Quota del 50% del coniuge deceduto e del coniuge sopravvissuto





In seguito al decesso del coniuge ed in assenza di disposizioni testamentarie, un appartamento acquistato in regime di comunione legale dei beni il cui valore è di circa 600.000,00 Euro sarà diviso tra coniuge superstite e due figli. Allo scrivente sembra di capire che ai sensi dell'art. 581 del codice civile il coniuge abbia diritto ad un terzo dell'eredità, mentre i 2/3 dovranno essere divisi in parti uguali tra i due figli (in caso di vendita EUR 200.000,00 ciascuno).Invece uno degli eredi sostiene che è in eredità soltanto il 50% dell'appartamento (perchè il restante 50% era e resta di proprietà del coniuge superstite) che dovrà essere diviso per la quota di un terzo ciascuno (16,66% per ogni figlio ed al vedovo il complessivo 66,66%). Quale delle due tesi risulta corretta? Cordiali saluti



RISPOSTA



Senza il minimo dubbio, la seconda tesi.
A cadere nell'asse ereditario, è soltanto la quota del 50% del coniuge deceduto. La restante quota del 50% è … e continua ad appartenere al coniuge superstite.
Perché dovrebbe cadere in successione l'intero appartamento, se uno dei due coniugi è ancora vivo ?!
Confermo quindi la seconda tesi. Confermo l'applicabilità dell'articolo 581 del codice civile, tuttavia tale norma deve essere riferita soltanto al 50% caduto in successione ereditaria.

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.