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Fisco e tributi - Regime dei contribuenti minimi. Applicazione studi di settore, adempimenti Iva, detrazione imposta sugli acquisti





Sono docente di ruolo di scuola secondaria superiore part-time (14 ore su 18) con laurea in architettura e ho l'autorizzazione del dirigente per svolgere eventuale attività libero-professionale. Da qualche anno sono incaricato quale consulente tecnico d'ufficio (e solo d'ufficio) per il tribunale civile di Milano, relativamente alla ricostruzione di sinistri stradali, ricavando mediamente dai circa 2000 euro iniziali ai 5000 euro lordi annui del 2011(per 8 consulenze). Finora, per la modestia degli introiti e la saltuarietà dei lavori affidatimi, non ho aperto partita iva, limitandomi a riportare il reddito relativo nel mod. 730. Alcuni mesi or sono una compagnia assicurativa chiamata a liquidare le mie competenze (importo di poche centinaia di euro), richiamando una sentenza della Corte di Cassazione 1 sezione civile (n. 2997 del 27/03/1987) ha preteso o regolare fattura (anziché semplice notula) o la dichiarazione di non iscrizione all'albo degli ingegneri, minacciando, in caso contrario, di procedere ai sensi dell'art. 6 c.8 lett. a DL n. 471 del 18/12/97. Vorrei sapere se, per legge, devo necessariamente aprire partita iva, anche considerando che, col regime dei minimi, non sarei tenuto ad addebitare l'IVA sulla parcella. Cordiali saluti



RISPOSTA



Vorrei ricordarti che, ai sensi della normativa sul regime dei minimi, tali contribuenti posso usufruire di un regime agevolato, anche da un punto di vista burocratico.

I contribuenti minimi sono esonerati:

·dall’applicazione degli studi di settore;
·dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.

Attenzione: le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito;
·dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi clienti e fornitori.

Formalmente tuttavia, il contribuente che beneficia del regime dei minimi deve comunque aprire la partita Iva, non essendo espressamente prevista l'esclusione dall'obbligo.
Siamo d'accordo, la fattura deve essere emessa senza l'addebito dell'IVA … tuttavia la partita Iva deve essere aperta.

Del resto aprire una partita Iva non ti costerà proprio nulla … dovrai semplicemente perdere una mattinata alla camera di commercio.

Tanto premesso, il tono utilizzato dalla compagnia assicurativa è assolutamente intollerabile. Il tuo problema è assolutamente di carattere formale e non sostanziale … tanto per intenderci non hai evaso un solo euro, i tuoi corrispettivi sono indicati regolarmente nel modello 730.
L'applicabilità di una sanzione, nello specifico quella di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 471 del 18/12/97, è assolutamente da escludere !!!

Art. 6.

Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all'imposta sul valore aggiunto.

1. Chi viola obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni ovvero all'individuazione di prodotti determinati, ostacolando la verificazione del compimento di operazioni imponibili ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, e' punito con sanzione amministrativa compresa tra il dieci ed il quindici per cento dell'imponibile non documentato o non registrato.

2. Chi viola obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni non imponibili o esenti e' punito con sanzione amministrativa compresa tra il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati o non registrati.

3. Se le violazioni consistono nella mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto ovvero nell'emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali, la sanzione e' in ogni caso pari al quindici per cento dell'importo non documentato. La stessa sanzione si applica in caso di omesse annotazioni su apposito registro dei corrispettivi relativi a ciascuna operazione in caso di mancato o irregolare funzionamento degli apparecchi misuratori fiscali. Se non constano omesse annotazioni, la mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione e' punita con sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.

4. Nei casi previsti dai commi 1, 2 e 3, primo e secondo periodo, la sanzione non puo' essere inferiore a lire un milione.

5. Nel caso di violazione di piu' obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di una medesima operazione, la sanzione e' applicata una sola volta.

6. Chi computa illegittimamente in detrazione l'imposta assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa, e' punito con la sanzione amministrativa uguale all'ammontare della detrazione compiuta.

7. In caso di acquisto intracomunitario, la sanzione si applica anche se, in mancanza della comunicazione di cui all'articolo 50, comma 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, l'operazione e' stata assoggettata ad imposta in altro Stato membro.

8. Il cessionario o il committente che, nell'esercizio di imprese, arti o professioni, abbia acquistato beni o servizi senza che sia stata emessa fattura nei termini di legge o con emissione di fattura irregolare da parte dell'altro contraente, e' punito, salva la responsabilita' del cedente o del commissionario, con sanzione amministrativa pari al quindici per cento del corrispettivo, con un minimo di lire cinquecentomila, sempreche' non provveda a regolarizzare l'operazione con le seguenti modalita':
a) se non ha ricevuto la fattura, entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell'operazione, presentando all'ufficio competente nei suoi confronti, previo pagamento dell'imposta, entro il trentesimo giorno successivo, un documento in duplice esemplare dal quale risultino le indicazioni prescritte dall'articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativo alla fatturazione delle operazioni;
b) se ha ricevuto una fattura irregolare, presentando all'ufficio indicato nella lettera a), entro il trentesimo giorno successivo a quello della sua registrazione, un documento integrativo in duplice esemplare recante le indicazioni medesime, previo versamento della maggior imposta eventualmente dovuta.

9. Se la regolarizzazione e' eseguita, un esemplare del documento, con l'attestazione della regolarizzazione e del pagamento, e' restituito dall'ufficio al contribuente che deve registrarlo ai sensi dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.


Tanto premesso, aprirai la partita IVA, in fondo per te non cambia nulla … ma farti trattare da evasore fiscale, assolutamente no !!!

Sempre a tua disposizione.

Cordiali saluti.

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