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Riforma del lavoro 2012 partita Iva e conversione in collaborazione coordinata e continuativa





Gentile avvocato, vorrei sapere in quali casi la prestazione d'opera posta in essere, a seguito di contratto di lavoro autonomo, stipulato dal lavoratore con partita Iva, si converte in collaborazione coordinata e continuativa, a seguito della riforma del mercato del lavoro “Fornero”, legge 92 del 2012.



RISPOSTA



La prestazione d'opera si presume giuridicamente qualificabile come una collaborazione coordinata e continuativa, solo se resa da persona titolare di posizione fiscale ai fini IVA (partita Iva).
La prestazione d'opera si presume coordinata e continuativa in presenza di almeno due dei tre seguenti requisiti.

REQUISITI CHE FANNO SCATTARE LA PRESUNZIONE RELATIVA

1)durata della collaborazione complessivamente superiore a otto mesi nell'arco di un anno.
2)il corrispettivo della collaborazione costituisce più dell' 80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare.
3)il collaboratore ha a sua disposizione una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi dell'azienda committente.

L'onere probatorio relativo all'insussistenza dei presupposti di fatto per la qualificazione della prestazione d'opera, come collaborazione coordinata e continuativa, spetta interamente al committente, quindi in mancanza di prova contraria dell'azienda, la prestazione d'opera autonoma (contratto di lavoro autonomo ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile) si converte in collaborazione coordinata e continuativa.

Trattasi di un forte e generalizzato deterrente all'elusivo utilizzo dello strumento del contratto di lavoro autonomo, da parte delle imprese, nei riguardi di lavoratori con partita Iva. Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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