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2 Consulenze:


1 - Pretesa creditoria e prescrizione parcella/onorari avvocati

 



 

 

 

 

Patrizia da Catanzaro:

 

Debitrice,vinco ma non intasco niente perchè ci sono altri creditori purtroppo privilegiati,tuttavia è ancora in corso il processo esecutivo che vede coninvolti beni del debitore(ma ci sono poche possiblità si solvenza),il valore iniziale della causa quindi del credito vantato ammontava a circa £35.000.000,gli interessi e il tempo trascorso da allora hanno fatto lievitare di molto il credito che purtroppo sembra ormai quasi irrecuperabile.l'ultimo atto(sollecito) del mio avvocato difensore con invito a pagare onorari, risale al lontano 1999.

 

 

PUO' L'AVV. A DISTANZA DI 10 ANNI CHIEDERE DI ESSERE PAGATO ULTERIORMENTE PER ALTRI 15.000 EURO(HA GIA' AVUTO £7.000.000),NONOSTANTE NON ABBIA OTTENUTO NIENTE DEL MIO CREDITO,PUR AVENDO STRAVINTO IL CONTENZIOSO GIUDIZIARIO CONTRO IL DEBITORE? NON CADE IN PRESCRIZIONE L'ONORARIO DOPO UN CERTO NUMERO DI ANNI? E AMMESSO CHE ABBIA DIRITTO AD ESSERE PAGATO,PUO' CHIEDERE UNA CIFRA COSI' SALATA?

 

 

E SOPRATTUTTO PUO' CHIEDERMI I SOLDI INVCE CHE AL DEBITORE(che ha perso il processo) ?

 

 

 

avvocatogratis.it risponde

Ai sensi dell’articolo 2934 del codice civile, ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non l’esercita per il tempo determinato dalla legge; ai sensi dell’articolo 2943, IV comma, del codice civile “la prescrizione è interrotta da ogni atto che valga a costituire in mora il debitore” (ad esempio una raccomandata con cui si intima al debitore di adempiere).

Ai sensi dell’articolo 2946 del codice civile, i diritti si estinguono per prescrizione, con il decorso di dieci anni, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente. L’articolo 2956, I comma, numero 2, prevede la prescrizione di tre anni, per il compenso dell’opera prestata dai professionisti e per il rimborso delle spese correlative. Pertanto, se sono trascorsi più di tre anni dal termine dell’esecuzione forzata (quindi dal momento in cui è stato posto in essere l’ultimo atto giudiziario della procedura), senza che l’avvocato abbia richiesto il suo onorario (ovviamente per iscritto perché le richieste verbali sono impossibili da dimostrare in un giudizio), possiamo considerare il diritto di credito del professionista estinto per prescrizione.

L’obbligazione dell’avvocato si configura come un’obbligazione di mezzi e non di risultato pertanto, il professionista matura il diritto all’onorario indipendentemente dall’esito della controversia giudiziaria o dal soddisfacimento delle pretese creditorie del suo assistito.

Tuttavia se il giudice ha condannato al pagamento delle spese processuali la parte processuale avversa al proprio cliente, l’avvocato non può pretendere l’onorario dal suo assistito, giustificando tale richiesta, alla luce dell’insolvenza del debitore.

La pretesa creditoria dell’avvocato resterà insoddisfatta esattamente come il diritto di credito del suo assistito. Se ritieni le richieste dell’avvocato particolarmente esose, puoi chiedere al tuo legale di allegare alla fattura, il parere favorevole del suo Consiglio dell’Ordine. Tale organo ha la funzione di controllare che gli avvocati abbiano applicato le tariffe forensi per determinare il compenso dovuto.

Il mio consiglio, se i fatti si sono svolti come mi hai descritto, è di rifiutare il pagamento dell’onorario. Il diritto al compenso dell’avvocato è comunque caduto in prescrizione.

Cordiali saluti

 

2 - Prescrizione decennale diritto al compenso commercialista in caso di contratto scritto





Buongiorno, Avrei bisogno di una consulenza in merito alla prescrizione degli avvisi di parcella del commercialista. Ho chiuso la partita iva nel 2013, fino a ieri mattina mai più avuto a che fare con il commercialista di allora. Ieri mi chiama la segretaria e mi chiede di pagare avvisi di parcella secondo loro non saldati del 2013-14, da allora mai ricevuto nessuna comunicazione tranne una mail (finita nello spam) datata 11/11/2015 con allegata una stampata dei presunti avvisi di parcella ma non una regolare parcella
Vorrei sapere un giudizio sulla cosa.

RISPOSTA



Si prescrive in tre anni il diritto dei professionisti, per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative, ai sensi dell'articolo 2956 I comma numero 2 del codice civile. Tuttavia, secondo il recente orientamento della Corte di Cassazione, sentenza n. 763/2017, risulta applicabile la prescrizione presuntiva triennale, soltanto in assenza di accordo scritto tra cliente e dottore commercialista. In presenza di accordo scritto, con il quale si conferisce l'incarico professionale, si applica la prescrizione decennale ordinaria di cui all'articolo 2946 del codice civile.
Si applica la prescrizione ordinaria in materia contrattuale. La prescrizione presuntiva triennale non si applica in presenza di un contratto scritto, idoneo a fissare in modo certo e stabile, il compenso da erogare al professionista.

Generalmente, le partite Iva stipulano un contratto professionale scritto con il dottore commercialista per “curare” la contabilità e seguire gli adempimenti fiscali. In presenza di un contratto scritto – conferimento di incarico professionale per iscritto, poiché la prescrizione sarebbe decennale, nel caso “de quo”,il dottore commercialista avrebbe pieno diritto a reclamare i suoi compensi imputabili temporalmente alle annualità 2013-2014.

L'email in questione non è idonea ad interrompere la prescrizione, non essendo stata firmata digitalmente; inoltre non si è trattata di una pec inviata ad altra pec del cliente.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: