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Determinazione tariffe Tari aliquote commercianti





Pregiatissimo avvocato, sono un sindaco di un comune di 2000 abitanti in una situazione di forte imbarazzo con i commercianti del suo paese, a causa delle tariffe TARI, la componente della IUC. La Tariffa è dovuta da chi a qualsiasi titolo occupa o conduce locali, a qualunque uso adibiti, esistenti nel territorio comunale.
Ci sono alternative per la determinazione delle tariffe aliquote TARI rispetto al metodo normalizzato del DPR 158 del 1999 ?.
Vorrei farle presente che a novembre abbiamo deliberato il ritorno alla Tarsu al posto della Tares, per evitare un massacro fiscale a carico dei commercianti. .
Soltanto che le aliquote Tarsu del nostro comune, non erano stabilite in ragione di coefficienti quantitativi e qualitativi, con apposito studio, anzi … fondamentalmente non vi era differenziazione tra attività economiche, ai fini della tassazione..
Resto in attesa di un suo riscontro.



RISPOSTA



Ai fini TARI, così come per la Tares, il «metodo normalizzato» (Dpr 158/1999) dovrebbe rappresentare la regola nella determinazione delle tariffe,anche se sono possibili diverse deroghe. In particolare, i Comuni, con delibera del consiglio comunale, possono utilizzare i coefficienti che già venivano impiegati nella Tarsu. Molti Comuni, però, hanno applicato negli anni la Tarsu senza fissare coefficienti quali – quantitativi, e in questi enti, con l'applicazione della Tari, saranno possibili forti modificazioni del carico tributario, specialmente a carico delle attività commerciali. Il Comune in concreto potrebbe determinare le tariffe Tari, alla luce dei criteri ex Tarsu, facendo riferimento a coefficienti quantitativi e qualitativi, ai sensi dell'articolo 65 del decreto legislativo 507 del 1993, al fine di agevolare anche i commercianti, tuttavia l'applicazione dei criteri ex Tarsu presuppone che il comune in passato abbia determinato tali coefficienti di produttività dei rifiuti, qualitativi e quantitativi, con apposito studio.

Poiché nel comune in questione, tutto questo non è stato adottato in passato, non sussiste alternativa all'applicazione del metodo normalizzato !
Vorrà dire che il comune, con apposito regolamento Tari, disporrà riduzioni ed esenzioni, senza però eccedere il limite del 7% del costo complessivo del servizio, ponendo tale costo a carico del bilancio comunale. Le agevolazioni Tari, a favore di famiglie, artigiani ed imprese commerciali, possono essere collegate alla capacità contributiva dei contribuenti, desunta gli indicatori della situazione economica (Isee) ovvero in presenza di determinate situazioni in cui si presume che vi sia una minore capacità di produzione di rifiuti.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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