensione di cui al comma 2.
4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per la solidarietà sociale, con proprio decreto, di concerto con i Ministri della sanità, del lavoro e della previdenza sociale e per le pari opportunità, provvede alla definizione dei criteri per la fruizione dei congedi di cui al presente articolo, all'individuazione delle patologie specifiche ai sensi del comma 2, nonché alla individuazione dei criteri per la verifica periodica relativa alla sussistenza delle condizioni di grave infermità dei soggetti di cui al comma 1.

Cordiali saluti.

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