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Si tiene conto del presofferto, in caso di sospensione della patente con decreto penale di condanna ?





il giorno 19/05/2011 alle ore 02:45 sono stato fermato al volante della mia auto da una pattuglia della polizia che ha riscontrato un tasso alcolemico pari a 0,82  g/l. e 0.85 g/l, in quella circostanza mi è stata immediatamente ritirata la patente che poi mi è stata restituita dalla Prefettura di Roma il giorno 19 aprile 2011.
Recentemente, 8 giugno 2012 il Tribunale di Roma mi ha notificato il decreto penale, condannandomi a una pena pecuniaria di 1900€ e sospensione della patente di guida per mesi 6. 
Il mio quesito e il seguente:   da questa sospensione di 6 mesi verranno detratti i circa 3 mesi in cui la patente mi era stata ritirata dalla Polizia al momento dell'accertamento  e quale sarà la procedura per riaverla.
Cordiali saluti



RISPOSTA



In base all'articolo 186 del codice della strada, in materia di guida in stato di ebbrezza, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), è prevista l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno (comma 2 lettera b).
La misura della sospensione della patente la decide, in un primo momento, in via cautelare, il prefetto ed in seguito, in via definitiva il giudice, tenendo conto del periodo di sospensione già scontato.
Ai sensi dell'articolo 224 del codice della strada, l'organo che a seguito della comunicazione del decreto penale di condanna, adotta il provvedimento di sospensione definitiva (in seguito comunicato alla Motorizzazione civile) è il Prefetto, il quale deve tener conto del periodo di sospensione già scontato in precedenza.

Art. 224 del codice della strada - Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente

1. Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche a pena condizionalmente sospesa, il prefetto, se è previsto dal presente codice che da esso consegua la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall'autorità giudiziaria e ne dà comunicazione al competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.

2. Quando la sanzione amministrativa accessoria è costituita dalla revoca della patente, il prefetto, entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza o del decreto di condanna irrevocabile, adotta il relativo provvedimento di revoca comunicandolo all'interessato e all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.

3. La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato importa l'estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto procede all'accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 nelle parti compatibili. L'estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

4. Salvo quanto previsto dal comma 3, nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione della patente all'intestatario. L'ordinanza di estinzione è comunicata all'interessato e all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. Essa è iscritta nella patente.

Si tratta peraltro dell'interpretazione della Cassazione Sez. IV Penale, Sentenza n. 39542 del 2008, secondo la quale"spetta all'autorità amministrativa di detrarre, in fase esecutiva, il periodo di sospensione presofferto".

Allo stesso modo, la Cassazione Sez. IV Penale, nella Sentenza n. 17650 del 2008 osserva come "la competenza ad irrogare le sanzioni amministrative accessorie ai reati in materia di circolazione stradale appartiene in via generale al giudice ordinario e non al Prefetto, cui spetta solo un potere limitato in via preventiva e cautelare. Tuttavia - si è ripetutamente affermato in giurisprudenza - ciò non comporta che i due periodi di sospensione siano cumulabili, giacché essi sono, invece, complementari, incidendo essi sull'autore della violazione per il medesimo fatto, per il quale il codice della strada prevede, come sanzione amministrativa accessoria, una sola sospensione della patente di guida per un periodo che va da un minimo a un massimo, anche se l'applicazione, prima di essere definitiva, può essere provvisoria e anche se all'applicazione provvisoria e a quella definitiva procedono distinte autorità, tra le quali è il Prefetto, organo di esecuzione delle sanzione amministrativa accessoria, a dover provvedere alla detrazione, obbligatoria, del periodo di sospensione eventualmente presofferto, e senza che vi sia bisogno di esplicita dichiarazione al riguardo da parte dell'autorità giudiziaria (Cass. Sezioni Unite 21-6-2000, n. 20, sez. IV, 27-10-2004, sez. IV, 23-2-2004).


Confermo la detrazione del presofferto, dalla sanzione della sospensione della patente di sei mesi.

Scontata la sospensione disposta in esecuzione del decreto di condanna penale, ti recherai in Prefettura per la restituzione della patente di guida, a tutti gli effetti valida per il periodo d'idoneità stabilito dalla Commissione Medica Locale, salvo ulteriori elementi ostativi indipendenti dallo “stato di ebbrezza”. Il prefetto infatti, prima della restituzione della patente, disporrà una visita medica presso la Commissione medica provinciale, al fine di accertare la persistenza dei requisiti psicofisici necessari per il mantenimento della patente di guida.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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