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Contratti - Poteri del liquidatore e autofinanziamento della società cooperativa





Gentili Avvocati,
sono uno dei circa 540 soci di una Cooperativa Edilizia a.r.l. in LIQUIDAZIONE VOLONTARIA, con a capo un Liquidatore nominato dal Tribunale (Liquidazione Volontaria perchè alcuni anni fa noi soci non siamo riusciti ad eleggere il C.d.A.).

DOMANDA:
Questo Liquidatore può inviare a noi soci, tramite l’ufficio del Giudice di Pace, “decreti ingiuntivi con La provvisoria esecutività”  per richiedere una somma di autofinanziamento, pari a 1800 euro per ciascun socio, che più volte in assemblea i soci hanno rigettato e NON hanno deliberato, perché non ci erano state  date assicurazioni sulla definitiva chiusura della Cooperativa?

Da premettere anche che lo stesso liquidatore, in risposta del rifiuto dell'assemblea di deliberare tale autofinanziamento ed in presenza anche della bocciatura del bilancio per due anni di seguito, ha anche richiesto al Tribunale Civile lo stato di insolvenza ed il tribunale non si è ancora espresso.
La nostra cooperativa è anche sottoposta ad una procedura esecutiva del Tribunale - esecuzioni immobiliari.

Infine, in risposta alla domanda fattagli da un socio in merito al criterio con il quale sono stati scelti ed inviati ad un gruppo di soci tale decreto ingiuntivo, il Liquidatore ha risposto:
“mi è facile rispondere a questa domanda. Nessun criterio, siccome non conosco i soci, ho preso l’elenco dei soci e come fanno i bambini giocando a mosca cieca ho fatto inviare tali decreti ai soci a caso”.

Se possibile avere una risposta URGENTE a tale quesito, indicando soprattutto fonti normative e/o sentenze, magari della Cassazione, a tale riguardo.
Cordiali saluti



RISPOSTA



Non esiste una sola norma ovvero una sola sentenza che autorizzi il comportamento illegittimo del liquidatore in questione.

L'articolo 2545-duodecies del codice civile, in materia di scioglimento della società cooperativa, rinvia alle norme previste per le società di capitali, ossia l'articolo 2484 c.c. e seguenti.
Esaminiamo le norme in materia di funzioni dei liquidatori e procedimento di nomina degli stessi.

2487.(Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di svolgimento della liquidazione)

- [1] Salvo che nei casi previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo comma dell'articolo 2484 non abbia già provveduto l'assemblea e salvo che l'atto costitutivo o lo statuto non dispongano in materia, gli amministratori, contestualmente all'accertamento della causa di scioglimento, debbono convocare l'assemblea dei soci perché deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, su:

a) il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento del collegio in caso di pluralità di liquidatori;
b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società;
c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione; i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell'azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi; gli atti necessari per la conservazione del valore dell'impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo.

- [2] Se gli amministratori omettono la convocazione di cui al comma precedente, il tribunale vi provvede su istanza di singoli soci o amministratori, ovvero dei sindaci, e, nel caso in cui l'assemblea non si costituisca o non deliberi, adotta con decreto le decisioni ivi previste.

- [3] L'assemblea può sempre modificare, con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, le deliberazioni di cui al primo comma.

- [4] I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea o, quando sussiste una giusta causa, dal tribunale su istanza di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.


2489. (Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori).

Salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società. I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell’incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori.

2491. (Poteri e doveri particolari dei liquidatori)

- [1] Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti.

- [2] I liquidatori non possono ripartire tra i soci acconti sul risultato della liquidazione, salvo che dai bilanci risulti che la ripartizione non incide sulla disponibilità di somme idonee alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali; i liquidatori possono condizionare la ripartizione alla prestazione da parte del socio di idonee garanzie.

- [3] I liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni cagionati ai creditori sociali con la violazione delle disposizioni del comma precedente.


Dopo avere esaminato le suddette norme possiamo concludere che:

1) i liquidatori si occupano della liquidazione ossia, secondo la giurisprudenza della Cassazione, “di una operazione attraverso la quale si ha la definitiva disgregazione e defunzionalizzazione del patrimonio aziendale. Con la liquidazione infatti, si ha la definitiva interruzione delle attività aziendali a, differenza invece delle operazioni di fusione o scissione, finalizzate alla prosecuzione dell’attività previa riorganizzazione ovvero ristrutturazione delle compagini societarie e degli asset aziendali”. Le operazioni di autofinanziamento sono operazioni di amministrazione attiva che non hanno nulla a che vedere con la cessazione dell'attività societaria, con la liquidazione e con i poteri dei liquidatori che sono teleologicamente circoscritti per legge.

2) Ai sensi dell'articolo 2491, I comma, “se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti”. Vi deve essere un adeguato titolo giuridico affinché i versamenti siano “ancora dovuti” dai soci, quindi deve sussistere una delibera dell'assemblea. Poiché hai scritto che la delibera è assente, i versamenti non sono dovuti, quindi i liquidatori non hanno titolo per chiedere nulla ai soci.

3) Ragionando per assurdo, anche se i versamenti fossero dovuti dai soci, gli importi in questione devono essere richiesti “proporzionalmente”, ai sensi della suddetta norma, e non con il gioco della mosca cieca. Sarebbe più che sufficiente il termine “proporzionalmente”, indicato dall'articolo 2491, I comma, per opporsi al decreto ingiuntivo, con atto di citazione presentato presso lo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento, entro 40 giorni dalla notifica, ai sensi dell'articolo 645 del codice di procedura civile. I soci che hanno ricevuto il decreto devono quindi rivolgersi ad un avvocato, per opporsi al decreto, indicando la violazione dell'articolo 2491 del codice civile. Nell'opposizione si farà presente che l'autofinanziamento non è stato deliberato dall'organo competente assembleare e che la società cooperativa a.r.l. risponde con il proprio patrimonio riguardo ai debiti sociali, quindi i soci non possono rispondere con i propri beni, esattamente come in una società a responsabilità limitata.

Mi chiedi della giurisprudenza in merito alla tua vicenda. La legge è talmente chiara a tal proposito, che non sussistono dubbi interpretativi degni di essere esaminati dalle Sezioni Unite della Cassazione.

L'autofinanziamento deve essere deliberato dall'assemblea, l'assemblea non ha deliberato in tal senso, il liquidatore si occupa di liquidare il patrimonio e non di amministrazione attiva come gli amministratori, i versamenti non sono dovuti dai soci e se per assurdo fossero dovuti, dovrebbero essere richiesti “proporzionalmente” ex art. 2491, I comma del codice civile. La soluzione della controversia è talmente evidente che non lascia spazio a scuole di pensiero giurisprudenziali.

Semmai, ai sensi dell'articolo 2487, IV comma, vi consiglio di presentare ricorso al tribunale per revocare per giusta causa il liquidatore, oltre a chiedere un equo risarcimento danni.

Sussiste giusta causa, ai sensi dell'articolo 2489, II comma, per cui “I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell’incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori”.

Il gioco della mosca cieca, sostituirsi illegittimamente all'assemblea (anche nel caso in cui l'autofinanziamento sia opportuno: non è competenza del liquidatore esprimersi nel merito della questione) sono in netto contrasto con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell'incarico.

Infine, vorrei precisare che sono irrilevanti, ai fini della soluzione della controversia, le circostanze relative alla richiesta dello stato di insolvenza, presentata al Tribunale, e dell'esecuzione immobiliare in atto.

Cordiali saluti.

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