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Italiano ex operaio in Svizzera, pensione su base contributiva, riqualificazione in base retribuzioni percepite





Salve, sono un pensionato di 66 anni, ex operaio in Svizzera, che ad oggi è titolare di pensione INPS, ottenuta in virtù del trasferimento dei contributi all’INPS dall’AVS Svizzera dove ho lavorato dal 1965 al maggio 2000. Ho fatto ricorso all’INPS, tramite avvocato, per una riqualificazione della pensione sulla base delle effettive retribuzioni percepite in Svizzera e ai sensi della Sentenza della Corte di Cassazione 4623/2004 (Trasferimento contribuzione svizzera). Ad oggi infatti percepisco la mia intera pensione su base contributiva e non su base retributiva. Il ricorso venne sospeso a causa dell'entrata in vigore della legge finanziaria del governo Prodi, la legge 296/2006. Successivamente ritentai il ricorso per le stesse motivazioni, ma la sentenza del 17/01/12 del Tribunale di Nuoro non diede esito positivo. Nel luglio 2011 la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, "Case of Maggio and others v. Italy" (Applications nos. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 and 56001/08), diede solo parzialmente ragione ai pensionati italiani ex-emigrati in Svizzera, infatti ha stabilito che lo Stato italiano ha agito in maniera ragionevole ed equa quando ha deciso di ridurre le “potenziali” pensioni dei ricorrenti “in difesa di un sistema pensionistico equilibrato, sostenibile e armonico”, e ha inoltre ritenuto giusta la norma contenuta nella legge finanziaria n. 296/2006 che indicava, con una interpretazione autentica, il metodo di calcolo (dando ragione all’Inps) da applicare alle pensioni degli italiani i quali avevano trasferito i contributi dalla Svizzera. D'altra parte, però, la Corte ha comunque condannato lo Stato italiano a risarcire i ricorrenti che al momento dell’entrata in vigore della legge 296/2006 avevano ancora il loro ricorso pendente presso i tribunali italiani e che quindi, a causa dell’effetto retroattivo della norma in questione, sono stati privati – tramite un'interferenza indebita dello Stato – del giusto processo illegittimamente interrotto. Pertanto, ciò che vorrei aver chiaro, è se mi sia possibile o meno poter intentare un ricorso verso l'Inps, non già per la richiesta del ricalcolo della mia pensione, quanto per una richiesta di risarcimento per le quote additive di pensione non ricevute dal 2000 al 2006.
Grazie.



RISPOSTA



Non posso fare altro che confermare la bontà del tuo ragionamento logico giuridico e l'opportunità delle tue conclusioni. Hai diritto alla liquidazione del risarcimento danni, relativo alle quote additive di pensione non ricevute dal 2000 al 2006.
Hai tale diritto esattamente alla luce delle argomentazioni enucleate nella tua mail. La Corte parla di EFFETTO RETROATTIVO … quindi le quote a partire dall'anno 2000 !
La Corte però riconosce parzialmente le ragioni dello Stato italiano e del suo ordinamento interno … quindi le quote fino al 2006 !
Penso che sia superfluo sottolineare l'applicazione immediata e necessaria negli ordinamenti nazionali, delle sentenze della Corte di Giustizia. Secondo la Corte, i giudizi nazionali devono garantire la piena applicabilità delle norme comunitarie "disapplicando all’occorrenza, di propria iniziativa, qualsiasi disposizione della legislazione nazionale, anche posteriore, senza doverne chiedere o attendere la rimozione per via legislativa o mediante altro procedimento costituzionale". La preminenza del diritto dell’Unione su quello degli Stati membri riguarda anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia.
Consiglio quindi di non indugiare e di inoltrare ricorso contro l'INPS.

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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