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Diritto del lavoro - Responsabilità del cassiere per la deficienza di cassa in banca





Buonasera, mi chiamo R. e lavoro come cassiere in un istituto di credito. Volevo capire se è davvero importante aderire ad una polizza cassieri che copre dai rischi patrimoniali.
Un quesito che mi chiedo è questo: visto che gli archivi sono accessibili a tutti i dipendenti, è possibile che alcune distinte di prelievo di denaro, o altre operazioni di cassa vadano smarrite. Nel caso succede, e ci contestano un'operazione, ad. es. un prelievo sul c/c, è il cassiere a risponderne e a rimetterci i soldi?
Volevo avere un chiarimento in merito.
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.



RISPOSTA



Ti consiglio di aderire ad una “polizza cassieri”, perché l’esperienza ci insegna che gli Istituti di credito accettano difficilmente giustificazioni, in caso di eventi che arrecano loro danno.
In tutti i casi possibili si attribuisce al lavoratore la responsabilità del danno.
Spesso le banche, a mezzo dei propri servizi ispettivi od altro, intervengono per evidenziare le responsabilità dei cassieri. Gli interventi del servizio ispettivo sono temporalmente scollegati dal momento in cui sono successi i fatti e chi contesta gli errori di responsabilità, pur lavorando nella stessa azienda, segue logiche ben diverse da quelle del tempo in cui si è operato.
E’ necessario fare chiarezza sulle responsabilità del cassiere, partendo da due fondamentali presupposti:

1) le uniche regole che valgono sono quelle delle normative vigenti: la chiara e corretta applicazione delle norme è l’unico sistema per cautelarsi al massimo, dal punto di vista delle responsabilità personali.

2) l’unico caso in cui il cassiere deve, per contratto, reintegrare la somma, è la deficienza di cassa, perché percepisce l’indennità di cassa proprio per questo rischio. Quando il cassiere ha in mano un titolo di credito, tale titolo, seppur impagato, è nelle disponibilità della banca e non si ha quindi deficienza di cassa. Se il cassiere/operatore bancario ha negoziato e/o pagato un titolo di credito, senza rispettare le disposizioni di servizio (mancata identificazione, irregolarità nel titolo non protestato, mancanza di fondi e protesto, assegni non trasferibili con più girate, assegni rubati, firma di traenza falsa, ecc..) la banca ha titolo sufficiente per poter chiamare il cassiere o chi altro a rispondere patrimonialmente nei suoi confronti. L’unico rimedio per il cassiere, di evitare il sorgere della responsabilità patrimoniale, nei confronti della banca, è quello di aderire ad una polizza collettiva “rischi cassa”, che copra deficienze di cassa per contanti o valori, conseguenti a negligenza o errori involontari commessi nell’esercizio dell’attività professionale di cassiere, purché confermate dai prescritti controlli di banca.
Le deficienze di cassa che il dipendente tenuto a rifondere alla banca sono esclusivamente quelle riscontrabili in sede di chiusura contabile giornaliera e che sono determinate dalla mancanza di contante od altro titolo di credito.

I titolari di “polizza cassieri” devono segnalare personalmente la denuncia del sinistro entro 3 giorni.
L’azienda di credito, in ogni caso, non può agire di iniziativa, segnalando il sinistro alla Compagnia assicurativa del dipendente, e una tale prassi, anche se abbastanza diffusa, è giuridicamente scorretta e va respinta anche mediante ricorso del giudice che imporrà alla banca la restituzione di quanto illegalmente recuperato e si pronuncerà sull’ammontare del debito e sulle forme di eventuale risarcimento. Il risarcimento può avvenire mediante trattenuta in busta paga che l’azienda può operare anche senza autorizzazione del dipendente stesso.

Il cassiere non può rispondere dello smarrimento in archivio di alcune distinte di prelievo di denaro; la responsabilità sarà dell’operatore responsabile dell’archivio ovvero del dirigente che non ha posto in essere tutte le misure idonee a cautelarsi da un evento simile.

Tanto premesso, ribadisco, nonostante tutto, l’opportunità di aderire ad una polizza cassieri, al fine di evitare contenziosi giudiziari, dinanzi al Tribunale, onerosi per le tue tasche, molto più del premio annuale richiesto dall’assicurazione.
Sebbene il Tribunale con sentenza, al termine del processo, condannerebbe la banca/datore di lavoro, sollevandoti da ogni responsabilità, tu saresti ugualmente costretto a sopportare i relativi costi processuali, oltre al disagio dovuto a tempi processuali piuttosto lunghi.
Inoltre, sbagliare è umano, quindi potrebbe capitare anche a te, di dover rifondere alla banca, una deficienza di cassa.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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