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Eredità - Rappresentazione nella successione testamentaria, accettare l'eredità o il legato





Salve il quesito che volevo sottoporvi è il seguente qualche giorno  fa è venuto a mancare mio zio,il quale aveva fatto testamento  lasciando il 50% dei suoi beni a una persona che si è presa cura di  lui e il restante 50% a suo fratello(mio padre),purtroppo mio padre  e morto 3 anni fa,quindi vorrei sapere la parte che spattava a mio  padre come viene suddivisa tenendo presente che mia madre e viva e  che noi figli siamo 5?Mia sorella sostiene che a mia madre non  spetti nulla in quanto non erede diretta di mio zio è corretto non  le spetta il 33% come coniuge di mio padre??inoltre mio zio ha un  fratello ancora in vita e altri 7 nipoti da altri fratelli defunti i  quali però non compaiono nel testamento,possono pretendere  qualcosa??Attendo una vostra risposta saluti



RISPOSTA



Ha perfettamente ragione tua sorella, ai sensi delle norme in materia di rappresentazione ereditaria, ossia gli articoli del codice civile, dal 467 al 469.

In sintesi.

1)Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa (in quanto morto) o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Tuo zio è morto lasciando il 50% dell'eredità a tuo padre che non ha potuto accettare in quanto premorto da tre anni rispetto al “de cuius”. Lo zio non ha scritto nel testamento “in caso di morte prematura di mio fratello, la sua quota ereditaria sarà attribuita a _________”. Si avrà quindi rappresentazione.

2)Si avrà rappresentazione nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. Attenzione, a favore dei discendenti di tuo padre, ossia a favore dei figli non del coniuge. Alla mamma non spetta nulla, la quota che sarebbe spettata al padre, sarà suddivisa equamente tra tutti i figli !!!

Art. 467 del codice civile. Nozione.

La rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Art. 468 del codice civile. Soggetti.

La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli naturali del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa.


Art. 469 del codice civile. Estensione del diritto di rappresentazione. Divisione.

La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe.
La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe.
Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi.
Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo.


Gli altri fratelli e gli altri nipoti non possono pretendere la quota di legittima, non essendo qualificati come soggetti legittimari, ai sensi dell'articolo 536 del codice civile.

Art. 536 del codice civile. Legittimari.

Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi.
Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.


Sono soggetti legittimari, il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi … non i fratelli ed i nipoti.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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