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Diritto penale - Querela per diffamazione e dimissioni del lavoratore





Buonasera.
Scrivo per conto di mia moglie che lavora come parrucchiera e sono a richiedere una consulenza su come tutelarla dalla situazione in cui si è “cacciata”

Mia moglie lavora in un negozio di parrucchiera come operaia.
Nel mese di Aprile del 2009 è entrata in maternità obbligatoria, maternità che cesserà il 31 marzo prossimo e dopo tale data doveva rientrare a lavorare.
In questi mesi ha riscosso regolarmente la busta paga.
Nella giornata odierna, al momento della riscossione mensile si è presentata dalla datrice di lavoro la quale si è fatta trovare accompagnata dalla propria commercialista che le ha poi presentato una lettera di dimissione da firmare con effetto immediato.
La causa di tale gesto è derivata dal fatto che la datrice di lavoro di mia moglie afferma di avere dei testimoni che certificano il fatto che, nel periodo precedente alla maternità, mia moglie andava spargendo la voce che la padrona del negozio avesse un amante. In oltre, dato che la signora è anziana e avevamo intenzione di rilevare l’attività al momento del pensionamento della signora (motivo per cui 3 anni fa mia moglie era entrata a lavorarci), la datrice di lavoro afferma che l’abbiamo presa in giro in quanto mia moglie diceva che il negozio non navigava in buone acque e che non lo avrebbe rilevato nelle condizioni in cui si trovava.
Per tanto la datrice di lavoro ha obbligato mia moglie a firmare le dimissione altrimenti avrebbe fatto scattare una denuncia per diffamazione.

Il fatto che mia moglie sia andata a spargere delle voci del genere purtroppo e vero e su questo non discuto, ma il fatto che abbia firmato la lettera di dimissione, come da richiesta, non impedirebbe comunque una azione legale nei confronti di mia moglie.

Dato che l’accordo verbale c’è stato per evitare comunque possibili ripercussioni future, come possiamo fare per siglare tale accordo in modo ufficiale e quindi evitare qualsiasi problema un domani?
Ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrete darmi.

Cordiali saluti.



RISPOSTA



Perché tua moglie ha firmato la lettera di dimissioni dal suo lavoro? Adesso non è possibile fare più niente. Non solo: il datore di lavoro di tua moglie potrebbe tranquillamente sporgere querela per diffamazione, nonostante tua moglie abbia accettato il ricatto. Il patto di non sporgere querela, qualora tua moglie decida di firmare le dimissioni è nullo, quindi l’anziana signora ha facoltà di non rispettarlo e tua moglie non avrebbe alcuna tutela giuridica. Ripeto: la querela può essere presentata, anche a seguito della dimissioni di tua moglie. Non è possibile mettere per iscritto questo patto, perché è un ricatto, quindi è nullo. Le dimissioni invece, una volta firmate, sono valide, purtroppo per tua moglie.

Inoltre devi considerare il termine di prescrizione per sporgere querela per diffamazione di tre mesi dall’accadimento dei fatti. Probabilmente il reato di diffamazione, posto in essere da tua moglie, era già prescritto e la signora non avrebbe potuto fare un bel niente.

Al giorno d’oggi, in Procura, giacciono centinaia di querele relative a reati che cadranno in prescrizione, semplicemente perché i magistrati non hanno tempo per istruire il fascicolo.

Una querela per diffamazione ha il 99% di possibilità di non essere presa in considerazione dalla pubblica accusa (il pubblico ministero).

Mi dispiace davvero: avresti dovuto consultare il nostro studio legale on line, prima di far firmare le dimissioni.

Cordiali saluti.

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