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Diritto di famiglia - Separazione giudiziale e consensuale dei coniugi





Buona sera sono B. G. e Vi spiego il mio problema ci siamo sposati otto anni fa ,e abbiamo capito che figli normalmente non sarebbero mai arrivati ,vari fecondazione negativo..ci siamo rivolti in Spagna per un ovodonazione..col mio seme , felicemente è arrivata una bimba,appena dopo il parto,mia moglie è diventata super protettiva e gelosissima ,non ha voluto avere rapporti sessuali (ormai da quasi due anni.).motivazione a suo dire viene poco considerata e maltrattata verbalmente da me .Spalleggiata dai suoi vorrebbe separarsi e minaccia di farmi vedere la piccola una volta alla settimana..prima della fecondazione io lavoravo con una ditta che mi pagava 2500euro .. non abbiamo avuto nessun problema , poi questa è stata acquistata da un altra società pubblica si trova dove risiedo e il mio reddito è diminuito di oltre 1000 euro....lei si è sempre lamentata ,dicendomi di trovarmi un altro lavoro...che questo può anche avvenire ma mi porterebbe a restare tutto il giorno fuori casa e alcune volte anche dormire fuori residenza...ma sinceramente preferisco stare vicino alla mia famiglia,da quando ho cambiato reddito ho proposto a mia moglie di formare un conto famiglia per far fronte alle esigenze della stessa,lei si è rifiutata anzi mi ha detto che se può partecipa se no.. lei svolge lavori casalinghi ed è esonerata ,Il nostro CUD è di circa 14000 euro lei e circa 17000 io ditemi cosa fare grazie



RISPOSTA



Un coniuge ha facoltà di chiedere la separazione legale e, successivamente, il divorzio, anche senza il consenso del partner. La legge fa riferimento, a tal proposito, alla separazione giudiziale, laddove parla di separazione consensuale, in presenza del consenso, da parte di entrambi i coniugi.
Dal contenuto della tua mail, ho la vaga impressione che se tua moglie avesse davvero voluto chiedere la separazione giudiziale, lo avrebbe già fatto da tempo; probabilmente ti prospetta la possibilità di chiedere la separazione, al fine di fare pressione su alcune decisioni che riguardano la tua vita privata, come ad esempio, le questioni lavorative.
Inoltre, dubito fortemente che la separazione legale dei coniugi possa essere una soluzione favorevole per lei, da un punto di vista economico e di opportunità in generale, per i seguenti motivi.

1) Avete un reddito annuo molto simile quindi, il giudice dovrebbe condannarti esclusivamente a versare l'assegno di mantenimento in favore di tua figlia, ma non di tua moglie.
2) Dalle circostanza riportate nella mail inoltre, ritengo che la separazione sarebbe addebitabile al comportamento di tua moglie, quindi, a prescindere dal reddito dei coniugi, il giudice non potrebbe mai condannarti al mantenimento della signora.
La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione infatti (ad esempio, con la sentenza n.6276 del 23.03.2005), ritiene che "Il rifiuto, protrattosi nel tempo, di intrattenere normali rapporti affettivi e sessuali con il coniuge, costituisce gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner e situazione che oggettivamente provoca senso di frustrazione e disagio, spesso causa, per come è notorio, di irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico".
3) Tua moglie inoltre, utilizza la separazione giudiziale come un ricatto nei tuoi confronti ed ha un comportamento invasivo, in merito a scelte che sono assolutamente personali, come le decisioni lavorative. Non può certamente pretendere di farti lavorare come un mulo ...
La signora deve contribuire in proporzione al suo reddito, al "conto famiglia" e non può considerarsi esonerata da tale obbligo, per il semplice fatto di occuparsi delle faccende domestiche (ha un reddito annuo pari a 14.000 euro, quindi ha le risorse necessarie per partecipare all'investimento, nell'interesse della famiglia).
4) Ignoro in base a quali congetture, la signora possa affermare che vedrai la bambina soltanto una volta la settimana. A mio parere, in caso di separazione dei coniugi, il giudice potrebbe affidare a te la bambina, non ritenendo adatta, da un punto di vista psicologico, tua moglie all'espletamento dei compiti propri di ogni genitore. Ad ogni modo, il giudice potrebbe decidere un affidamento condiviso, da parte di entrambi i genitori e, comunque, nella peggiore delle ipotesi, trascorreresti con tua figlia almeno tre giorni la settimana.

In sintesi, ritengo quindi che la separazione giudiziale, nel tuo caso, avrebbe un effetto boomerang nei confronti di tua moglie; non so quanto interesse possa avere la signora, a presentare ricorso al tribunale, a tal fine.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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