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Risarcimento danni - Diminuzione della capacità lavorativa, opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi





Gentile avvocati.nel 2002 ho avuto un danno subito per un intervento chirurgico all'ospedale sbagliato,dopo trattative nulle senza buon fine con assicurazione si decide nel 2004 la causa in tribunale ,il ctu ha confermato l'errore, nel ottobre 2009, arriva la sentenza a mio favore con risarcimento del danno biologico e del risarcimento del danno capacita lavoro 40%.il mio avvocato ha presentato all'avvocato contoparte il calcolo per il risarcimento,subito dopo con un bel fax ci risponde che dalla somma totale deve essere tolta la somma che l'inps chiede all'assicurazione come surroga.vi faccio notare che nella causa non e mai stata chiamata l'inps,é il giudice non ha neanche menzionato il pagamento all'inps nella sentenza che ha fatto in quanto non esisteva.adesso l'avvocato controparte ha presentato al tribunale atto di citazione in opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi ex art 615.1 e 617 cpc fermandomi anche il pagamento che mi spetta dal giudice che ha fatto la sentenza.quando ho avuto questo danno nel 2002,dall'inps sono stato dichiarato invalido al 100%,la quale ha fatto una rendita che mi da mensilmente 800 euro ,questo e confermato anche dalla relazione del ctu che io percepisco un indenita di 800 euro mensilmente.io quando lavoravo nel 2002 percepivo tra 1100 e 1250 euro.arriviamo adesso alla mia domanda ,il ctu mi ha dato il 40% di diminuzione capacita lavoro l'unico danno patrimoniale che ho,l'avvocato controparte dell'ospedale dice che a me non spetta questo danno patrimoniale in quanto percepisco una rendita dall'inps,ma io so solo che il mio stipendio e diminuito da 1250 a 800 che l'inps mi da,e che me lo puo revocare sempre se qualcosa non va con tanti controlli e revisione che mi fanno.se l'inps mi prende questi 40% rimane sempre che io perdo una parte del mio stipendio,e se mi viene revocata la rendita mi trovo che l'inps ha percepito il mio danno patrimoniale ed io rimango senza neanche con quei 800 euro.aiutatemi per favore a trovare una soluzione a questa situazione ho gia perso una parte molto seria della mia salute perche devo anche perdere il mio patrimonio.



RISPOSTA



L'opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi, presentata dall'avvocato che difende l'assicurazione, è funzionale al congelamento del pagamento del risarcimento che ti è dovuto, in ragione del titolo esecutivo, rappresentato dalla sentenza.
L'avvocato della controparte è perfettamente al corrente di avere torto, per i seguenti motivi che sono di un'evidenza adamantina:

1) la questione andava sollevata nel corso del processo ordinario, non all'interno del processo esecutivo; al momento, non è più possibile per le parti processuali, modificare quanto statuito nel merito dal giudice con sentenza. La sentenza, dopo essere passata in giudicato (come nel tuo caso), ha forza di legge tra le parti, anche nell'ipotesi di errata applicazione di norme di diritto.
L'avvocato dell'assicurazione avrebbe dovuto impugnare la sentenza con atto di appello o con ricorso in Cassazione, prima del suo passaggio in giudicato. Adesso non è più possibile entrare nel merito della decisione del giudice.

L'opposizione all'esecuzione e l'opposizione agli atti esecutivi non sono strumenti processuali, previsti per indagare nel merito la sentenza del giudice. Con essi, il debitore esecutato può far valere i vizi formali dei singoli atti del processo esecutivo ovvero opporsi al diritto di procedere all'esecuzione, per motivi che esulano dalle questioni sollevate nell'ordinario processo di cognizione (ad esempio i beni pignorati sono per legge impignorabili ovvero la sentenza che funge da titolo esecutivo non è di condanna ma di mero accertamento).
Per maggiore completezza espositiva, riporto brevi ma essenziali cenni, sulle due tipologie di opposizione:

OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI
L'opposizione agli atti esecutivi e disciplinata dall'articolo 617 del Codice di Procedura Civile. Si tratta di un rimedio pensato dal legislatore per far valere vizi formali dei singoli atti del processo esecutivo, esteso non solo al debitore, ma anche ai creditori ed ai terzi che possano aver subito un pregiudizio dalle fasi del procedimento esecutivo. L'opposizione è sottoposta ad un termine di 20 gg. dalla notifica del titolo esecutivo o del precetto: essa può essere dunque esperita in via preventiva, con atto di citazione ovvero in via successiva con ricorso, dopo che l'esecuzione sia già iniziata, sempre entro 20 gg. da quando i singoli atti del procedimento furono compiuti. L'opposizione da vita ad un accertamento cognitivo che può determinare la sospensione del processo esecutivo e che si conclude con sentenza non impugnabile (è prevista solo impugnazione ex articolo 111 della Costituzione, per violazione di legge, dinanzi alla Corte di Cassazione).

OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE
L'opposizione alla esecuzione è disciplinata dall'articolo 615 del Codice di Procedura Civile e mira a fornire al debitore uno strumento per potersi opporre, in via preventiva al precetto, oppure in via successiva al pignoramento, al diritto della parte istante di procedere ad esecuzione forzata. Il debitore,quindi, chiede che sia fatta certezza sull'esistenza o meno del diritto processuale di agire con l'esecuzione forzata.

2) Sarebbe più che sufficiente, rispondere al tuo quesito, dicendo semplicemente che le eccezioni dell'avvocato di controparte, non possono essere più esaminate del giudice, perchè riguardano il merito della tua vicenda e che la sentenza è ormai definitiva (la questione è chiusa, in poche parole !!!).
Tuttavia, non posso fare a meno di constatare la totale infondatezza delle pretese dell'avvocato di controparte, per i seguenti motivi:
a) La rendita dell'INPS non ha natura risarcimentale, ma retributiva; non va confusa con il risarcimento di carattere patrimoniale, previsto dalla sentenza.
b) La rendita dell'INPS infatti, può essere sempre revocata a seguito di accertamenti medici. Il risarcimento danni deve essere comunque liquidato.
c) Il giudice ha previsto il 40% di diminuzione della capacità-lavoro, senza nemmeno fare riferimento, nella sentenza, all'INPS.

L'avvocato ha presentato opposizione, soltanto per ottenere dal giudice dell'esecuzione, in via cautelativa, la sospensione del processo esecutivo, al fine di rinviare nel tempo, il pagamento del risarcimento che ti spetta.
Vuole temporeggiare insomma !!!

Il mio consiglio è di rimanere sereno e di non accettare eventuali accordi e transazioni per te sfavorevoli, che probabilmente, ti saranno proposti dall'avvocato della controparte, approfittando della sospensione del processo esecutivo.
Hai tutte le ragioni di questo mondo e devi soltanto pazientare un altro poco, per ottenere il risarcimento, dal primo all'ultimo euro.

Mi hai chiesto eventuali sentenze che possono fare al tuo caso: la questione però è talmente semplice, da non essere mai stata nemmeno considerata dalla giurisprudenza.
La sentenza è passata in giudicato, quindi la questione è definitivamente chiusa.
Non si può utilizzare l'opposizione al processo esecutivo, come un atto di appello ovvero un ricorso in Cassazione (sono scaduti i termini per impugnare la sentenza).
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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