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Riforma Brunetta sul lavoro pubblico, applicabilità al servizio sanitario nazionale





IL QUESITO RIGUARDA L'APPLICAZIONE DEL DECRETO BRUNETTA NELLA PUBBLICA SANITÀ'.

IN PARTICOLARE VORREI SAPERE SE IL DIRIGENTE CHE GIUDICA I DIPENDENTI HA L'OBBLIGO DI:
1) INFORMARE PER ISCRITTO I LAVORATORI AL RIGUARDO DEI CRITERI DI VALUTAZIONE PER LA DEFINIZIONE DELLE CLASSI DI MERITO
2) METTERE TUTTI I LAVORATORI IN CONDIZIONE DI EQUITÀ' DI FRONTE AGLI OBBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E PROVARLO.
3) COME PUÒ' IL LAVORATORE CAUTELARSI AL RIGUARDO DELL'IMPARZIALITÀ' DEL GIUDIZIO?

VORREI INOLTRE SAPERE SE OBBLIGATORIAMENTE LE CLASSI DI MERITO DEVONO ESSERE TUTTE USATE: MI SPIEGO MEGLIO. SE TUTTI SVOLGONO CON CORRETTEZZA IL COMPITO  CHE GLI E' STATO ASSEGNATO SECONDO GLI OBBIETTIVI PREFISSATI, COME FA IL DIRIGENTE A CLASSIFICARE I DIPENDENTI IN TRE CLASSI? PUÒ' PER ESEMPIO ASSEGNARE LA MASSIMA CLASSE A TUTTI O DEVE NECESSARIAMENTE USARE TUTTE LE CLASSI DI MERITO?

IN ATTESA DI UN VS CORTESE RISCONTRO
PORGO DISTINTI SALUTI



RISPOSTA



Pregiatissimo dottor xxxxxxxx, la invito a leggere l'articolo 16 comma 1 del decreto legislativo 150 del 2009, ossia della riforma Brunetta.

Alle PA del servizio sanitario nazionale si applicano direttamente le norme contenute nell'articolo 11 commi 1 e 3. Tutte le altre norme del Brunetta devono essere oggetto di recepimento negli ordinamenti delle PA del servizio sanitario nazionale.

La invito inoltre a leggere l'articolo 31 del D. Lgs. 150 del 2009.

D. Lgs. 150 del 2009

Art. 31.
Norme per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale

1. Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi contenuti negli articoli 17, comma 2, 18, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26 e 27, comma 1.

2. Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, nell'esercizio delle rispettive potestà normative, prevedono che una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito alta e che le fasce di merito siano comunque non inferiori a tre.

3. Per premiare il merito e la professionalità, le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, oltre a quanto autonomamente stabilito, nei limiti delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa, utilizzano gli strumenti di cui all'articolo 20, comma 1, lettere c), d), e) ed f), nonche', adattandoli alla specificità dei propri ordinamenti, quelli di cui alle lettere a) e b). Gli incentivi di cui alle predette lettere a), b), c) ed e) sono riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione collettiva integrativa.

… ed infine la invito a leggere l'articolo 74 II comma.

“2. Gli articoli 3, 4, 5, comma 2, 7, 9, 15, comma 1, 17, comma 2, 18, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26, 27, comma 1, e l'articolo 62, commi 1-bis e 1-ter recano norme di diretta attuazione dell'articolo 97 della Costituzione e costituiscono principi generali dell'ordinamento ai quali si adeguano le regioni e gli enti locali, anche con riferimento agli enti del Servizio sanitario nazionale, negli ambiti di rispettiva competenza”.

Adesso abbiamo un quadro chiaro delle norme immediatamente applicabili alla sua amministrazioni e delle norme che costituiscono indicazioni di principio a cui la sua amministrazione deve adeguarsi, con l'adozione di regolamenti interni.

In sintesi, sono direttamente applicabili alla sua PA

1)le norme in materia di trasparenza del ciclo delle performance (art.11)

2)la norma che prevede che una “quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito alta” … quindi il merito e la premialità del sistema Brunetta.

Tutte le altre norme indicate negli articoli suddetti, rappresentano soltanto principi di diritto a cui la sua PA deve adeguarsi. Consiglio quindi di leggere i regolamenti della sua PA d'appartenenza.

Le altre norme del D.Lgs. 150, non citate in questa consulenza invece, non si applicano in nessun modo al servizio sanitario nazionale.

Fatta questa breve premessa che sarà utile durante la prossima riunione, risponderò alle sue domande.

1)Sì, devono essere informate le Organizzazioni sindacali, ai sensi dell'articolo 5 comma 2 del D.Lgs. 165 del 2001. Per quanto riguarda gli atti di micro-organizzazione, posti in essere con i poteri del datore di lavoro, esiste l'obbligo di informazione delle OOSS. Il dirigente corre il rischio di essere condannato per condotta sindacale, ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, dal tribunale del lavoro.

2)Trasparenza nel ciclo della performance … cosa significa in concreto l'articolo 11 ??? METTERE TUTTI I LAVORATORI IN CONDIZIONE DI EQUITÀ' DI FRONTE AGLI OBBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E PROVARLO.

Gli obiettivi devono essere condivisi dai lavoratori e non imposti dall'alto, i lavoratori devono essere VALUTATI e non giudicati.

Che differenza c'è tra valutare e giudicare ???
La valutazione è il frutto di un procedimento condiviso, che parte dalla definizione degli obiettivi per arrivare all'individuazione delle aree di miglioramento e dei punti di forza dei dipendenti.

E' il succo della riforma Brunetta !!!

3)Il lavoratore (ma dovrebbero essere le OOSS a farlo, altrimenti cosa ci stanno a fare i sindacati !!!) dovrebbe ricorrere al tribunale del lavoro per condotta antisindacale del dirigente, ai sensi dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori, e chiedere l'inibizione del comportamento illecito, oltre che un congruo risarcimento danni.

4)Dobbiamo fare riferimento all'articolo 31 comma 2, del D.Lgs. 150/09, in materia di fasce di merito. La norma è piuttosto chiara e non si presta a dubbi interpretativi.

2. Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, nell'esercizio delle rispettive potestà normative, prevedono che una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito alta e che le fasce di merito siano comunque non inferiori a tre.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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