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Conservazione posto di lavoro per ufficiali in ferma prefissata





buonasera,
ho partecipato all'11° corso per Ufficiali in Ferma Prefissata (AUFP) della Marina Militare risultando idoneo (decreto bando G.U. 170 /2011).


Qualora venga chiamato al corso in accademia,HO DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO?


(sono un dipendente del gruppo Ferrovie dllo Stato, CCNL Attività Ferroviarie.) All'art. 12 del bando è riportato il diritto alla conservazione del posto di lavoro,D.P.R. 14 Febbraio 1964,n. 237 e L. 3 Maggio n. 370 del 1955 nonchè, nella prefazione, si fa riferimento al codice ordinamento militare, dlgs. 15 marzo 2010.
Cordiali saluti



RISPOSTA



Confermo il tuo diritto alla conservazione del posto di lavoro, per l'espletamento dell'incarico di ufficiale della marina militare, ai sensi dell'articolo 1 della legge del 3 maggio 1955, n. 370, in materia di conservazione del posto ai lavoratori richiamati alle armi

Articolo 1.

Il richiamo alle armi per qualunque esigenza delle Forze armate degli operai permanenti e temporanei nonché degli incaricati stabili e provvisori dipendenti dallo Stato sospende il rapporto di lavoro per tutto il periodo del richiamo stesso e il predetto personale ha diritto alla conservazione del posto.
Il tempo trascorso in servizio militare da richiamato e fino alla presentazione per riprendere il posto di lavoro è computato agli effetti dell'anzianità di servizio.


L'articolo 38 del tuo contratto collettivo di lavoro, conferma il contenuto della legge appena citata.

ART. 38 - SERVIZIO MILITARE O SERVIZIO CIVILE SOSTITUTIVO

1. Il servizio di leva, il servizio civile sostitutivo o il richiamo alle armi non risolvono il rapporto di lavoro.
2. Il lavoratore chiamato al servizio di leva, al servizio civile sostitutivo ovvero richiamato alle armi ha diritto alla conservazione del posto fino ad un mese dopo la cessazione del servizio stesso.
3. Se il lavoratore chiamato a svolgere i servizi di cui al punto 1 risolve il rapporto di lavoro, ha diritto a tutte le indennità che gli competono a norma delle disposizioni vigenti all’atto della chiamata, ma in tal caso non ricorre l’obbligo del preavviso né il diritto alla relativa indennità sostitutiva.
4.In caso di chiamata o di richiamo alle armi le norme stabilite dal presente articolo si intendono completate con quelle previste dalla legge vigente al momento della chiamata o del richiamo stesso, nonché da quanto contenuto nella legge 26.2.1987, n. 49, "Nuova disciplina della cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo".

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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