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Diritto del lavoro - Errore sul lavoro: dipendente non deve rispondere del risarcimento danni



Angela da Cagliari:



Sono la dipendente di uno studio di elaborazione paghe, ed ho bisogno del parere di un avvocato del lavoro per poter limitare i danni provocati ad un'azienda da un mio errore e poter contestare le richieste di un lavoratore che sta strumentalizzando l'errore per cercare di ricavarne il massimo profitto.

Qualche tempo fa un'azienda a cui elaboro i cedolini paga dei dipendenti mi ha chiesto informazioni in relazione al periodo di prova, previsto dal C.C.N.L.del settore Spedizione e trasporto merci del 18/07/2007, per poter effettuare il licenziamento di un autista 3° livello, assunto con contratto a tempo determinato dal 02 gennaio 2009 al 28 settembre 2009.

Purtroppo, nel dare l'informazione ho comunicato un periodo di prova errato, in quanto nella lettera di assunzione erano indicati 10 giorni lavorativi ed io ho comunicato un periodo superiore, non riflettendo che si trattava di lavoratore a termine e comunicando il periodo di prova previsto per gli autisti a tempo indeterminato. In seguito alla mia informazione la ditta in data 20 marzo ha effettuato il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova ed in data odierna è pervenuta all'azienda la lettera del legale con l'impugnativa del licenziamento per illegittimità. Nella suddetta lettera viene richiesta anche una somma a titolo di risarcimento del danno per ingiustificato ed illegittimo recesso dal contratto di lavoro a tempo determinato. Alla data del licenziamento, escluso il lavoratore licenziato, l'azienda occupava: n° 15 lav. a tempo indeterminato; n° 10 apprendisti; n° 4 lav. a tempo determinato.

Oggi, invece, l'azienda occupa: n° 16 lav. a tempo indeterminato; n° 10 apprendisti; n° 5 lav. a tempo determinato.

Considerato che l'azienda è disposta a reintegrare il lavoratore,desidererei sapere se in base al numero dei dipendenti occupati, si applica l'art.18 della legge 300/1970, anche se il lavoratore ha comunicato verbalmente di non voler rientrare a lavoro, ma di volere il pagamento di n° 6 mensilità per mancate retribuzioni ed un risarcimento del danno pari a 5000,00 euro.

E' il caso che il datore di lavoro spedisca una raccomandata per manifestare la propria volontà di reintegrare il lavoratore?

E' possibile che, per un rapporto di lavoro a tempo determinato, il lavoratore chiede sia le retribuzioni fino alla scadenza del contratto e contemporaneamente il risarcimento del danno?



Vi prego cortesemente di aiutarmi a risolvere questo problema e di darmi le informazioni necessarie per poter ridurre al minimo le richieste del lavoratore.

Cordiali saluti



RISPOSTA



Vorrei anzitutto tranquillizzarti in merito alla vicenda di cui mi hai scritto; poichè sei semplicemente un lavoratore dipendente dell'azienda che elabora i cedolini paga, non risponderai dell'errore che hai commesso nei confronti del cliente del tuo datore di lavoro.

La responsabilità civile per il danno ingiusto cagionato, ricade esclusivamente sul tuo datore di lavoro che è responsabile in maniera oggettiva, dei danni provocati dai suoi dipendenti e collaboratori nell'esercizio delle loro funzioni, sul luogo di lavoro, ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile.


E' uno dei pochi vantaggi dello status di lavoratore dipendente. Il tuo datore di lavoro ha sicuramente stipulato un contratto di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi, per i danni cagionati dalla sua azienda ed in particolare dai suoi dipendenti e quindi, alla fine, sarà l'assicurazione a coprire il danno.
Sono sicuro che tutto si sistemerà nel migliore dei modi!

Riguardo le tue domande, provvedo a chiarire i tuoi dubbi: non si applica l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in quanto, al momento del licenziamento, i dipendenti a tempo indeterminato erano soltanto 15.


Il lavoratore ha comunque diritto al risarcimento del danno e al pagamento delle retribuzioni mensili, anche nell'ipotesi del reintegro sul posto di lavoro.

Per ridurre l'entità del risarcimento, consiglio comunque al tuo datore di lavoro di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, con cui manifesta al lavoratore licenziato, la volontà immediata di reintegrarlo. Vorrei che ti fosse chiara la circostanza che tu, in quanto lavoratore dipendente non puoi essere chiamata a rispondere direttamente del danno provocato.
Cordiali saluti

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