Diritto penale - La madre affidataria sottrae il figlio minore al padre. Reato di sottrazione di minore





buonasera

vorrei avere qualche informazione in merito a questo caso , convivo con una ragazza in un appartamento di mia proprieta abbiamo una figlia che ho riconosciuto legalmente , oggi le cose non vanno molto bene tra noi , la famiglia di lei è molto lontana da casa nostra , sempre sul territorio nazionale ma piu di mille km , se si mette male tra noi e decide di andarsene via si puo' portare via la nostra  bimba di 2 anni e x vederla devo prendere un'aereo ?
Oppure SE SONO IO ad andarmene sono obligato a lasciarli  in quella casa o posso decidere un'altra soluzione tipo pagare un'affitto in un'altra locazione sempre nella zona ?
L'affidamento congiunto è automatico per me che ho riconosciuto la bambina come mia figlia ?
Se l'affidamento fosse un' esclusiva della madre e puo andarsene quando gli pare x tutelare mia figlia e poter esercitare i miei diritti di padre come posso fare ?
l'affidamento congiunto puo' essere un mezzo per poter tenere mia figlia almeno nella stessa citta',se si come si ottiene ?
grazie cordiali saluti .



RISPOSTA



Vorrei innanzitutto precisare che la mamma non potrebbe portare con sé la bambina, laddove dovesse decidere di tornare a vivere nell'abitazione paterna, a seguito della cessazione della convivenza.
Commetterebbe il reato di cui all'articolo 574 del codice penale, secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione.

Art. 574 del codice penale. Sottrazione di persone incapaci.

Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la patria potestà, al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la patria potestà, del tutore o del curatore, con la reclusione da uno a tre anni.
Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.
Si applicano le disposizioni degli articoli 525 e 544.


Tale reato è ipotizzabile anche nell'ipotesi in cui sia proprio un genitore a sottrarre all'altro genitore, il figlio.
La sentenza della Cassazione - Sezione VI - 4 novembre 2009, n. 42370, dà una risposta al seguente quesito di carattere giurisprudenziale:

LA MADRE AFFIDATARIA SOTTRAE PER MESI IL FIGLIO MINORE AL PADRE, PORTANDOLO IN LUOGO RAGGIUNGIBILE SOLO IN AEREO: È SOTTRAZIONE DI MINORE EX ART. 574 DEL CODICE PENALE ?

Ecco cosa risponde, a tal proposito, la Suprema Corte.

“Risponde del delitto di sottrazione di persona incapace (art. 574 c.p.) il genitore che, senza consenso dell'altro, porta via con sé il figlio minore, allontanandolo dal domicilio stabilito, ovvero lo trattiene presso di sé, quando tale condotta determina un impedimento per l'esercizio delle diverse manifestazioni della potestà dell'altro genitore, come le attività di assistenza e di cura, la vicinanza affettiva, la funzione educativa, identificandosi nel regolare svolgimento della funzione genitoriale il principale bene giuridico tutelato dalla norma”

Tra parentesi, sono indicate altre sentenze della Cassazione che confermano il principio giuridico, all'esame della Corte.

“E' il regolare svolgimento della funzione genitoriale, il principale bene giuridico tutelato dall'articolo 574 del codice penale (Cass. Sez. 6, 4-3-2002 n. 11415; Sez. 6, 18-2-2008 n. 21441).
Ai fini della integrazione dell'elemento soggettivo della fattispecie criminosa in esame, è richiesto il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà da parte dell'agente della condotta e dell'evento, ossia nella coscienza e volontà di sottrarre (cioè di togliere, portare via) il minore all'altro genitore esercente la potestà genitoriale e di trattenerlo presso di sé contro la volontà dell'altro genitore (Cass. Sez. 6, 4-3-2002 n. 11415)”.

Tanto premesso, laddove la ragazza dovesse portare via dall'abitazione familiare, la bimba, dovrai recarti senza indugio dai carabinieri per denunciarla, ai sensi dell'articolo 574 del codice penale.

La bambina ha diritto all'affido condiviso a favore di entrambi i genitori.
La Corte di Cassazione, sezione VI civile, con ordinanza del 2 dicembre 2010, afferma quanto segue:

“In tema di affidamento dei figli, l’oggettiva distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori non preclude la possibilità di un affidamento condiviso, potendo detta distanza incidere soltanto sulla disciplina dei tempi e delle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore, ai sensi degli artt. 155, comma 2, e 155-quater, comma 2, del codice civile”

Tanto premesso, laddove la vostra convivenza dovesse cessare, vi rivolgerete al tribunale che deciderà per l'affidamento condiviso della bimba, in ragione delle esigenze della stessa e dei genitori. Ad esempio, un mese con la mamma, un mese con il papà oppure nel periodo scolastico con la mamma, in quello festivo con il papà.
La decisione spetterà al tribunale e pertanto, in assenza di una sentenza ad hoc, commetterebbe un reato, il genitore che decidesse di “impossessarsi” della bambina, come se fosse un gioiello da portare via.
Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti e le curiosità di carattere normativo del caso.
Cordiali saluti.

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