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Condono non accettabile per vincolo paesaggistico




 

Cosimo da Brindisi:

 

Salve, nel 2006 ho comprato un immobile. Nel 2004 il venditore ha fatto richiesta di condono edilizio per una superfice abusiva di circa 9 mq. Sul contratto stipulato dal notaio veniva riportato, in effetti, il numero di richiesta di condono e faceva riferimento a tutte le oblazioni pagate per il suddetto illecito. Trovandomi io a dover vendere lo stesso immobile ho cercato di recuperare le informazioni, presso il comune, dell'iter burocratico per l'effettivo condono dell'abuso edilizio.

A tal proposito e con grande stupore venivo a conoscenza che l'immobile in questione si trova in una zona a vincolo paesaggistico con decreto del 2003 e la richiesta di condono non poteva essere accolta.

Adesso mi trovo in difficoltà. Posso richiedere una risoluzione del contratto di conpravendita o posso avere un risarcimento danno dal momento che l'immobile in questa condizione subisce una notevole diminuzione di valore?

Tengo a precisare che sul contratto non vi è alcuna clausola che lo facesse decadere nel momento in cui il condono non venisse eseguito e riporta una frase su cui è scritto "che l'acquirente tramite propri professionisti di fiducia ha verificato che quando scritto nel contratto sia vero". Penso sia stato un contratto ben studiato in quanto notaio, agente immobiliare (che poi è il tecnico di nostra fiducia....si fa per dire) e venditore erano sicuramente a conoscenza di questo vincolo paesaggistico.
Resto in attesa di una vostra risposta
Cordiali saluti

 

avvocato risponde online

Purtroppo la tua dichiarazione contrattuale di avere verificato tramite professionisti la veridicità del contenuto del contratto, ti impedisce di agire in giudizio per la risoluzione dello stesso e la richiesta di risarcimento dei danni.
Hai dichiarato implicitamente di essere al corrente anche della presenza del vincolo paesaggistico e, pertanto, di accettare di pagare il corrispettivo concordato, alla luce di tale limite sostanziale del diritto di proprietà sull’immobile.
Adesso il giudice non può accettare una tua richiesta di risoluzione contrattuale per il semplice motivo che la tua richiesta sarebbe contraddittoria rispetto alla tua dichiarazione contrattuale.

Il vincolo paesaggistico inoltre, era previsto IN UN ATTO PUBBLICO, OSSIA IN UN DECRETO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE, quindi, avevi il dovere di constatare l’esistenza ed il contenuto di tale norma, al momento della stipula del contratto; questa è un’altra circostanza per te sfavorevole.

Sicuramente una clausola specifica che prevedesse la risoluzione del contratto, in caso di inefficacia del condono, sarebbe stata decisiva, in sede di contenzioso, ma purtroppo, ritengo che tu sia stato vittima di un raggiro così ben orchestrato da lasciarti senza alcuna tutela giuridica (… è vergognoso che un notaio eserciti le sue funzioni in questo modo!).
Cordiali saluti

 

 

 

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