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Mobbing: datore di lavoro interferisce nella vita privata dei suoi dipendenti e minaccia il cambio delle mansioni




 

Luigi da Roma:

 

Salve e complimenti per il servizio.


La mia domanda e' questa:

 

Può il mio titolare intimarmi di farmi cambiare posto di lavoro all'interno di un magazzino, perche' mi ha visto fare la spesa con una mia collega(mia amica)?

 

Lui mi ha detto che e' meglio che parli se c'e' qualcosa tra noi due e se fosse cosi'potrebbe cambiarci di reparto.(premetto che si lavora in magazzino e non a stretto contatto ,anzi)


Mi ha riferito che ha sentito delle voci ecc ecc ecc ..

Ma dico io,una persona non ha il diritto di fare quello che vuole al di fuori dell'ambito lavorativo? Se la cosa persiste,ci sono delle basi per una denuncia o segnalazione tipo mobbing? Nella nostra azienda c'e' un'ufficio apposito,proprio per questo tipo di questioni tra responsabili,dirigenti ecc ecc.

Resto in attesa Cordiali saluti

 

avvocato risponde online

Caro Luigi,
ti ringrazio per i complimenti e colgo l’occasione per ringraziare le migliaia di affezionatissimi lettori che ogni giorno, ci aiutano a diventare sempre più efficienti.

 

Le circostanze riportate nella mail sono gravissime in quanto, il comportamento del tuo datore di lavoro assume rilevanza penale, oltre a costituire condotta qualificabile come “mobbing”. Il datore di lavoro non è autorizzato in alcun modo ad interferire nella vita privata dei suoi dipendenti che si esplica al di fuori dell’azienda e degli orari di lavoro. Minacciare al dipendente, un cambio di mansioni o di reparto, a causa delle sue frequentazioni fuori dall’azienda/ufficio, rientra innanzitutto, nel reato previsto dall’articolo 612 del codice penale (Minaccia); inoltre costituisce un illecito, da un punto di vista civilistico in quanto, ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile “il dipendente non puo' essere trasferito da una unita' produttiva ad una altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (non per un semplice capriccio del datore di lavoro o per le sue frequentazioni all’esterno dell’azienda e fuori dall’orario di lavoro!!!).

 

Riporto il suddetto articolo in quanto è di estrema importanza:

 

"Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e' stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attivita' svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non puo' essere trasferito da una unita' produttiva ad una altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Ogni patto contrario e' nullo."

 

La condotta del datore di lavoro può essere qualificata infine, come “mobbing”, in quanto persecutoria, arbitraria, immotivata e reiterata nel tempo. Puoi pertanto, agire in giudizio, con l’assistenza di un avvocato, al fine di chiedere un risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali che sono conseguenza diretta ed immediata del “mobbing” subito all’interno dell’ambiente lavorativo. Il mio consiglio però, è di agire con molta cautela: informa della tua situazione l’ufficio che all’interno dell’azienda si occupa delle questioni di mobbing e i rappresentanti sindacali che operano nell’azienda.

 

Ti consiglio di citare sempre il suddetto articolo 2103 del codice civile perché, tale norma rafforza le tue ragioni. Se l’intervento dell’apposito ufficio e dei sindacati non apporterà alcun beneficio, sarai costretto a sporgere querela nei confronti del tuo datore di lavoro e a chiedere un cospicuo risarcimento danni per “mobbing”. Cerca comunque, nei limiti del possibile, di risolvere la questione in via bonaria. Siamo sempre a tua disposizione. Cordiali saluti.

 

 

 

 

 

 

 

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