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Infermiere resta in servizio oltre l'orario di lavoro in caso di urgenza, esercente servizio di pubblica necessità





Buonasera, sono un infermiera professionale che esercita in una casa protetta per anziani. Recentemente e' accaduto un fatto che mi ha portato a pormi dei quesiti in merito alla mia responsabilita'. Nella struttura, il nostro turno di lavoro termina alle ore 20 o 21, e rimangono in turno solo 2 operatori socio sanitari che non hanno naturalmente le competenze infermieristiche e per qualsiasi necessita' medica devono chiamare la guardia medica notturna. Successe che una nostra ospite era stata mandata in pronto soccorso nel pomeriggio per disturbi respiratori e alle ore 21 non era ancora rientrata. L'infermiere che aveva finito il suo orario di lavoro si cambia e "timbra l'uscita". Nel frattempo l'ospite rientra in struttura accompagnato dall'ambulanza. Cosa deve fare l'infermiere?
1. deve tornare in reparto per prendere in carico l'ospite, attuando tutte le procedure terapeutiche prescritte dal medico del pronto soccorso? (dettato come si suol dire <>)
2. Puo' lasciare la struttura e gli operatori socio sanitari devono contattare la guardia medica per le cure del caso. Resto a disposizione per chiarimenti in merito e attendo un Vostro gradito riscontro. Grazie Buonasera



RISPOSTA



L'infermiere deve tornare nella casa per anziani per prendere in carico l'ospite, attuando tutte le procedure terapeutiche prescritte dal medico del pronto soccorso. Nel frattempo l'operatore socio sanitario deve contattare la guardia medica. Soltanto all'arrivo della guardia medica, l'infermiere potrà cessare il suo servizio di pubblica necessità.
Un infermiere infatti, non può ragionare come qualsiasi impiegato che timbra il cartellino a torna a casa...
L'infermiere è un esercente un servizio di pubblica necessità come gli avvocati, i medici, gli infermieri, le ostetriche, i farmacisti etc etc
Il servizio di pubblica necessità è un'attività di natura privata, esercitata da soggetti privati in nome e per conto proprio e svincolata da ogni collegamento soggettivo con la Pubblica Amministrazione, ma oggettivamente caratterizzata da un rilievo, da un bisogno e da un interesse pubblico e come tale sottoposta a controllo da parte dello Stato, ai sensi dell'articolo 359 del codice penale.

Art. 359 del codice penale. Persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità: 1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi; 2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della pubblica Amministrazione.

Inoltre, l'infermiere deve rispondere ai principi fondamentali del codice deontologico della sua categoria. Ai sensi dell'articolo 7 del codice, “l’infermiere orienta la sua azione al bene dell’assistito”.
… e gli articoli 3 e 4 del codice deontologico ???!!!

Articolo 3

La responsabilità dell’infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo.

Articolo 4

L’infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona.

Un infermiere che, in casi limite come quello descritto nella tua mail, abbandonasse l'ospite, prima dell'arrivo della guardia medica, sarebbe chiamato a rispondere penalmente, in caso di complicazioni riguardanti la salute dell'anziano assistito.

Fare l'infermiere non è semplicemente un lavoro … è una vera missione !

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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