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Contratti - Assenza del libretto di manutenzione impianti e caldaia, vendita appartamento





Buongiorno,
ho venduto un immobile a luglio 2011 e consegnato le chiavi il 13 settembre 2011. A seguito della chiusura degli impianti di casa, non essendomi pervenuta la richiesta di voltura da parte dell'acquirente e essendo sostanzialmente in vacanza,il signore in questione mi ha prima minacciato telefonicamente  e poi verbalmente per strada sia a me che a mia moglie.
Successivamente (19 settembre) l'acquirente, tramite proprio legale, ci ha mandato una richiesta di:"ripristino dell'impianto termo idraulico precisando che l'impianto è stato messo a norma in dato momento".
Abbiamo risposto che il libretto come i certificati erano a sua disposizione, e che abitando a 500 metri poteva chiederceli senza minacciarci.
Nulla più e seguito a tale risposta, tranne che il 20 gennaio 2012 abbiamo ricevuto un'altra raccomandata da un altro studio legale, il quale questa volta ci chiede :"risarcimento per la riparazione dei vizi dell'immobile".
In sostanza :
1- fatto salvo che noi abbiamo fatto quanto previsto dalla legge come manutenzione e controllo fumi, come dimostra il libretto di manutenzione, questo signore può chiederci risarcimento per la caldaia che lui dice essere già rotta al momento dell'acquisto?
2- Non abbiamo consegnato il libretto il giorno del rogito,ma l'abbiamo offerto più volte e non siamo riusciti a consegnarlo perchè siamo stati aggrediti verbalmente e minacciati. Questa nostra mancanza può essere fonte di richiesta di risarcimento?
3- i fatti avvenuti ad agosto 2011 possono essere fonte di denuncia o querela in quanto il "personaggio" è alquanto corolito nei modi verbali e quindi ho paura per l'incolumità della mia famiglia?



RISPOSTA



Rispondo alle vostre domande.

1)No, non può, la sua richiesta è assolutamente illegittima.
Ad essere giuridicamente rilevanti sono invece le risultanze del libretto di manutenzione. Il signore dice che la caldaia era rotta al momento dell'acquisto ??!! Come potrebbe dimostrarlo ??!!
Inoltre i vizi relativi al bene venduto devono essere denunziati entro otto giorni dalla scoperta, ai sensi dell'articolo 1495 del codice civile

Art. 1495. Termini e condizioni per l'azione.

Il compratore decade dal diritto alla garanzia , se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge.
La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha occultato.
L'azione si prescrive , in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna.


Art. 1492. Effetti della garanzia.

Nei casi indicati dall'articolo 1490 il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo, salvo che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione.
La scelta è irrevocabile quando è fatta con la domanda giudiziale. Se la cosa consegnata è perita in conseguenza dei vizi, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto; se invece è perita per caso fortuito o per colpa del compratore, o se questi l'ha alienata o trasformata, egli non può domandare che la riduzione del prezzo.


2)No anzi, l'acquirente era tenuto a chiedervi il libretto al momento dell'acquisto; il fatto che non ve l'abbia richiesto, gli impedisce di chiedervi il risarcimento.
Questo signore non può pretendere di tutelare adesso le sue presunte ragioni, se al momento dell'acquisto non si è degnato nemmeno di chiedervi il libretto !!!
… e vi ha impedito anche di consegnarglielo successivamente, con violenza e minacce !!!

3)Vi consiglio di sporgere querela per ingiuria, presso i carabinieri o la questura, ai sensi dell'articolo 594 del codice penale.

Così sarà condannato a risarcirvi i danni morali … e forse cambierà atteggiamento !!!

Art. 594 del codice penale. Ingiuria.

Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032 se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di più persone.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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