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Contratti - Permuta di autoveicolo, garanzia per vizi, normale usura del mezzo





All'atto dell'ritiro in seguito all'acquisto di un autocarro nuovo come ditta individuale di trasporti, consegno in permuta al concessionario un mio autocarro usato. Viene redatta la scheda d'uso dal loro meccanico sulla quale viene evidenziata nello "stato del motore" un'eccessiva fumosità allo scarico ed un consumo d'olio elevato (il mio mezzo è del 2001, ha un motore di 2800 cc. ed un chilometraggio di quasi 300.000 Km, quindi relativamente elevato in relazione al tipo di motore, con uno stato di usura pertanto abbastanza avanzato). Vengo quindi invitato, dopo che loro hanno avuto la possibilità di visionare il mezzo per una giornata intera, ad andare a firmare l'atto di vendita senza ricevere il pagamento del mio mezzo dicendomi che è loro prassi pagare la fattura (che io nel frattempo ho emesso) dopo circa una settimana.
Dopo due giorni ricevo una loro comunicazione nella quale dichiarano che "il mezzo da me restituito non è conforme a quanto pattuito" e solo a voce mi dicono che questa non conformità dipende dallo stato del motore.
Ovviamente a distanza di un mese non ho ancora ricevuto alcun pagamento. Mi chiedo se questo comportamento risulta corretto anche in relazione al fatto che al fondo della scheda dello stato d'uso che ho controfirmato è prestampata una frase che dice che accetto eventuali addebiti di ripristino nel caso in cui si riscontrassero malfunzionamenti e/o difetti oltre la normale usura del mezzo;
chiedo pertanto se questa dichiarazione ha valore oppure conta solo quanto previsto dal codice civile che prevede sì una garanzia sulla conformità di quanto venduto, ma la esclude se il compratore è a conoscenza di eventuali difetti o se questi sono facilmente riconoscibili. Io tra l'altro non ho dichiarato che il mezzo era esente da vizi, anzi al venditore ho fatto presente fin da subito che il chilometraggio era elevato ed il motore quindi non più prestante come uno nuovo. Credo che di fronte ad eventuali perplessità avrebbero potuto rimandare la firma e semmai prima di essa rinegoziare il prezzo di acquisto. Vengo infine a conoscenza tramite il loro legale che la loro posizione è di assoluto diniego per ciò che riguarda il pagamento, in quanto si riservano prima di quantificare l'ammontare per il ripristino del mezzo, riconfermandomi che il motore presentava dei non più specificati difetti.



RISPOSTA



La dichiarazione posta in calce alla scheda, relativa allo stato d’uso del veicolo dato in permuta, prevale sulle disposizioni codicistiche, essendo il risultato del mutuo consenso delle parti contrattuali che sono libere di derogare alla legge, in via convenzionale.
Sarebbe sufficiente questa premessa, per affermare che il comportamento della tua controparte contrattuale è assolutamente illegittimo; è opportuno sottolineare inoltre, come la disciplina che hai evidenziato nella tua mail, riconosce il tuo diritto di ottenere il pagamento pattuito.
Esaminiamo gli articoli in questione che, alla luce del rinvio contenuto nell’articolo 1555 del codice civile, si applicano anche nella fattispecie contrattuale della permuta.

Art. 1490 del codice civile: Garanzia per i vizi della cosa venduta.

Il venditore e' tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui e' destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa.

Art. 1491 del codice civile: Esclusione della garanzia.

Non e' dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa; parimenti non e' dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi.

Vero che il venditore è tenuto, in generale, alla garanzia ex 1490 c.c., tuttavia, nel tuo caso, il compratore ha avuto modo di constatare lo stato d’uso del veicolo per una giornata intera, il vizio era riconoscibile ed è stato peraltro riconosciuto, e soprattutto, non hai mai dichiarato che il veicolo, oggetto dello scambio, fosse esente da vizi.
Inoltre la controparte si rifiuta di specificare quali sono i vizi per cui ritiene di non dover versare l’importo in denaro pattuito; tale comportamento è dettato dalla circostanza per cui, i vizi del veicolo sono esclusivamente dovuti alla normale usura del mezzo. Qualunque veicolo della stessa tipologia di quello oggetto della permuta, con un chilometraggio di 300.000 Km, sarebbe nelle condizioni che hai descritto nella tua mail; si tratta di uno stato di usura che rientra nei parametri della normalità e dell’ordinarietà.
Infine vorrei sottolineare un particolare di fondamentale importanza: è stato firmato un contratto che vincola le parti e che non può essere sciolto, se non per mutuo consenso. Avrebbero dovuto sollevare queste eccezioni prima della firma del contratto.
Ti consiglio pertanto di rivolgerti al tuo avvocato di fiducia per citare in giudizio la controparte contrattuale, al fine di ottenere il pagamento del corrispettivo pattuito.
Come puoi notare, il concessionario non ha nemmeno delle argomentazioni per “arrampicarsi sugli specchi”, perché hai pienamente ragione da tutti i punti di vista.
Cordiali saluti.

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