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Diritto di famiglia - Convivenza e matrimonio, quota di legittima del coniuge





buona sera
mio padre,già divorziato da mia madre, si vorrebbe sposare in  divisione dei beni con la sua attuale compagna. Anticipatamente mi  vorrebbe indicare come unico suo erede patrimoniale (partecipazioni in  società (l'altro socio sono io o i suoi fratelli), immobili ecc...)e  tutore biologico (nel caso in cui non sia in grado di provvedere alla  sua salute in modo autonomo es. una malattia che lo rende incapace di  decidere su eventuali cure). Ovviamente escludendo la sua futura  moglie da ogni eredità. A seguito di quanto sommariamente indicato le  formulo le seguenti domande:

Basta un semplice testamente sia patrimoniale che biologico?
La futura moglie dovrà essere informata in modo ufficiale di quanto  stabilito e dovrà fare rinunce preventive?
La futura moglie ha diritti o potrebbe rientrare come erede legittimo  anche sulle proprietà acquisite prima del matrimonio?
Se il matrimonio non venisse fatto ma continua la convivenza si  rendono ugualmente necessarie le tutele descritte nelle spiegazioni?



RISPOSTA



Se queste sono le intenzioni di tuo padre, posso dargli soltanto un consiglio: NON SPOSARSI e continuare la convivenza con la sua attuale partner !!!

Una moglie ha diritto alla quota di legittima ed il marito non può escluderla dal testamento.

Nella fattispecie in questione, la moglie avrebbe diritto alla quota di legittima pari a ¼ dell’intero asse ereditario, ai sensi dell’articolo 542 II comma del codice civile.

Articolo 542 del codice civile - Concorso di coniuge e figli.

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, legittimo o naturale, a quest'ultimo e' riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli, legittimi o naturali, sono più di uno, ad essi e' complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, e' effettuata in parti uguali.


Alla morte di vostro padre, l’asse ereditario del genitore sarà suddiviso come segue:

1)1/4 quota di legittima a favore della moglie
2)1/4 quota di legittima a tuo favore
3)1/4 quota di legittima a favore di tuo fratello
4)1/4 quota disponibile che tuo padre può attribuire liberamente.

La moglie non può rinunciare alla sua quota di legittima, prima della morte del marito, ai sensi dell’articolo 458 del codice civile; tale norma vieta i così detti patti successori.

Articolo 458 del codice civile - Divieto di patti successori.

Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 768-bis e seguenti, e' nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. E' del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi.

Tanto premesso, per realizzare quanto indicato nella tua mail, senza particolari controindicazioni, tuo padre deve assolutamente evitare di contrarre matrimonio con la sia compagna.

Così facendo, il papà potrà redigere un testamento, nominando i suoi figli eredi universali e tu, tutore biologico.

La quota di legittima della moglie sarebbe calcolata anche in considerazione dei beni acquisiti da tuo padre, prima del secondo eventuale matrimonio. Il regime di separazione dei beni non ha nulla a che vedere con le pretese ereditarie della moglie. Confermo che la moglie avanzerà diritti ereditari anche sui beni acquistati dal marito, prima del matrimonio. Non è possibile ovviare a questo inconveniente.

Per quanto riguarda la materia del tutore biologico e del testamento biologico, il legislatore deve ancora esprimersi definitivamente. Attualmente, l’ultima parola spetta al medico (hai sicuramente letto le polemiche sulla laicità dello Stato, sui principali quotidiani in edicola negli ultimi giorni), quindi il ruolo del tutore biologico è stato sostanzialmente svuotato di significato.

Non mi meraviglierei se la normativa in materia fosse ancora modificata … l’attuale disciplina ha innescato un vespaio di polemiche.

Nel caso in cui tuo padre decidesse di continuare la convivenza, la signora non avrebbe alcun diritto né patrimoniale né personale, relativamente al suo compagno. Il convivente more uxorio, al momento, non beneficia di un ufficiale riconoscimento del legislatore, diversamente dal coniuge.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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