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Cambiare il contratto di lavoro unilateralmente





Salve,mi interessava un informazione. Dopo circa 23 anni di lavoro con il contratto CCNL settore commercio il mio datore di lavoro con tono minaccioso di cambiare il mio contratto da tempo pieno in tempo parziale. Nonostante la maggior parte dei dipendenti siano a tempo pieno. Vorrei sapere se sono obbligato ad accettare o posso rifiutare.
Posso rincorrere in licenziamenti?Cordialmente



RISPOSTA



Non è possibile licenziare un dipendente che si rifiuta di vedere il proprio rapporto di lavoro dimezzato unilaterlamente dal datore di lavoro. Tale divieto è espressamente previsto dal DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 2000, n. 61, in particolare dall'articolo 5.
Vorrei che leggessi tale norma:


http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-02-25;61!vig=

Art. 5 (Tutela ed incentivazione del lavoro a tempo parziale).

1. Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento. Su accordo delle parti risultante da atto scritto ((...)) e' ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale. Al rapporto di lavoro a tempo parziale risultante dalla trasformazione si applica la disciplina di cui al presente decreto legislativo.
2. Il contratto individuale puo' prevedere, in caso di assunzione di personale a tempo pieno, un diritto di precedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attivita' presso unita' produttive site nello stesso ambito comunale, adibiti alle stesse mansioni od a mansioni equivalenti rispetto a quelle con riguardo alle quali e' prevista l'assunzione.


- la norma prevede che la trasformazione del rapporto di lavoro possa derivare esclusivamente da un accordo tra datore di lavoro e dipendente, escludendo dunque che questo possa essere unilateralmente imposto dalla parte datoriale. L’applicazione del menzionato principio è stato ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza di legittimità, sia nel vigore della vecchia normativa in materia di lavoro tempo parziale, sia in ossequio all’articolo 5 del Dl.gs n. 61 del 2000 attualmente in vigore, vedi ad esempio la sentenza della Cassazione civile, sez. lav. del 21/11/2011 e la sentenza della Cassazione civile,  sez. lav. del 17/07/2006

… “Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento.”

Mi rendo conto che su internet ci sono delle pagine web ove è scritto: “va bene tale norma, ma un datore di lavoro potrebbe sempre procedere al licenziamento del dipendente per giustificato motivo oggettivo !!!”

… ma nel tuo caso, no !!!

Sei praticamente l'unico a cui il datore di lavoro ha chiesto questo sacrificio, tale richieste è di carattere punitivo e discriminatorio e non ha nulla a che vedere con un calo del fatturato, con una riorganizzazione aziendale, insomma con i presupposti di fatto del licenziamento del dipendente per giustificato motivo oggettivo !!!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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