Questo sito utilizza i cookies per gestire la navigazione ed altre funzioni

L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Diritto di famiglia - Obbligo degli alimenti e fienile in comproprietà





Buongiorno, mi chiamo M M e ho 34 anni e Vi pongo la seguente questione:
Abito con i miei genitori e contribuisco fortemente al loro mantenimeno in quanto solo mio padre è titolare di una pensione di 800 euro. Oltre alle spese succitate ho dovuto affrontare diverse spese impreviste di carattere medico e per fronteggiare una situazione economica sempre più pesante e di aver contratto dei debiti in tal senso. I miei due fratelli, sposati e con figli, si ritrovano anch'essi in una situazione precaria per quanto concerne il lavoro e non hanno contribuito mai. Ora la situazione è insostenibile sopratutto anche a fronte di mia sorella che non riesce a reggere un mutuo in quanto in mobilità professionale e con la prospettiva che la figlia (mia nipote) non possa andare all'Università. Io e mio padre siamo proprietari individuali di uno fienile che però non è diviso in due parti separer ma congiunto e quindi vendibile solo per intero se si vuole che qualcuno lo comperi. Io voglio vendere mentre mio padre non vuole. Io sono stanco di arrancare e vorrei anche aiutare mia sorella dato che potrebbe farlo adesso mio padre nei suoi confronti. e mio padre non vuole vendere in nessuno modo, di sentirne ragioni ..perchè spera in chissà quaòe miracolo..... Il fienile è solo un insieme di sassi di cui la famiglia non ha nessuna utilità di possederlo e comunque stimato 45 mila euro. Posso obbligare, costringere in tribunale in qualche maniera mio padre a vendere per fronteggiare la situazione economica .... A mio fratello nulla è dovuto perchè a suo tempo ha ricevuta in donazione la vecchia casa di famiglia da parte di mio padre. personalmente sono stanto di avere a che fare, sottostare, all'egocentrismo e d orgoglio personale di mio padre, o meglio per colpa di questi veder vanificare il futuro di mia nipote o l'aumentare delle difficoltà economiche quando si ha a disposizione qualcosa di non utile (fienile) che può alleviare in parte le difficoltà. Con le buone nulla ....proviamo con le cattive dato che non voglio starmene con le mani in mano a vedere l'ulteriore sfascio della mia famiglia ....!!!!!!



RISPOSTA



Le norme in materia di comunione dei beni sono molto chiare: non è possibile vendere l'intero fienile, senza il consenso di tuo padre.
Riporto gli articolo 1103 e 1108 del codice civile:

Art. 1103 (Disposizione della quota)

Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota.

Art. 1108 (Innovazioni ed altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione)

Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purché esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa. Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti. È necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni. L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune.

Sebbene le suddette norme, in materia di comunione legale, ti impediscano di vendere l'intero fienile, hai la possibilità di esercitare una certa pressione, sulla decisione di tuo padre, in merito alla vendita.
Ai sensi dell'articolo 438 del codice civile, in caso di rifiuto, da parte di tuo padre, relativamente alla vendita del fienile, hai diritto di far cessare il tuo obbligo di mantenimento (obbligo degli alimenti), nei suoi confronti. Riporto la norma suddetta:

Art. 438 Misura degli alimenti

Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento. Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.

Tuo padre non versa in stato di bisogno, perchè ha la comproprietà di un cespite del valore di 45.000 euro. Né può rifiutarsi di venderlo per una questione di orgoglio. Serve un minimo di buon senso: se una persona si ritrova in stato di bisogno, prima di ricorrere al mantenimento dei parenti, deve cedere tutti i suoi cespiti. Non è possibile farsi mantenere dai parenti, pur avendo proprietà immobiliari intestate.
Metti tuo padre dinanzi ad una scelta perentoria: decidere di vendere il fienile ovvero rinunciare alla tua assistenza economica ed alle tue cure.

Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale