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Premi assicurazione sulla vita collazione successione ereditaria





Salve Mia madre, deceduta l'anno scorso, aveva un'assicurazione sulla vita a premio unico indicando come beneficiario unico il sottoscritto. Mia sorella si è rivolta ad un avvocato "di famiglia" perché pretende che tale assicurazione cada in successione e quindi entri nell'asse ereditario. Il suo avvocato mi ha chiarito la "sua interpretazione" secondo la quale a me spetterebbe in toto solo l'indennizzo dell'assicurazione, cioè solo quanto maturato, mentre la somma dei premi versati devono rientrare nell'asse ereditario, e quindi subire la ripartizione del 50%. A me sembra che l'art. 1920 comma 3 del c.c. sia molto esplicito e non accenna né a donazioni indirette, né a collazione né a pre-legati. Lui parla di una certa delibera, di cui non ha riferito l'esito finale. Vi ringrazio per la Vostra solerzia e competenza.



RISPOSTA



L'interpretazione dell'avvocato non è assolutamente corretta.
Ai sensi dell’art. 1920 del codice civile, il beneficiario acquista, per effetto della designazione, un diritto proprio nei confronti dell’assicurazione, per cui le somme corrisposte a seguito del decesso dell’assicurato non rientrano nell’asse ereditario, non sono soggette ad imposta di successione, non si computano né per formare la quota per gli eredi, né per calcolare se vi sia lesione di legittima.
Il beneficiario potrà soltanto essere tenuto a restituire ai legittimari, che risultassero lesi circa le loro quote di legittima, l’ammontare dei premi pagati dal testatore.

Ai sensi dell'articolo 741 del codice civile i premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a favore degli eredi, sono assoggettati a collazione, quindi si imputano all'asse ereditario, ai fini della determinazione delle quote di legittima e della quota disponibile. La collazione, ai sensi dell'articolo 737 del codice civile, è l’atto col quale taluni soggetti (figli legittimi e naturali e loro discendenti legittimi e naturali, nonché il coniuge), che abbiamo accettato l’eredità, conferiscono nell’asse ereditario quanto hanno ricevuto dal defunto in vita per donazione.

Art. 741 del codice civile. Collazione di assegnazioni varie.

È soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all'esercizio di una attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti.

Consideriamo anche i premi versati dal de cuius, ai fini della determinazione dell'asse ereditario.
Una volta calcolato l'asse ereditario, accertiamoci che tua sorella abbia avuto almeno la sua quota di legittima, pari ad un terzo dell'asse ereditario (asse comprensivo dei premi assicurativi), ai sensi dell'articolo 537 II comma del codice civile.

Art. 537 del codice civile. Riserva a favore dei figli legittimi e naturali.

Salvo quanto disposto dall'articolo 542, se il genitore lascia un figlio solo, legittimo o naturale, a questi è riservata la metà del patrimonio.
Se i figli sono più, è loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli, legittimi e naturali.
I figli legittimi possono soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano. Nel caso di opposizione decide il giudice, valutate le circostanze personali e patrimoniali.

Eventualmente, se tua sorella non avrà avuto la sua quota di legittima pari a 1/3 dell'asse ereditario, verserai a suo favore un conguaglio in denaro. Tua sorella non ha diritto al 50% dei premi assicurativi; è un'interpretazione errata e semplicistica della norma.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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