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Il furto del coniuge non è punibile; esimente per delitti contro il patrimonio.





Ho perso da pochi mesi mio padre. Mio padre era separato e risposato con una seconda moglie, che nel periodo in cui lui era in ospedale fra il 2009 e 2010, avendo la delega su due conti correnti, ha prelevato una somma pari a 30.000 euro in contanti a mezzo bancomat e assegni di conto corrente. Questo e' sempre accaduto solo quando lui era in ospedale.....mai prima ne dopo essere ritornato a casa. Lui non sapeva nulla di come la moglie gestisse i conti correnti ...... Bancomat un giorno si e uno no per somme di 3.500 euro al giorno su tre conti. Il picco massimo ce stato alcuni mesi prima della sua morte. Chiaramente sono venuto a conoscenza di questa triste situazione solo dopo la successione e l'accesso ai documenti bancari di mio padre.......come e' chiaro che questa somma sarebbe dovuta entrare nella successione fra gli eredi, cioe' io e mia sorella. Ho richiesto di restituire i soldi e mi e' stato risposto che lei non deve darci nulla perchè a suo avviso poteva farci quello che voleva senza rendere conto a nessuno!!!! Questo mi sembra assurdo, credo che avere una delega su un conto corrente porti necessariamente a dover rendere conto delle operazioni fatte. Sbaglio ? Parliamo di appropriazione indebita? Stavo pensando di denunciare la signora alla procura della repubblica, secondo voi ha senso ? cosa posso fare? Grazie



RISPOSTA



Ha perfettamente ragione la signora. Devi considerare l'esimente per i delitti contro il patrimonio in danno di congiunti, esaminata recentemente anche dalla sentenza della Corte di Cassazione, sezione penale, del 21 giugno 2012, n.24643
Ai sensi dell'articolo 649 del codice penale, non è punibile il coniuge non legalmente separato che pone in essere nei confronti dell'altro coniuge uno dei reati previsti dal “Titolo XIII - Dei delitti contro il patrimonio” del codice penale.
Non può essere punita la moglie che deruba il marito o che pone in essere nei suoi confronti il reato di appropriazione indebita.

Art. 649 del codice penale. Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti.

Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:

1. del coniuge non legalmente separato;

2. di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell'adottante o dell'adottato;

3. di un fratello o di una sorella che con lui convivano. I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa , se commessi a danno del coniuge legalmente separato , ovvero del fratello o della sorella che non convivano coll'autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell'affine in secondo grado con lui conviventi. Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai delitti preveduti dagli artt. 628, 629 e 630 e ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.

Tali somme non entrano a far parte dell'asse ereditario del de cuius, in quanto prelevate prima del momento dell'apertura della successione ereditaria, ossia prima della morte del marito.
Non soltanto non potete sporgere querela per furto o appropriazione indebita, ma non potete nemmeno rivendicare diritti ereditari circa tali somme di denaro sottratte dalla signora, prima della morte del coniuge.

L'articolo 649 del codice penale è applicabile sia in caso di comunione dei beni che di separazione dei beni dei coniugi.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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