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Impresa appaltatrice chiede compenso extra non pattuito nel contratto di appalto





Buongiorno, scrivo in quanto ci troviamo in una spiacevole situazione con l'impresa che ha effettuato i lavori di ristrutturazione della nostra abitazione. A fronte di un contratto di circa 30.000EUR, saldati in anticipo, ora che sono terminati i lavori ci viene inviata una fattura di 10.000EUR extra per lavori che l'impresa ha eseguito senza preventivo accordo economico ed in alcuni casi senza nemmeno il nostro benestare.
Il contratto tra le parti recita chiaramente che ogni costo extra deve essere preventivato ed approvato per iscritto, cosa che non è avvenuta in alcun caso.
Abbiamo diritto di rifiutare il pagamento e diffidare l'impresa dall'emettere fattura?
Grazie e saluti.



RISPOSTA



In considerazione di quanto previsto nel contratto di appalto, avete diritto di rifiutare il pagamento della fattura per un importo di 10.000 euro, diffidando l'impresa appaltatrice ad emettere nota di accredito, al fine di annullare la predetta fattura, effettuando la variazione dovuta anche a fini fiscali. Ti ricordo che la nota di accredito deve necessariamente essere emessa entro un anno dall’operazione a cui si riferisce, quindi entro un anno dalla consegna del bene o dalla prestazione del servizio.

Ti ricordo inoltre, che la variazioni del progetto iniziale, dovevano essere concordate ai sensi dell'articolo 1659 del codice civile, quindi dovevano in concreto essere autorizzate per iscritto dal committente.

Art. 1659 del codice civile. Variazioni concordate del progetto.
L'appaltatore non può apportare variazioni alle modalità convenute dell'opera se il committente non le ha autorizzate.
L'autorizzazione si deve provare per iscritto.
Anche quando le modificazioni sono state autorizzate, l'appaltatore, se il prezzo dell'intera opera è stato determinato globalmente, non ha diritto a compenso per le variazioni o per le aggiunte, salvo diversa pattuizione.


Quand'anche si fosse trattati di variazioni del progetto necessarie per la realizzazione dell'opera a regola d'arte, tali variazioni dovevano essere quanto meno comunicate con raccomandata a/r al committente, in modo da consentirgli il recesso dal contratto di appalto, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 1660 del codice civile, trattandosi di variazioni di notevole entità.

Art. 1660 del codice civile. Variazioni necessarie del progetto.
Se per l'esecuzione dell'opera a regola d'arte è necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano, spetta al giudice di determinare le variazioni da introdurre e le correlative variazioni del prezzo .
Se l'importo delle variazioni supera il sesto del prezzo complessivo convenuto, l'appaltatore può recedere dal contratto e può ottenere, secondo le circostanze un'equa indennità.
Se le variazioni sono di notevole entità, il committente può recedere dal contratto ed è tenuto a corrispondere un equo indennizzo.


Vi invito pertanto ad infischiarvene di quanto indebitamente richiesto dall'impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazione dell'immobile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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